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Naufragi, rete dei superstiti per trovare i corpi dei familiari. Ora c'è un nome sulle tombe di Mohamed e Marah

Dalla Germania alla Danimarca alla Svezia, i sopravvissuti non smettono di cercare i propri cari
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AGRIGENTO - Hanno perso figli, madri, padri, nipoti ma non disperano mai di ritrovare almeno i loro corpi finiti in fondo al mare o sepolti senza nome chissà dove. E con il tam tam dei sopravvissuti che si diffonde dalla Germania, alla Danimarca, alla Svezia, chi è riuscito almeno a trovare i corpi dei loro figli o dei loro parenti avvengono altri "miracoli". Nelle settimane scorse attraverso delle foto diffuse dalla trasmissione "Chi l'ha visto" da parte di una famiglia di siriani che aveva perso il loro figlio in un naufragio del febbraio del 2014, si è riusciti ad identificare il suo corpo, Mohamed di 10 anni, che era stato seppellito nel cimitero di Ribera in provincia di Agrigento.

Durante quel drammatico sopralluogo ai genitori di Mohamed erano stati mostrati altri documenti, foto e oggetti di altri cadaveri recuperati e seppelliti nel cimitero agrigentino. Tornati in Germania i genitori di Mohamed hanno diffuso le foto e gli oggetti…
AGRIGENTO - Hanno perso figli, madri, padri, nipoti ma non disperano mai di ritrovare almeno i loro corpi finiti in fondo al mare o sepolti senza nome chissà dove. E con il tam tam dei sopravvissuti che si diffonde dalla Germania, alla Danimarca, alla Svezia, chi è riuscito almeno a trovare i corpi dei loro figli o dei loro parenti avvengono altri "miracoli". Nelle settimane scorse attraverso delle foto diffuse dalla trasmissione "Chi l'ha visto" da parte di una famiglia di siriani che aveva perso il loro figlio in un naufragio del febbraio del 2014, si è riusciti ad identificare il suo corpo, Mohamed di 10 anni, che era stato seppellito nel cimitero di Ribera in provincia di Agrigento.

Durante quel drammatico sopralluogo ai genitori di Mohamed erano stati mostrati altri documenti, foto e oggetti di altri cadaveri recuperati e seppelliti nel cimitero agrigentino. Tornati in Germania i genitori di Mohamed hanno diffuso le foto e gli oggetti che avevano visto ad Agrigento tra i loro connazionali che cercavano ancora i loro figli annegati durante la traversata. Così nei giorni scorsi un altro cadavere, quello di Marah, una ragazza di 19 anni, è stato riconosciuto dallo zio Asaed Bashir, che dalla Danimarca è andato ad Agrigento dove ha ritrovato il cadavere della nipote che era partita con lui e la sua famiglia nel febbraio del 2014 e che era finita in fondo al mare dopo che l'imbarcazione si era capovolta.

Adesso i genitori di Marah, che si trovano in Siria, contattati dalla polizia italiana, hanno chiesto di poter raggiungere Agrigento per pregare sulla tomba della loro figlia.  Lo zio di Marah  adesso spera di ritrovare il corpo di sua figlia Enas e ha fornito alla polizia di Agrigento le sue foto scattate poco prima della partenza con il barcone dei trafficanti, in una delle quali è ritratta con indosso il salvagente.

Domani ricominceranno le operazioni di recupero del peschereccio che si è inabissato il 18 aprile 2015 nello Canale di Sicilia, sul quale si stima fossero circa 700 persone. Le operazioni erano state interrotte a causa delle non favorevoli condizioni meteo-marine. Il relitto è situato intorno alle 85 miglia dalle coste libiche e ad una profondità di circa 370 mt.