Cronaca

Coppia uccisa a Pordenone, altri due indagati, ma tutti i sospetti sono su Ruotolo

Avviso di garanzia per "ragioni tecniche" agli altri due ex coinquilini di Trifone Ragone, anche loro militari. I pm restano convinti che a sparare ai due fidanzati nel parcheggio sia stato il 26enne la cui auto si vede nella zona del delitto in immagini riprese da alcune telecamere e che martedì affronterà il primo interrogatorio come accusato

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Oltre a Giosuè Rutolo, sono ora indagati anche gli altri due ex coinquilini di Trifone Ragone, il militare ucciso a Pordenone assieme alla compagna Teresa Costanza lo scorso 17 marzo.

I due giovani - militari, come anche Ragone e Ruotolo - sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati "per ragioni tecniche". In pratica, l'iscrizione consente ai pubblici ministeri di svolgere attività di indagine altrimenti impossibili. Per entrambi i giovani, i due pm della procura di Pordenone titolari dell'inchiesta sul duplice omicidio hanno già chiesto al gip l'archiviazione. "Non riteniamo che possano essere stati complici di Ruotolo, che resta l'unico vero sospettato come responsabile della morte di Ragone e Costanza - spiega chi indaga - ma per proseguire nelle indagini, la loro iscrizione era un atto necessario".

Gli investigatori, tra l'altro, hanno sequestrato oggi un altro computer nell'appartamento dove l'indagato per l'omicidio Ruotolo, viveva con gli altri due commilitoni.
Essendo una dimora condivisa, i carabinieri hanno notificato il provvedimento di sequestro anche agli altri due inquilini, iscritti dunque nel registro degli indagati "per atto dovuto".

A incastrare Ruotolo, secondo la procura, sarebbero alcune immagini riprese da telecamere di sicurezza, che inquadrerebbero la sua auto nei pressi del luogo del delitto. Inoltre, proprio i due coinquilini non avrebbero confermato l'alibi fornito dal 26enne, che ai carabinieri ha raccontato: "Nel momento del duplice omicidio, ero a casa da solo".

Gli investigatori ritengono che sia Ruotolo l'uomo che, pochi minuti dopo il duplice omicidio, gettò una pistola Beretta 7.65 "modello 20" nel laghetto del parco San Valentino, a poca distanza dal parcheggio in cui Trifone e Teresa sono stati uccisi da sei colpi, sparati a bruciapelo. L'interrogatorio di Ruotolo, intanto, è stato fissato per martedì prossimo e sarà la prima volta che il commilitone ed ex coinquilino di Trifone Ragone risponderà agli investigatori in veste di indagato: le tre volte precedenti era sempre stato ascoltato semplicemente come persona informata sui fatti. Gli inquirenti sono convinti che per quel giorno saranno disponibili anche i primi riscontri degli esami eseguiti dai Ris di Parma sulla presenza di eventuali tracce sulla pistola che ha fatto fuoco, rinvenuta nel laghetto del parco di San Valentino e già individuata come l'arma del delitto.