REGGIO CALABRIA - Una maxi operazione congiunta di Carabinieri e Polizia di Stato ha portato all'arresto di 48 persone con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico internazionale di stupefacenti e detenzione abusiva di armi, aggravati dalla transnazionalità delle condotte criminose. La procura di Roma e quella di Reggio Calabria avevano disposto 54 fermi, ma alcune persone non sono state rintracciate perché all'estero e saranno raggiunte da mandato di arresto europeo. I clan coinvolti sono Aquino-Coluccio, Commisso e Crupi.
Al blitz antindrangheta, scattato a Reggio Calabria, hanno partecipato i carabinieri del Ros-Servizio centrale di Roma e del Comando provinciale di Latina e gli agenti della Squadra mobile di Reggio Calabria e del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, coordinati dalle procure di Reggio Calabria e di Roma, in cooperazione con l'autorità giudiziaria di Amsterdam.
I clan. Gli arresti sono il risultato di una intensa attività di indagine che ha colpito, in maniera concentrica, famiglie ritenute storicamente elitarie nel panorama criminoso della fascia jonica-reggina. Le indagini si sono focalizzate da un lato sulle famiglie Commisso e Crupi, considerate di elevato lignaggio a Siderno, con ramificazioni in Olanda e in Canada, dove da tempo si sono insediate pericolose ed agguerrite cellule di 'ndrangheta che sono riuscite ad accaparrarsi una buona fetta del mercato economico; dall'altro sulla famiglia degli Aquino-Coluccio storicamente al vertice della 'ndrangheta a Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria) e attiva nel traffico di droga.
Gratteri ha messo in luce la pericolosità della famiglia Commisso che nella sola Siderno avrebbe "almeno 500 killer pronti a sparare". E, per rafforzare queste parole, il procuratore ha ricordato che, nel corso di una perquisizione il 25 marzo scorso, "sono stati sequestrati almeno 40 tra fucili, pistole di vario calibro e armi da guerra".
Asse 'ndrangheta- mafia. Nell'ambito dell'operazione è emerso come la 'ndrangheta venda alla mafia non solo cocaina ma anche marijuana. "Una delle tre operazioni più importanti svolte a Reggio Calabria degli ultimi dieci anni", ha commentato il procuratore aggiunto Gratteri a causa delle famiglie coinvolte. "Da anni la famiglia Crupi si è insediata a Latina impiantando un'attività economica florivivaistica in Italia, in Olanda e in Canada", spiega il procuratore aggiunto di Roma Prestipino che parla di "lavoro di sinergia virtuoso". Ma lavoro di squadra non solo tra le varie forze di ordine in Italia e tra le varie procure, "anche con le autorità olandesi" precisa ancora De Raho. "Dimostrazione che quando si verificano le condizioni la cooperazione internazionale funziona".
Fiori e cioccolata. La 'ndrangheta è dunque arrivata a fare affari anche coi fiori olandesi. "Una delle figure di spicco è titolare di società di import-export di fiori anche in Olanda, nelle quali investiva il denaro da riciclare". Un fatto che non stupisce gli inquirenti. "La 'ndrangheta ha grande flessibilità nell'adattarsi a ciò che il mercato offre - ha spiegato Prestipino - e anche la capacità di agire in previsione sui segmenti che a un certo punto 'tireranno'".
Oltre all'associazione mafiosa, al traffico di stupefacenti e alle intestazioni fittizie di società, tra i reati contestati dalle due procure - come ha spiegato Gratteri - c'è anche "il riciclaggio di 250 tonnellate di cioccolata Lindt sottratta all'azienda, per un valore di 7,5 milioni".
Al blitz antindrangheta, scattato a Reggio Calabria, hanno partecipato i carabinieri del Ros-Servizio centrale di Roma e del Comando provinciale di Latina e gli agenti della Squadra mobile di Reggio Calabria e del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, coordinati dalle procure di Reggio Calabria e di Roma, in cooperazione con l'autorità giudiziaria di Amsterdam.
I clan. Gli arresti sono il risultato di una intensa attività di indagine che ha colpito, in maniera concentrica, famiglie ritenute storicamente elitarie nel panorama criminoso della fascia jonica-reggina. Le indagini si sono focalizzate da un lato sulle famiglie Commisso e Crupi, considerate di elevato lignaggio a Siderno, con ramificazioni in Olanda e in Canada, dove da tempo si sono insediate pericolose ed agguerrite cellule di 'ndrangheta che sono riuscite ad accaparrarsi una buona fetta del mercato economico; dall'altro sulla famiglia degli Aquino-Coluccio storicamente al vertice della 'ndrangheta a Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria) e attiva nel traffico di droga.
Gratteri ha messo in luce la pericolosità della famiglia Commisso che nella sola Siderno avrebbe "almeno 500 killer pronti a sparare". E, per rafforzare queste parole, il procuratore ha ricordato che, nel corso di una perquisizione il 25 marzo scorso, "sono stati sequestrati almeno 40 tra fucili, pistole di vario calibro e armi da guerra".
Asse 'ndrangheta- mafia. Nell'ambito dell'operazione è emerso come la 'ndrangheta venda alla mafia non solo cocaina ma anche marijuana. "Una delle tre operazioni più importanti svolte a Reggio Calabria degli ultimi dieci anni", ha commentato il procuratore aggiunto Gratteri a causa delle famiglie coinvolte. "Da anni la famiglia Crupi si è insediata a Latina impiantando un'attività economica florivivaistica in Italia, in Olanda e in Canada", spiega il procuratore aggiunto di Roma Prestipino che parla di "lavoro di sinergia virtuoso". Ma lavoro di squadra non solo tra le varie forze di ordine in Italia e tra le varie procure, "anche con le autorità olandesi" precisa ancora De Raho. "Dimostrazione che quando si verificano le condizioni la cooperazione internazionale funziona".
Fiori e cioccolata. La 'ndrangheta è dunque arrivata a fare affari anche coi fiori olandesi. "Una delle figure di spicco è titolare di società di import-export di fiori anche in Olanda, nelle quali investiva il denaro da riciclare". Un fatto che non stupisce gli inquirenti. "La 'ndrangheta ha grande flessibilità nell'adattarsi a ciò che il mercato offre - ha spiegato Prestipino - e anche la capacità di agire in previsione sui segmenti che a un certo punto 'tireranno'".
Oltre all'associazione mafiosa, al traffico di stupefacenti e alle intestazioni fittizie di società, tra i reati contestati dalle due procure - come ha spiegato Gratteri - c'è anche "il riciclaggio di 250 tonnellate di cioccolata Lindt sottratta all'azienda, per un valore di 7,5 milioni".