L'Aquila, cantiere della partecipazione. Un Festival per riscoprire il valore di condivisione e uguaglianza
di PIERA MATTEUCCINel capoluogo abruzzese, che lavora per rimettersi in piedi dopo il sisma del 2009, quattro giorni di incontri, dibattiti e spettacoli per guardare al futuro
L'AQUILA - Un cantiere 'atipico' e 'dinamico', nella città che, più volte, è stata definita il più grande cantiere d'Europa. L'Aquila, dal 7 al 10 luglio, in occasione del Festival della Partecipazione, si trasforma in un immenso laboratorio fatto di idee, incontri e iniziative, con lo scopo di coinvolgere i cittadini nella 'partecipazione' di politica dal basso.
“Senza le idee dei cittadini, il loro coinvolgimento, non è possibile realizzare un cambiamento, sostenibile perché condiviso – ha detto Marco De Ponte, Segretario generale di ActionAid Italia che, insieme a Cittadinanzattiva e Slow Food Italia, fa parte dell'alleanza Italia, Sveglia!, organizzatrice dell'evento -. La partecipazione civica rappresenta la chiave fondamentale per ricominciare a tessere un nuovo rapporto tra la politica e le persone, per qualificare la democrazia, contrastare l'esclusione sociale, e p…
“Senza le idee dei cittadini, il loro coinvolgimento, non è possibile realizzare un cambiamento, sostenibile perché condiviso – ha detto Marco De Ponte, Segretario generale di ActionAid Italia che, insieme a Cittadinanzattiva e Slow Food Italia, fa parte dell'alleanza Italia, Sveglia!, organizzatrice dell'evento -. La partecipazione civica rappresenta la chiave fondamentale per ricominciare a tessere un nuovo rapporto tra la politica e le persone, per qualificare la democrazia, contrastare l'esclusione sociale, e p…
L'AQUILA - Un cantiere 'atipico' e 'dinamico', nella città che, più volte, è stata definita il più grande cantiere d'Europa. L'Aquila, dal 7 al 10 luglio, in occasione del Festival della Partecipazione, si trasforma in un immenso laboratorio fatto di idee, incontri e iniziative, con lo scopo di coinvolgere i cittadini nella 'partecipazione' di politica dal basso.
“Senza le idee dei cittadini, il loro coinvolgimento, non è possibile realizzare un cambiamento, sostenibile perché condiviso – ha detto Marco De Ponte, Segretario generale di ActionAid Italia che, insieme a Cittadinanzattiva e Slow Food Italia, fa parte dell'alleanza Italia, Sveglia!, organizzatrice dell'evento -. La partecipazione civica rappresenta la chiave fondamentale per ricominciare a tessere un nuovo rapporto tra la politica e le persone, per qualificare la democrazia, contrastare l'esclusione sociale, e può essere oggi l'ingrediente fondamentale per la riscossa del Paese. Dall'Aquila vogliamo chiamare l'Italia a ripensare il proprio futuro, a trasformare la protesta in proposta per migliorare, insieme, la società e il mondo in cui viviamo”.
E L'Aquila, che dal 6 aprile 2009, quando il sisma l'ha distrutta, lasciando i cittadini senza case e, in molti casi, senza lavoro, ha dovuto fare i conti con le difficoltà di ricostruire palazzi e tessuto sociale, oltre che affrontare le difficoltà della crisi economica, è sicuramente un esempio significativo di realtà che deve sforzarsi di guardare al futuro.
Cantiere nel cantiere. “Con il Festival della Partecipazione si apre un nuovo cantiere, indubbiamente il più atipico e dinamico, nella nostra città. Un cantiere che vuole integrare e arricchire la ricostruzione del patrimonio edilizio e monumentale con quella, vitale per il tessuto connettivo, che riguarda la vita, la socialità, il senso più vero e profondo dell’essere, e del sentirsi, una comunità. Il Festival è un grande laboratorio, al contempo una fucina di idee, un incubatore di progetti, una immensa piazza virtuale per confrontarsi, dialogare, condividere”, ha detto il sindaco del capoluogo abruzzese, Massimo Cialente.
Ricostruzione partita. Una ricostruzione difficile, quella dell'Aquila, ma che, finalmente ha preso il via: "È assolutamente vero che, dopo l'intervento in particolare dell'allora ministro Barca, il lavoro della ricostruzione post sisma a L'Aquila, è effettivamente partito", ha constatato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che ha partecipato alla manifestazione 'Non più invisibili', un pranzo con gli operai impegnati nella ricostruzione e i cittadini, che hanno portato pietanze cucinate da loro. La leader della Camera del Lavoro ha osservato che "non è un lavoro normale quello di ricostruire una città, è anche la necessità di sanare le ferite che si sono determinate per le persone che da questo territorio sono state, più o meno, estirpate e che devono potere avere le condizioni di tornare non solo a vivere nelle loro case, ma in una città che ha di nuovo servizi e possibilità di essere vissuta positivamente dalle persone. Quindi, questo lavoro che apparentemente si può considerare un normale lavoro edilizio è in realtà un'opera di cura delle ferite di questa città". Per il segretario della Cgil, è dunque "importante che ci siano forme di partecipazione e di incontro, che nessuno invisibile agli altri". Camusso ha colto l'occasione dell'incontro per ricordare la vertenza del call centre dell'Aquila: "È una vertenza aperta nel paese, abbiamo un confronto aperto al Ministero del Lavoro con al centro il tema della clausola sociale" ha detto. "Servono anche ammortizzatori e soprattutto una strategia per frenare le delocalizzazioni, quello del call center non è più un lavoro transitorio, è un settore importante della nostra economia che coinvolge professionalità e carriere".
Lavoro in aumento. Anche il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, ha partecipato all'evento e ha tracciato un bilancio sulla situazione del lavoro: "Il lavoro è aumentato di 500 mila occupati nei due anni e mezzo da quando siamo al governo e di 299 mila occupati nell'ultimo anno", ma, ha agginto, "questo non risolve il problema della disoccupazione italiana che per il nostro Paese è un problema storico". "L'Italia - ha osservato il ministro - ha sempre avuto un tasso di occupazione più basso della media europea. Questo problema non è neanche nato con la crisi, lo ha solo pesantemente peggiorato. È quindi un dato storico del nostro Paese". Poletti ha quindi osservato come vi siano scelte "le strade per fare le riforme: quelle del lavoro e quelle dell'economia. Ciò perchè l'unica maniera per affrontare stabilmente il tema del lavoro è che cresca l'economia, che nascano delle imprese, che quelle che ci sono crescano e che gli investitori internazionali possano venire in Italia convinti che in questo paese ci sono delle buone opportunità. Questo - ha sottolineato il titolare del Dicastero del Lavoro - è quello che bisogna fare e noi lo stiamo facendo anche cercando di alzare il tasso di capacità, di competenza dei nostri giovani perchè, ad esempio, introducendo l'alternanza scuola-lavoro abbiamo cercato di mettere in relazione l'esperienza didattico formativa della scuola con l'esperienza del fare dell'impresa".
Più di 80 eventi. Ricchissimo il calendario della quattro giorni aquilana: più di 80 eventi, fino a domenica, si snodano lungo il filo rosso del tema della partecipazione, e comprendono dibattiti, incontri, laboratori, spettacoli, tavole esperienziali, concerti e mostre.
La commozione non basta. Il Festival si è aperto con un dialogo tra Don Luigi Ciotti e Carlo Petrini sul tema dei migranti di ieri e di oggi: al centro dell'incontro il tema delle migrazioni e dell'accoglienza, ma anche la lotta alle mafie, alle disuguaglianze, le reti di comunità del cibo, per dre che non basta commuoversi e indignarsi, ma su temi come questi bisogna agire, muoversi, partecipare al cambiamento. All'inaugurazione della manifestazione ha preso parte anche anche la ministra per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia.
“Senza le idee dei cittadini, il loro coinvolgimento, non è possibile realizzare un cambiamento, sostenibile perché condiviso – ha detto Marco De Ponte, Segretario generale di ActionAid Italia che, insieme a Cittadinanzattiva e Slow Food Italia, fa parte dell'alleanza Italia, Sveglia!, organizzatrice dell'evento -. La partecipazione civica rappresenta la chiave fondamentale per ricominciare a tessere un nuovo rapporto tra la politica e le persone, per qualificare la democrazia, contrastare l'esclusione sociale, e può essere oggi l'ingrediente fondamentale per la riscossa del Paese. Dall'Aquila vogliamo chiamare l'Italia a ripensare il proprio futuro, a trasformare la protesta in proposta per migliorare, insieme, la società e il mondo in cui viviamo”.
E L'Aquila, che dal 6 aprile 2009, quando il sisma l'ha distrutta, lasciando i cittadini senza case e, in molti casi, senza lavoro, ha dovuto fare i conti con le difficoltà di ricostruire palazzi e tessuto sociale, oltre che affrontare le difficoltà della crisi economica, è sicuramente un esempio significativo di realtà che deve sforzarsi di guardare al futuro.
Cantiere nel cantiere. “Con il Festival della Partecipazione si apre un nuovo cantiere, indubbiamente il più atipico e dinamico, nella nostra città. Un cantiere che vuole integrare e arricchire la ricostruzione del patrimonio edilizio e monumentale con quella, vitale per il tessuto connettivo, che riguarda la vita, la socialità, il senso più vero e profondo dell’essere, e del sentirsi, una comunità. Il Festival è un grande laboratorio, al contempo una fucina di idee, un incubatore di progetti, una immensa piazza virtuale per confrontarsi, dialogare, condividere”, ha detto il sindaco del capoluogo abruzzese, Massimo Cialente.
Ricostruzione partita. Una ricostruzione difficile, quella dell'Aquila, ma che, finalmente ha preso il via: "È assolutamente vero che, dopo l'intervento in particolare dell'allora ministro Barca, il lavoro della ricostruzione post sisma a L'Aquila, è effettivamente partito", ha constatato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che ha partecipato alla manifestazione 'Non più invisibili', un pranzo con gli operai impegnati nella ricostruzione e i cittadini, che hanno portato pietanze cucinate da loro. La leader della Camera del Lavoro ha osservato che "non è un lavoro normale quello di ricostruire una città, è anche la necessità di sanare le ferite che si sono determinate per le persone che da questo territorio sono state, più o meno, estirpate e che devono potere avere le condizioni di tornare non solo a vivere nelle loro case, ma in una città che ha di nuovo servizi e possibilità di essere vissuta positivamente dalle persone. Quindi, questo lavoro che apparentemente si può considerare un normale lavoro edilizio è in realtà un'opera di cura delle ferite di questa città". Per il segretario della Cgil, è dunque "importante che ci siano forme di partecipazione e di incontro, che nessuno invisibile agli altri". Camusso ha colto l'occasione dell'incontro per ricordare la vertenza del call centre dell'Aquila: "È una vertenza aperta nel paese, abbiamo un confronto aperto al Ministero del Lavoro con al centro il tema della clausola sociale" ha detto. "Servono anche ammortizzatori e soprattutto una strategia per frenare le delocalizzazioni, quello del call center non è più un lavoro transitorio, è un settore importante della nostra economia che coinvolge professionalità e carriere".
Lavoro in aumento. Anche il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, ha partecipato all'evento e ha tracciato un bilancio sulla situazione del lavoro: "Il lavoro è aumentato di 500 mila occupati nei due anni e mezzo da quando siamo al governo e di 299 mila occupati nell'ultimo anno", ma, ha agginto, "questo non risolve il problema della disoccupazione italiana che per il nostro Paese è un problema storico". "L'Italia - ha osservato il ministro - ha sempre avuto un tasso di occupazione più basso della media europea. Questo problema non è neanche nato con la crisi, lo ha solo pesantemente peggiorato. È quindi un dato storico del nostro Paese". Poletti ha quindi osservato come vi siano scelte "le strade per fare le riforme: quelle del lavoro e quelle dell'economia. Ciò perchè l'unica maniera per affrontare stabilmente il tema del lavoro è che cresca l'economia, che nascano delle imprese, che quelle che ci sono crescano e che gli investitori internazionali possano venire in Italia convinti che in questo paese ci sono delle buone opportunità. Questo - ha sottolineato il titolare del Dicastero del Lavoro - è quello che bisogna fare e noi lo stiamo facendo anche cercando di alzare il tasso di capacità, di competenza dei nostri giovani perchè, ad esempio, introducendo l'alternanza scuola-lavoro abbiamo cercato di mettere in relazione l'esperienza didattico formativa della scuola con l'esperienza del fare dell'impresa".
Più di 80 eventi. Ricchissimo il calendario della quattro giorni aquilana: più di 80 eventi, fino a domenica, si snodano lungo il filo rosso del tema della partecipazione, e comprendono dibattiti, incontri, laboratori, spettacoli, tavole esperienziali, concerti e mostre.
La commozione non basta. Il Festival si è aperto con un dialogo tra Don Luigi Ciotti e Carlo Petrini sul tema dei migranti di ieri e di oggi: al centro dell'incontro il tema delle migrazioni e dell'accoglienza, ma anche la lotta alle mafie, alle disuguaglianze, le reti di comunità del cibo, per dre che non basta commuoversi e indignarsi, ma su temi come questi bisogna agire, muoversi, partecipare al cambiamento. All'inaugurazione della manifestazione ha preso parte anche anche la ministra per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia.