Cronaca

Mattarella: "Il carcere deve rieducare con umanità"

Il presidente della repubblica alla festa della Polizia Penitenziaria ribadisce: "Bisogna garantire sicurezza alla comunità ma anche offrire opportunità di istruzione, di lavoro ai detenuti"

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ROMA. "La funzione rieducativa della pena, il senso di umanità restano l'obiettivo primario. Bisogna proseguire sulla strada che sappia unire sicurezza alla comunità e relazioni sociali, opportunità di istruzione e lavoro per offrire ai detenutI la scelta del recupero e dell'integrazione".

Parla di carceri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, parla di detenuti, di vita dietro le sbarre e di condanne che devono rieducare, non semplicemente punire chi ha sbagliato. Parla agli agenti che negli istituti di pena lavorano ed ai quali  "esprimere  viva gratitudine e l'apprezzamento della Repubblica alle donne e agli uomini della polizia penitenziaria impegnati quotidianamente nella delicata funzione dell'applicazione delle misure di giustizia". Parole che pesano, contenute nel messaggio inviato al Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Santi Consolo, in occasione del 199/mo anniversario della fondazione del Corpo della Polizia penitenziaria, che verrà celebrato questa mattina alla presenza dello stesso Capo dello Stato.

Dare istruzione e lavoro. L'esigenza di un profondo rinnovamento del modello di detenzione  trova fondamento anche nel nuovo senso delle pene che si va radicando nella cultura sociale e politica, emerso dai lavori degli Stati Generali dell'Esecuzione Penale", sottolinea il presidente che aggiunge: " Occorre proseguire sulla strada di un modello organizzativo e di gestione che, nel garantire la sicurezza della comunità e il libero svolgimento delle relazioni sociali, sappia unire l'opportunità dell'istruzione, del lavoro, l'apertura alla società esterna, per offrire ai detenuti la scelta del recupero e dell'integrazione". Senza dimenticare i passi avanti, ha tenuto ha precisare, ottenuti sul nodo critico del sovraffollamento carcerario.

Conciliare severità e umanità. " Il poliziotto penitenziario è sempre meno agente della segregazione e sempre più garante ed operatore del trattamento orientato secondo i criteri costituzionali". Questo il modello di polizia penitenziaria descritto dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando durante la cerimonia. "Conciliare severità e umanità è un esercizio difficile, che richiede forte senso per il rigore della legge e grande attenzione per le condizioni reali a cui i detenuti sono sottoposti - ha aggiunto Orlando - Perciò, se pretendiamo, come è giusto che sia, che le condizioni di chi vive in restrizione corrispondano ai principi di dignità e rieducazione a cui la nostra Carta ci chiama, dobbiamo favorire quelle che sono le migliori capacità professionali del personale del Corpo: la sensibilità, la conoscenza delle storie e delle vicende personali dei detenuti".


Carceri costose e affollate. Una situazione, quella delle carceri italiane, drammatica. Come ha denunciato il 15 aprile il rapporto Galere d'Italia dell'associazione Antigone: : il 34 % dei detenuti è in attesa di giudizio. Spendiamo 2,7 miliardi euro (140 a notte), tre volte la Spagna, ma solo l'8%  è destinato al mantenimento detenuti. Celle vecchie, sovraffollate e allo stesso tempo costose più di un hotel a tre stelle. E' questa l'italia delle carceri, troppo piccole per ospitare gli attuali, e in crescita, 53.476 detenuti.

Mancano persino i letti per i detenuti.  E così quattromila non hanno nemmeno un letto a disposizione, altri 9mila che se li sognano gli standard europei di 4 metri quadri a testa di spazio.  E tutto questo nonostante ogni persona in prigione costi allo stato 140 euro al giorno, ben 2,7 miliardi di euro l'anno: tre volte quello che spendono in  Spagna, il 50% in più della Francia. L'80 per cento del budget miliardario viene però speso per la sicurezza, in personale. Solo l'8 è destinato ai detenuti, per pagare il vitto, corsi, attività o trasferimenti. Cifre minime a raccontare la distanza che ancora ci separa dall'idea illuminista di un carcere che rieduchi, aiuti a rinserire e non si limiti ad essere luogo di pena per chi ha sbagliato.
E proprio per questo ancora di più pesano le parole del presidente della repubblica che punta il dito sul compito di rieducazione delle carceri, di umanità necessaria perchè la pena non sia solo punizione.