L'antiterrorismo e la loquacità di Alfano
di CARLO BONINI
Il terrorismo, islamico o meno che sia, la sua prevenzione e gli umori dell'opinione pubblica che da questa dipendono, poiché ne va della percezione della sicurezza di ciascuno, sono faccende molto serie. Non un talent. E come tutte le faccende serie richiedono competenza e misura.
Il ministro dell'Interno Angelino Alfano, ieri, ha dato prova, ancora una volta (gli accade con allarmante frequenza) di essere sprovvisto dell'una e dell'altra. A rimorchio della strage di Nizza, eccitato dall'opportunità di poter accendere un riflettore su se stesso e il Ministero che guida, ha pensato bene di comunicare ai capigruppo di maggioranza e opposizione che "su segnalazione delle autorità francesi, l'Italia ha svolto verifiche su un sospetto complice dell'attentatore di Nizza che risulterebbe residente in Puglia".
Le parole del Ministro davano conto di un'operazione di polizia che era in quel momento in corso, con il pregio di esse…
Il ministro dell'Interno Angelino Alfano, ieri, ha dato prova, ancora una volta (gli accade con allarmante frequenza) di essere sprovvisto dell'una e dell'altra. A rimorchio della strage di Nizza, eccitato dall'opportunità di poter accendere un riflettore su se stesso e il Ministero che guida, ha pensato bene di comunicare ai capigruppo di maggioranza e opposizione che "su segnalazione delle autorità francesi, l'Italia ha svolto verifiche su un sospetto complice dell'attentatore di Nizza che risulterebbe residente in Puglia".
Le parole del Ministro davano conto di un'operazione di polizia che era in quel momento in corso, con il pregio di esse…
Il terrorismo, islamico o meno che sia, la sua prevenzione e gli umori dell'opinione pubblica che da questa dipendono, poiché ne va della percezione della sicurezza di ciascuno, sono faccende molto serie. Non un talent. E come tutte le faccende serie richiedono competenza e misura.
Il ministro dell'Interno Angelino Alfano, ieri, ha dato prova, ancora una volta (gli accade con allarmante frequenza) di essere sprovvisto dell'una e dell'altra. A rimorchio della strage di Nizza, eccitato dall'opportunità di poter accendere un riflettore su se stesso e il Ministero che guida, ha pensato bene di comunicare ai capigruppo di maggioranza e opposizione che "su segnalazione delle autorità francesi, l'Italia ha svolto verifiche su un sospetto complice dell'attentatore di Nizza che risulterebbe residente in Puglia".
Le parole del Ministro davano conto di un'operazione di polizia che era in quel momento in corso, con il pregio di essere insieme suggestive e monche. Non fosse altro perché "il sospetto complice" è da tre giorni detenuto in Francia e chi avrebbe dovuto risiedere in Puglia erano due uomini che gli avevano dato recentemente ospitalità e che, da ieri, sono irrintracciabili.
Di più?: perché le segnalazioni arrivate dalla Francia alla nostra Polizia riguardavano non solo la Puglia, ma anche Ventimiglia, dove una donna albanese, E.Z., moglie dell'uomo che ha fornito a Mohamed Bouhlel la pistola usata nella strage e anche lei fermata in questi giorni dalla polizia francese, risulta avere dei precedenti penali. In tanta foga di comunicare, il loquace Ministro Alfano aveva dimenticato di informare una sola persona. Franco Roberti. In fondo, è solo il Procuratore Nazionale Antiterrorismo.
Il ministro dell'Interno Angelino Alfano, ieri, ha dato prova, ancora una volta (gli accade con allarmante frequenza) di essere sprovvisto dell'una e dell'altra. A rimorchio della strage di Nizza, eccitato dall'opportunità di poter accendere un riflettore su se stesso e il Ministero che guida, ha pensato bene di comunicare ai capigruppo di maggioranza e opposizione che "su segnalazione delle autorità francesi, l'Italia ha svolto verifiche su un sospetto complice dell'attentatore di Nizza che risulterebbe residente in Puglia".
Le parole del Ministro davano conto di un'operazione di polizia che era in quel momento in corso, con il pregio di essere insieme suggestive e monche. Non fosse altro perché "il sospetto complice" è da tre giorni detenuto in Francia e chi avrebbe dovuto risiedere in Puglia erano due uomini che gli avevano dato recentemente ospitalità e che, da ieri, sono irrintracciabili.
Di più?: perché le segnalazioni arrivate dalla Francia alla nostra Polizia riguardavano non solo la Puglia, ma anche Ventimiglia, dove una donna albanese, E.Z., moglie dell'uomo che ha fornito a Mohamed Bouhlel la pistola usata nella strage e anche lei fermata in questi giorni dalla polizia francese, risulta avere dei precedenti penali. In tanta foga di comunicare, il loquace Ministro Alfano aveva dimenticato di informare una sola persona. Franco Roberti. In fondo, è solo il Procuratore Nazionale Antiterrorismo.