La pace eterna tarda ad arrivare per un uomo di Bolzano morto nel 2008, il cui corpo da allora attende una degna sepoltura. La salma, conservata nella cella frigorifera dell'ospedale della città, il San Maurizio, potrà essere sepolta solo dopo che i parenti si saranno messi d'accordo su come spartirsi l'eredità. E l'accordo arriverà quando verranno dissipati i dubbi sulla consanguineità di alcuni parenti che hanno reclamato la successione.
Per farlo sul corpo senza vita dell'uomo sono stati eseguiti diversi esami del dna, tanti quanti sono stati i medici investiti dell'incarico in questi anni. L'ultimo in ordine di tempo è il dottor Guido Mazzoleni, primario anatomopatologo dell'ospedale, che ha ricevuto il compito di eseguire gli esami del caso dal suo predecessore cinque anni fa.
Sta di fatto che tra impugnazioni di testamenti, avvocati, carte bollate e richieste di esame del dna, la salma è sempre dovuta rimanere a disposizione per le analisi. Tra l'altro Mazzoleni ha fatto notare ai superiori che conservare una salma così a lungo comporta dei costi elevati, che, va detto, vengono sostenuti dagli eredi. Per lo stesso procuratore capo di Bolzano Guido Rispoli, questo ritardo nella sepoltura, soprattutto ora che tutti i dati sono stati registrati, appare quantomeno "incomprensibile". A quanto pare però bisognerà aspettare l'esito del processo, che ormai è approdato in Cassazione, perché questa macabra storia abbia una fine.
Per farlo sul corpo senza vita dell'uomo sono stati eseguiti diversi esami del dna, tanti quanti sono stati i medici investiti dell'incarico in questi anni. L'ultimo in ordine di tempo è il dottor Guido Mazzoleni, primario anatomopatologo dell'ospedale, che ha ricevuto il compito di eseguire gli esami del caso dal suo predecessore cinque anni fa.
Sta di fatto che tra impugnazioni di testamenti, avvocati, carte bollate e richieste di esame del dna, la salma è sempre dovuta rimanere a disposizione per le analisi. Tra l'altro Mazzoleni ha fatto notare ai superiori che conservare una salma così a lungo comporta dei costi elevati, che, va detto, vengono sostenuti dagli eredi. Per lo stesso procuratore capo di Bolzano Guido Rispoli, questo ritardo nella sepoltura, soprattutto ora che tutti i dati sono stati registrati, appare quantomeno "incomprensibile". A quanto pare però bisognerà aspettare l'esito del processo, che ormai è approdato in Cassazione, perché questa macabra storia abbia una fine.