Cronaca

Scontro tra treni, "Ho salvato mio marito a piedi scalzi". Le storie dei superstiti

(fotogramma)
Madri che cercano figlie, ragazzi che cercano parenti, passaparola tra amici e colleghi, cellulari che squillano a vuoto. Le notizie si accavallano, non c'è tempo per darne conto. Finora non sono stati resi noti i nomi delle vittime, solo il numero, provvisorio. Un macchinista è morto, l'altro è grave. I sopravvissuti parlano sotto shock, molti ancora sul luogo nello scontro
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CORATO - "Una scena spaventosa, allucinante, questo è quello che ho visto", racconta un agente di polizia. Ha la divisa impolverata, per aver scavato fra i detriti. "Ho visto persone morte, altre che chiedevano aiuto, persone che piangevano. La scena più brutta della mia vita". Lo scontro fra i due treni è avvenuto in aperta campagna, tra Andria e Corato, dove il binario diventa unico. Ora tra i campi infuocati dal sole è stato allestito un ospedale da campo per i primi soccorsi e servirà una grande gru per separare le lamiere contorte dei due convogli. Dovrà allontanare le due vetture di testa che si sono accartocciate.

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Le famiglie, gli amici, chi vuole essere d'aiuto, sta arrivando a cercare chi era su quei treni e non ha dato più notizie. "Dov'è mia figlia? Vi prego, fatemela vedere", chiede una mamma arrivata all'ospedale di Barletta. Ha saputo che è rimasta ferita nell'incidente. "Sono stata all'ospedale di Corato, poi a quello di Andria. Ditemi che è qui, che sta bene".

Il centro trasfusionale di Andria sta effettuando una raccolta straordinaria di sangue all'ospedale: servono donatori del gruppo 0 positivo, chiedono in un primo tempo, poi aggiungono che vanno bene di tutti i gruppi. A decine si sono messi in coda.
La direzione generale della Asl Bt ha diffuso dei numeri di telefono a cui rivolgersi per avere notizie. I numeri sono 0883 299411 - 299416 - 299750.

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Le notizie si accavallano, non c'è tempo per dare conto di tutte. Finora non sono stati resi noti i nomi delle vittime, solo il numero, provvisorio. Nel policlinico di Bari verranno trasportate tutte le salme e i nomi non saranno resi pubblici prima di domani mattina. "I parenti sono già qui e sono stati accolti nell'anfiteatro dell'istituto di Medicina legale, dove facciamo in modo stiano in condizioni confortevoli" dicono dall'ospedale. I vigili lavoreranno anche di notte, con l'ausilio dei riflettori, per aprire le lamiere dei due treni.

Tra le vittime ci sarebbe un funzionario di polizia, hanno detto i soccorritori. I due capotreno sono stati trasportati via in elisoccorso: uno è morto, l'altro è grave, lo fa sapere la Ferrotramviaria.

I superstiti parlano sotto shock, ancora sul luogo dello scontro. Samuele, 6 anni, era rimasto incastrato tra le lamiere. Per tranquillizzarlo i vigili del fuoco intervenuti gli hanno mostrato i cartoni animati sul telefonino. Intanto lavoravano per tirarlo fuori.

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Dal Drago 52, l'elicottero dei vigili del fuoco, si è calato il team degli aerosoccorritori. Appena scesi a terra hanno sentito le urla disperate del bambino che si trovava dietro un sedile con un pezzo di lamiera che gli comprimeva il petto e gli impediva quasi di respirare. E' stato il primo intervento della squadra, complesso, ha richiesto oltre mezzora di lavoro e ha lasciato stremati gli operatori. Le sue condizioni al momento del soccorso erano buone, il bambino è sempre stato cosciente e non presentava traumi particolari. Non ci sono invece notizie di chi lo accompagnava. Samuele cercava i nonni mentre era bloccato su quel che rimaneva del treno.

Un signore anziano racconta di essere stato salvato dalla moglie, più anziana di lui. "Sono andata scalza sotto le macerie. Ho scavato sotto le lamiere e sono riuscita a tirarlo fuori" racconta la donna alle telecamere dell'emittente locale Telesveva. Poi, ancora scalza, la nonna prende da parte il cronista, e parla di gente vista a pezzi, di gambe lontane dai corpi. Appaiono sugli schermi seduti sotto un ulivo, con la canicola estiva e le cicale, tante, assordanti, di sottofondo. Davanti a loro quei due treni maciullati.

Un altro, più giovane: "Stavo sentendo la musica nelle cuffiette, poi sono stato buttato in avanti" racconta, "vicino a me c'era il controllore finito a terra. Quando mi sono rialzato ho visto l'inferno".

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Tra chi è arrivato per avere notizie anche un ex ferroviere in pensione, che ha accompagnato una figlia, "quei macchinisti sul treno sono tutti colleghi, li chiamo al cellulare da quando ho saputo ma squilla sempre a vuoto". "Non riusciamo a trovare mia cognata. Tra i feriti dell'ospedale di Andria non risulta il suo nome e neanche tra i morti, almeno tra quelli riconosciuti. Lavora a Bari presso un centro estetico. In genere torna ad Andria più tardi ma oggi ha anticipato", spiega un ragazzo, Gabriele, parlando con i giornalisti.

"Come se mi avessero spinto in avanti, è successo tutto in un attimo", testimonia una donna incinta all'ottavo mese, "poi ho visto mio padre e mia madre terra e mia sorella ferita. Dopo ci hanno aiutato, sì, ci siamo salvati".

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Un volontario della protezione civile è arrivato mezz'ora dopo l'impatto per soccorrere i feriti, portando anche l'acqua e ha raccontato di aver contato una trentina di feriti, tra cui anche bambini, e "tutti erano molto spaventati".

Sul posto si sono accalcati anche i parenti dei passeggeri, chi non riusciva a contattare i familiari o amici e ha saputo dell'incidente. C'è una signora che cerca il padre, preoccupata dal fatto che non riesce ad avere notizie e in molti continuano a chiamare gli ospedali. Tutti, parenti e giornalisti sono tenuti al di là del filo rosso e bianco che delimita il luogo dell'incidente, segnando il confine tra le lamiere e il resto del campo di ulivi assolato che i convogli attraversavano.

"Potevo essere uno di loro e invece ho deciso di partire con il treno delle 8:20", racconta Benedetto Schiavone, amministratore di un'azienda di telecomunicazioni a Bari e pendolare della linea Bari nord. Per caso non ha preso quel treno. "Per noi che ci viaggiamo tutti i giorni, questa cosa è assurda, assurda", ripete. Quei treni li conosce bene e spiega come sono migliorati nel tempo e ora sono generalmente puliti e in orario. Il 'buco nero' della Bari nord sembra racchiuso in quel tratto di binario che corre solitario per alcuni chilometri.

Nel palazzetto dello sport di Andria è stato allestito un centro di accoglienza per i parenti delle vittime e per il ricongiungimento dei familiari con i passeggeri feriti. E' qui che a metà pomeriggio arriva l'eco delle gravi parole del presidente Mattarella: "Una tragedia inammissibile".