Cronaca

Centri estivi, una caccia al tesoro per due milioni di bambini

Nel bosco, in piscina o al museo. Quando la scuola è in vacanza, un giro di attività da 300 milioni
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C'è l'istituto di cultura che offre il corso intensivo di lingua, il centro sportivo sotto casa per praticare nuoto, tennis o basket e l'associazione culturale dove imparare a recitare. L'offerta è varia, la scelta pressoché obbligata, perché sono poche le famiglie con figli in età scolare a poter fare a meno del campo estivo. Se non ci sono nonni o Comuni attrezzati, la trafila a ogni fine anno scolastico è la solita: cercare il centro più vicino, verificare se gli orari di apertura combaciano con quelli di lavoro dei genitori, valutare il costo e, spesso solo alla fine, capire se le attività proposte sono adatte. Pochi i Comuni che riescono a offrire servizi adeguati; e anche i più virtuosi non ce la fanno ad accontentare tutti. "I nostri centri e le attività di "Ricrestate" sono una realtà consolidata - dice Lorenza Nardin, funzionaria del Comune di Trieste - ma abbiamo sempre più domande che posti a disposizione. Così molti devono comunque rivolgersi ai privati".

E i privati sono ormai tanti, per un giro d'affari che, malgrado una leggera flessione dovuta alla crisi, raggiunge i 300 milioni di euro. Il perché è presto detto. I bambini dai 3 agli 11 anni sono più di 5 milioni: quasi la metà, secondo le stime, trascorre in colonia, al centro estivo o al summer camp almeno qualche giorno ogni estate. La spesa media per le famiglie è di 100 euro settimanali. I prezzi variano anche a seconda dell'orario e delle strutture e i centri che offrono attività all'aperto sono in genere i più ricercati, perché i genitori si sentono un po' in colpa a far passare i ragazzi dalle aule ad altre quattro mura.

Nelle grandi città, vanno di moda i centri che offrono "esperienze": si sta nel solito giardino zoologico, ma il programma prevede laboratori per conoscere gli animali domestici e la coltivazione dell'orto. Molti i musei, soprattutto se naturalistici, per immergersi in laboratori, con un'offerta che spazia dall'astronomia alla vulcanologia. "L'estate deve dare ai ragazzi la possibilità di mettere in pratica quel che hanno imparato, applicare alla vita le loro conoscenze - commenta Antonella Rissotto, ricercatrice Cnr dell'istituto di scienza e tecnologie della cognizione - Basta una passeggiata nella natura per far fruttare la lezione di scienze, mentre l'ora in piscina, anziché un'attività sportiva, può diventare l'occasione per riflettere sul proprio corpo e su come si relaziona all'ambiente. Il centro estivo non deve servire a occupare il tempo, ma a valorizzare il tempo libero: i nostri ragazzi sono poco autonomi, dovrebbero poter approfittare dell'estate per amministrare da sé almeno parte delle loro giornate".