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Tragedia sub Palinuro, l'esperta: "Troppi incidenti, colpa anche dell'assenza di regole e sanzioni"

Aumentano gli interrogativi sulle morti in acqua, a partire dall'immersione di Palinuro. Tatjana Geloso, subacquea professionista e istruttrice: "Dietro questi casi c'è sempre un errore umano. Chiediamoci perché si verificano sempre nell'alta stagione"
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Il mix fatale è tra legislazione carente, assenza di controlli e leggerezza di comportamenti: "Chiediamoci perché incidenti del genere avvengono sempre nell'alta stagione, quando le guide sub sono al massimo dello stress. Perché dietro un incidente in acqua c'è sempre un errore umano". Si pone più di un interrogativo sulla tragedia di Palinuro e sugli incidenti subacquei in generale la sommozzatrice Tatjana Geloso, subacquea professionista e istruttrice Nase titolare di scuole a Ustica, Linosa e Palermo. "Nel periodo dell'alta stagione - dice - il rischio si moltiplica perché le guide sub si immergono più volte al giorno, raggiungendo i limiti dello stress psicofisico. E un'immersione come quella di Palinuro richiede la massima concentrazione, oltre che la massima forma. E una serie di requisiti di sicurezza che probabilmente in quelle condizioni era difficile rispettare".

Quali, per esempio? Si trat…
Il mix fatale è tra legislazione carente, assenza di controlli e leggerezza di comportamenti: "Chiediamoci perché incidenti del genere avvengono sempre nell'alta stagione, quando le guide sub sono al massimo dello stress. Perché dietro un incidente in acqua c'è sempre un errore umano". Si pone più di un interrogativo sulla tragedia di Palinuro e sugli incidenti subacquei in generale la sommozzatrice Tatjana Geloso, subacquea professionista e istruttrice Nase titolare di scuole a Ustica, Linosa e Palermo. "Nel periodo dell'alta stagione - dice - il rischio si moltiplica perché le guide sub si immergono più volte al giorno, raggiungendo i limiti dello stress psicofisico. E un'immersione come quella di Palinuro richiede la massima concentrazione, oltre che la massima forma. E una serie di requisiti di sicurezza che probabilmente in quelle condizioni era difficile rispettare".

Quali, per esempio? Si trattava di sub esperti e conoscevano a menadito il luogo in cui si sarebbero immersi.
"L'assistenza, anzitutto. Per immersioni come queste occorre una barca dedicata, che segua solo il gruppo che va in grotta. Qui si sono tuffati in dodici dalla stessa barca, sulla quale nove sono tornati. Significa che un gruppo si è separato, e dalla barca potevano seguire l'uno o l'altro. Sono cose che con il volume di lavoro dell'estate dei diving possono accadere, anche se non dovrebbero".

Ma nessuno effettua dei controlli?
"In Italia la legislazione sulle immersioni ricreative è assente. La disciplina dei brevetti internazionali riconosciuti è applicata solo in alcune aree, come le riserve marine. Tutto il resto è affidato al buonsenso degli istruttori, che per fortuna è preponderante. Paradossalmente, le immersioni professionali molto più pericolose sono molto più sicure, perché una serie di requisiti di sicurezza sono obbligatori. Per dire, se si lavora a meno 50 metri la camera iperbarica deve essere raggiungibile entro un tot di minuti. Per le immersioni ricreative nulla di tutto ciò è previsto".

Però nonostante il buonsenso degli istruttori gli incidenti accadono.
"Sì, perché con la pressione dell'estate i primi a cedere sono proprio gli istruttori. Un testo di Simon Pridmore che ho letto di recente diceva proprio che in periodi come questo gli istruttori sono i primi a contraddire con sé stessi ciò che professano sempre in termini di sicurezza. Un paradosso che può portare a conseguenze gravissime. Proprio per questa ragione mi chiedo se a Palinuro tutte le procedure previste per una immersione del genere sono state rispettate".

Per esempio quali?
"La configurazione dell'attrezzatura era corretta? In grotte come queste si scende nella configurazione speleo, che richiede attrezzature particolari in posizioni specifiche: bombole sotto il sub, fruste degli erogatori lunghe, jacket specifici, filo di Arianna. C'erano tutti questi requisiti? E i sub avevano tutti i brevetti che certificavano le abilità necessarie? Ma molto spesso su queste cose si sorvola".

Quali sono secondo lei le ipotesi dell'incidente?
"Sono molteplici, dal malore di uno dei sub e il conseguente tentativo di salvarlo da parte degli altri due, a un possibile errore nelle miscele d'aria, se non sono scesi con la semplice aria compressa, come in genere si fa a queste profondità. Certo è molto strano che l'incidente abbia colpito tutti e tre. L'unica ragione casuale plausibile sarebbe un crollo sottomarino, ma credo che questo non sia avvenuto. Deve essere stato per forza un errore umano".