Cronaca

Pordenone, auto finisce in un laghetto: morti madre e figlio di 4 anni

La tragedia nella periferia del capoluogo friulano. Il piccolo era legato al seggiolino. La donna risiede a Porcia. Gli investigatori: probabile omicidio suicidio

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PORDENONE - Un gesto di disperazione che ha posto fine all'esistenza di una mamma di 36 anni e del figlioletto di soli 4, lasciando nel dramma il marito, padre dei suoi due figli. L'altro fratellino di soli 9 anni era a scuola. Teatro della tragedia il laghetto della Burida, alla prima periferia di Pordenone, al confine con Porcia, dove abitavano le vittime.

Erano da poco passate le 10.45 di questa mattina quando alla centrale operativa del 113 è giunta una richiesta di aiuto per un veicolo che era stato visto galleggiare sul laghetto, prima di inabissarsi ruote all'aria. Prima ancora che giungessero i vigili del fuoco e il 118, un uomo che abita di fronte, Ferruccio Barel, si era già tuffato e aveva cercato di raggiungere il veicolo, senza riuscirci. La profondità dell'acqua, di almeno cinque metri, la temperatura ancora rigida e la scarsa visibilità lo hanno costretto a tornare a riva, non prima di aver scorto, dentro il mezzo, la sagoma di una giovane donna, ormai annegata.

L'arrivo del personale del 115 ha confermato la disgrazia, la cui portata è stata compresa solo quando il nucleo sommozzatori, giunto da Trieste, ha rinvenuto nell'abitacolo anche il bimbo, posizionato nel proprio seggiolino, ancorato al sedile posteriore della vettura, con le cinture perfettamente allacciate, proprio come fanno i genitori che vogliono evitare ogni rischio per i propri piccoli. Una scena che ha commosso i soccorritori fino alle lacrime.

Una volta fatta emergere dalle acque limacciose del laghetto la vettura, sono state fatte le prime ipotesi, che propendono per un gesto estremo. Secondo i rilievi, sarebbe da escludere l'incidente e anche alcune testimonianze oculari parlerebbero di "un'auto che si lanciava in retromarcia nella Burida".

All'origine dell'accaduto ci sarebbe una sindrome depressiva che attanagliava la donna e che si sarebbe acuita dopo la perdita del lavoro. L'ipotesi princioale, quindi è quella dell'omicidio-suicidio, ma ogni conclusione dovrà attendere l'esito dell'autopsia, già disposta dalla Procura di Pordenone.