Un hotspot in mare per identificare i migranti
di VLADIMIRO POLCHIIl Viminale invia nel Mediterraneo la nave San Giusto
ROMA - "Una grande nave d’appoggio, come la San Giusto della Marina militare, potrebbe presto incrociare al largo delle coste italiane". Il fronte dell’accoglienza si sposta in alto mare. "Troppi sbarchi in poche ore", così spiegano l’emergenza al Viminale: un’ondata che ha intasato i quattro hotspot oggi in funzione. Per questo si pensa concretamente a un presidio nel Mediterraneo: "Potrebbe essere un grande traghetto, oppure la San Giusto, in grado di accogliere fino a duemila migranti, per procedere già a bordo alla prima identificazione e allo screening sanitario". Li chiamano hotspot galleggianti: centri d’identificazione in mare, dove i profughi vengono fotosegnalati, poi portati a terra e da lì, per chi non ha diritto all’asilo, rimpatriati. Sull’accoglienza si gioca infatti la partita più difficile dell’emergenza migranti.
"Sa che significa 120mila persone? Un …
"Sa che significa 120mila persone? Un …
ROMA - "Una grande nave d’appoggio, come la San Giusto della Marina militare, potrebbe presto incrociare al largo delle coste italiane". Il fronte dell’accoglienza si sposta in alto mare. "Troppi sbarchi in poche ore", così spiegano l’emergenza al Viminale: un’ondata che ha intasato i quattro hotspot oggi in funzione. Per questo si pensa concretamente a un presidio nel Mediterraneo: "Potrebbe essere un grande traghetto, oppure la San Giusto, in grado di accogliere fino a duemila migranti, per procedere già a bordo alla prima identificazione e allo screening sanitario". Li chiamano hotspot galleggianti: centri d’identificazione in mare, dove i profughi vengono fotosegnalati, poi portati a terra e da lì, per chi non ha diritto all’asilo, rimpatriati. Sull’accoglienza si gioca infatti la partita più difficile dell’emergenza migranti.
"Sa che significa 120mila persone? Un esercito a cui dare un tetto sulla testa. Basta pensare che nel terribile 2015 abbiamo dato accoglienza a non più di 103mila migranti. E oltretutto gli sbarchi non si fermano". Nelle parole di un esperto del Viminale c’è tutta la difficoltà del momento. A ieri i migranti arrivati via mare nel 2016 nel nostro Paese sono 47.740: per la prima volta dopo mesi superano quanti arrivati nello stesso periodo del 2015 (+4%). La maggior parte (33mila) parte dalla Libia. Ma cresce la rotta egiziana. "Nell’ultima settimana – conferma il sottosegretario all’Interno, Domenico Manzione – siamo arrivati a circa 13.700 sbarchi, che sono la media di duemila sbarchi al giorno". Da qui lo stress della macchina dell’accoglienza, guidata dal prefetto Mario Morcone, che ieri ospitava la cifra record di 119.294 migranti.
La maggioranza (86mila) si trova nelle strutture temporanee, altri 19.777 sono nel sistema Sprar per richiedenti asilo e 13.472 nei centri di prima accoglienza e nei quattro hotspot. Lombardia, Sicilia e Veneto le regioni con le più alte presenze. E i numeri non accennano a diminuire. Per questo il Viminale ha spedito ai prefetti una circolare per recuperare 5.600 posti in 80 province (70 a provincia). Il ministero dell’Interno pensa anche a un sistema di incentivi per spingere i Comuni all’accoglienza. Immediati i primi No: dalla regione Lombardia parte la richiesta di escludere le proprie province dal nuovo piano di redistribuzione perché il territorio sarebbe già "saturo".
Non solo. La Commissione Europea aspetta dall’Italia una "valutazione approfondita" sulla fattibilità degli hotspot galleggianti. Per questo, oltre a portare a sei il numero complessivo di questi centri entro luglio, si pensa all’opzione di utilizzare la nave San Giusto della Marina militare italiana.
Sull’emergenza immigrazione si riaccende lo scontro politico. Matteo Renzi scrive: "Salviamo quante più vite umane possibili, sapendo che non c’è nessuna invasione: i numeri sono sempre gli stessi, più o meno. Quello che un po’ stride, e talvolta mi sembra meschino, è l’atteggiamento di chi grida e urla". Matteo Salvini, che aveva definito il 2 giungo "la festa della Repubblica invasa e disoccupata", replica al premier su Twitter: "#iosonomeschino ma non schiavista, complice o fesso". E ancora: la Lega attacca anche il vescovo di Ventimiglia “colpevole” di aver dato ospitalità ai migranti.
"Sa che significa 120mila persone? Un esercito a cui dare un tetto sulla testa. Basta pensare che nel terribile 2015 abbiamo dato accoglienza a non più di 103mila migranti. E oltretutto gli sbarchi non si fermano". Nelle parole di un esperto del Viminale c’è tutta la difficoltà del momento. A ieri i migranti arrivati via mare nel 2016 nel nostro Paese sono 47.740: per la prima volta dopo mesi superano quanti arrivati nello stesso periodo del 2015 (+4%). La maggior parte (33mila) parte dalla Libia. Ma cresce la rotta egiziana. "Nell’ultima settimana – conferma il sottosegretario all’Interno, Domenico Manzione – siamo arrivati a circa 13.700 sbarchi, che sono la media di duemila sbarchi al giorno". Da qui lo stress della macchina dell’accoglienza, guidata dal prefetto Mario Morcone, che ieri ospitava la cifra record di 119.294 migranti.
La maggioranza (86mila) si trova nelle strutture temporanee, altri 19.777 sono nel sistema Sprar per richiedenti asilo e 13.472 nei centri di prima accoglienza e nei quattro hotspot. Lombardia, Sicilia e Veneto le regioni con le più alte presenze. E i numeri non accennano a diminuire. Per questo il Viminale ha spedito ai prefetti una circolare per recuperare 5.600 posti in 80 province (70 a provincia). Il ministero dell’Interno pensa anche a un sistema di incentivi per spingere i Comuni all’accoglienza. Immediati i primi No: dalla regione Lombardia parte la richiesta di escludere le proprie province dal nuovo piano di redistribuzione perché il territorio sarebbe già "saturo".
Non solo. La Commissione Europea aspetta dall’Italia una "valutazione approfondita" sulla fattibilità degli hotspot galleggianti. Per questo, oltre a portare a sei il numero complessivo di questi centri entro luglio, si pensa all’opzione di utilizzare la nave San Giusto della Marina militare italiana.
Sull’emergenza immigrazione si riaccende lo scontro politico. Matteo Renzi scrive: "Salviamo quante più vite umane possibili, sapendo che non c’è nessuna invasione: i numeri sono sempre gli stessi, più o meno. Quello che un po’ stride, e talvolta mi sembra meschino, è l’atteggiamento di chi grida e urla". Matteo Salvini, che aveva definito il 2 giungo "la festa della Repubblica invasa e disoccupata", replica al premier su Twitter: "#iosonomeschino ma non schiavista, complice o fesso". E ancora: la Lega attacca anche il vescovo di Ventimiglia “colpevole” di aver dato ospitalità ai migranti.