Cronaca

Cosenza, scandalo in Comune alla vigilia del voto

Sei fra dirigenti e imprenditori indagati per corruzione. Considerati vicini al sindaco Occhiuto che parla di complotto

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A meno di venti giorni dall'appuntamento con le urne, uno scandalo giudiziario rischia di complicare la campagna elettorale dell'ex sindaco di Forza Italia di Cosenza, Mario Occhiuto, di nuovo in corsa per Palazzo dei Bruzi. Sei fra dirigenti - considerati molto vicini a Occhiuto - e imprenditori sono indagati per corruzione e abuso d'ufficio, nell'ambito di un'inchiesta della Guardia di Finanza sugli appalti per la manutenzione cittadina. In particolare, investigatori ed inquirenti hanno deciso di approfondire la costosa gestione delle luminarie in città, per tre anni sempre affidata alla ditta Medlabor, e costata al Comune di Cosenza la modica cifra di 700mila euro. Nel mirino della Procura sono finiti il capo di gabinetto di Occhiuto, Carmine Potestio, ma anche il dirigente Domenico Cucunato, l'ingegnere Carlo Pecoraro, gli imprenditori Francesco Amendola e Antonio Amato e il responsabile della ditta Medlabor Antonio Scarpelli.

Tutti quanti si sono visti recapitare oggi un avviso di garanzia, insieme a un decreto di perquisizione e sequestro, eseguito dagli uomini della Guardia di Finanza, che per tutta la mattina hanno passato al setaccio case e uffici di funzionari e imprenditori. Sotto sigilli sono finiti computer, tablet e pennette usb, ma anche delibere e determine emesse negli anni  dai dirigenti comunali. Secondo gli investigatori, alcune ditte avrebbero per anni monopolizzato il settore grazie a un trucchetto semplice e banale. I lavori sarebbero stati infatti frazionati in diversi micro-appalti, tutti al di sotto della soglia dei 40mila euro, dunque affidabili in via diretta e senza necessità di gara. In questo modo, le aziende avrebbero ramazzato negli anni le commesse, senza neanche doversi prendere il disturbo di confrontarsi con altre ditte nell'ambito di una pubblica gara.

LA DIFESA DI OCCHIUTO Per Occhiuto, l'inchiesta che coinvolge il suo ex capo di gabinetto in Comune, è solo vicenda frutto del clima avvelenato che da tempo si sta creando attorno alle elezioni comunali della nostra città", ribadendo la  "piena fiducia verso i dirigenti e verso il mio ex capo di gabinetto che conosco fin da quando ero ragazzo e del quale posso affermare in maniera assoluta che si contraddistingue per un'integerrima onestà". Occhiuto non si sente toccato dalla bufera. O quanto meno non lo mostra.  "Proseguirò serenamente nella mia campagna elettorale rendendo conto a testa alta ai cittadini di ciò che ha realizzato il mio Esecutivo - annuncia -  e su ciò che si possa ancora fare per rendere Cosenza più bella".  Anche perché , per l'ex sindaco, si tratta solo di un complotto. "Non posso non notare, infine - conclude Occhiuto - la strana coincidenza per cui proprio ieri è stato diffuso un sondaggio che mi vedrebbe vincitore al primo turno con percentuali altissime e oggi, guarda caso, si scatena l'ennesima ondata scandalistica a danno della mia immagine e di un percorso lineare che sto perseguendo a contatto con la gente, esclusivamente sui contenuti".

L'INCHIESTA Il procuratore aggiunto di Cosenza, Marisa Manzini, però sembra avere tutt'altra idea.  Anche perché ancora nessuno è riuscito a spiegarle la straordinaria crescita della Medlabor, ditta che nel 2011 aveva un giro d'affari di appena 10mila euro, ma tra il 2012 e il 2015 riceve appalti e commesse dal Comune di Cosenza per oltre 600mila euro.  Per i magistrati, la fortuna della ditta si dovrebbe all'ex capo di Gabinetto del Comune di Cosenza Potestio che in cambio di  denaro avrebbe favorito la ditta in cambio di denaro, affidandole lavori e commesse in via diretta, senza passare attraverso una gara.  Per gli inquirenti, con la complicità del dirigente del settore Lavori pubblici, Domenico Cucunato, e del suo direttore di dipartimento, Carlo Pecoraro , gli appalti venivano frazionati in modo da non superare la soglia dei 40mila euro, quindi affidati attraverso il sistema del cottimo fiduciario. Ma la Medlabor, non sarebbe stata l'unica ditta agevolata dai dirigenti del Comune di Cosenza. Nel mirino della Procura, ci sono anche commesse e appalti accumulati dal 2011 al febbraio 2016 da altre due imprese, la Cmt di Francesco Amendola  e la Fratelli Amato di Antonio Amato.