Cronaca

Giovane con fucile giocattolo tra la folla: paura alla stazione di Trieste

Il giovane viene portato via dagli agenti 
Il ragazzo è stato fermato in breve tempo dalla Polfer. L'arma finta aveva il tappo rosso ben visibile e le forze dell'ordine assicurano che non c'è stato nessun pericolo
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TRIESTE - Momenti di panico alla stazione ferroviaria di Trieste. Un ventitreenne di nazionalità italiana, la cui identità non è stata resa nota, si è aggirato tra la gente con un fucile giocattolo in mano puntandolo ad altezza uomo.  Il ragazzo, accompagnato da un gruppetto di amici, è riuscito a percorrere l'ingresso principale e alcuni corridoi interni prima di essere fermato dalla Polizia. Gli agenti si sono avvicinati con cautela intimando al giovane di appoggiare sul pavimento la finta arma, che comunque aveva un tappo rosso ben visibile. "L'abbiamo immediatamente fermato, l'allarme quindi è durato pochissimi minuti - precisano del compartimento di polizia ferroviaria - quindi non c'è stata, oggettivamente, nessuna vera pericolosità". Il giovane è stato portato negli uffici del reparto operativo della Polfer di Trieste per gli accertamenti del caso. Da quanto è stato possibile appurare, è seguito da un centro di igiene mentale fuori città. Sarà denunciato per procurato allarme. Vestiva sportivo: berretto, maglietta bianca, pantaloni grigi, scarpe bianche, occhiali da sole e uno zainetto nero in spalla. La barba incolta.

In una foto si vede il ragazzo nella parte esterna della struttura, mentre imbraccia il fucile giocattolo e fuma una sigaretta, chiacchierando con gli amici. In altre mentre passeggia tranquillamente nell'atrio, nelle vicinanze della biglietteria e dei servizi igienici puntando l'arma finta tra i passanti increduli.

"Gli agenti sul posto si sono accorti del tappo rosso ed è stato subito chiaro che quel fucile era un giocattolo - ribadiscono dalla direzione - quindi, lo ripetiamo, non c'è stato alcun tipo di pericolosità oggettiva per l'incolumità dei cittadini".

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Il giovane è stato interrogato, ma non avrebbe voluto spiegare il motivo del gesto. Forse una bravata con il gruppo di coetanei che erano attorno a lui, forse un modo per farsi notare. Tanto è bastato, a poche settimane dagli attacchi terroristici di Bruxelles e in un clima di massima allerta, a seminare la paura tra le persone. Tanto più in un luogo, come una stazione ferroviaria, inserito tra i possibili obiettivi di attentati. "Siamo intervenuti in modo ottimale - dicono dalla direzione della Polfer - i nostri operatori sono formati in materia di antiterrorismo. Sanno come comportarsi".