"Un'intensa perturbazione atlantica si sta avvicinando all'Italia e sarà responsabile di una fase di marcato maltempo su molte delle nostre Regioni, con rischio di precipitazioni molto abbondanti, allagamenti e nubifragi", spiega il direttore e fondatore del sito ilMeteo.it, Antonio Sanò. "Abbiamo ricevuto in questi anni diverse critiche da chi ci accusa di essere allarmisti. In realtà mentre una volta erano necessari eventi meteorologici 'straordinari' per provocare danni e vittime, oggi per le stesse nefaste conseguenze, bastano eventi meteorologici poco più che 'normali'. Il fatto è che il territorio italiano è sempre più fragile, a rischio idrogeologico e con criticità sempre maggiori".
METEO - MARI E VENTI - SATELLITI - MONTAGNA
TRAFFICO IN TEMPO REALE
Previsioni. L'Italia sott'acqua non respira, soprattutto se l'acqua arriva a secchiate. Ma le previsioni meteo sono diventate pane quotidiano. Si leggono come un tempo si leggevano gli oroscopi. "I due dati principali dei centri meterologi internazionali non lasciano spiragli per questa perturbazione", continua il direttore de ilMeteo.it. "La mattina di giovedì sarà colpita la Liguria. Sulla zona di Genova e tra Rapallo e Sestri Levante, soprattutto su Chiavari, cadranno dai 100 ai 150 millimetri di pioggia". Tanta, spiega il meterologo, e cadrà violentemente. "Quella è una zona a rischio idrogeologico, quindi i danni potrebbero essere ingenti. In questo caso riusciamo a localizzare precisamente l'area che sarà colpita. Sono dati che arrivano dal Centro europeo e spero che la Protezione civile li segua. In passato ci siamo accorti delle difficoltà di comunicazione tra Protezione civile e previsioni meteo. Questa volta è sicuro, la Liguria sarà colpita" insiste Sanò.
Meteo, le previsioni per domani
Nel corso di sabato e domenica il ciclone danza ancora, fa la piroetta, si avvita. Si sposta ruotando sul resto delle Regioni, raggiunge il Sud. Una bassa pressione profonda si forma sul Mar Adriatico con nuvole che gli ruotano attorno. La perturbazione forma un vortice e porta temporali nel meridione e nubifragi sull'Emilia Romagna che quindi nel fine settimana, è la Regione più colpita. "Ma non è una Regione sulla costa, non ha i rischi idrogeologici della Liguria", per questo, dice Sanò, il rischio danni qui è più contenuto.
Il probema dell'allerta inascoltata. "Noi non siamo e non abbiamo né la presunzione né la competenza di occuparci della cura del territorio ma abbiamo la possibilità e il dovere di segnalare, tramite le nostre previsioni e le nostre 'allerta meteo', il possibile o probabile rischio di situazioni molto pericolose per persone, traffico, strutture, infrastrutture e ambiente", dice Sanò.
Allarme, se ne parla, ci si prepara, non si prendono le macchine, si tengono i bambini a casa. Ma mentre gli oroscopi per definizione, imprecisione e calcolo di probabilità, indovinano sempre il destino di qualcuno, le previsioni meteo no. In Italia si critica un'allerta nel caso in cui la situazione pericolosa poi non si verifichi. Al contrario infiammano le polemiche quando invece l'evento nefasto avviene e nessuna allerta aveva previsto danni e vittime.
Maltempo in Puglia: frane e strade allagate
La provincia di Foggia e il nord Barese sono le aree più colpite dal maltempo che ha investito la puglia nelle ultime ore. E' esondato il fiume Candelaro tra San Marco Lamis e San Severo. Proprio a San Severo un uomo di 65 anni è morto annegato, travolto con la sua auto da acqua e fango fuoriusciti dal corso d'acqua Radicosa.
Differenza tra perturbazione e bombe d'acqua. Capita sempre più spesso anche di veder cambiare le previsioni di ora in ora. Si esce in canottiera e sandali, si torna la sera con ombrelli comprati ad angoli di strada, vestiti in prestito e galosce. "Una perturbazione è prevedibile" dice il meterologo. "È come un treno. La possiamo prevedere perché magari sta arrivando dalla Francia o dalla Sardegna. Sappiamo quando parte e come un treno, conosciamo l'ora di arrivo. I temporali invece si formano sopra le nostre teste, non come un treno". Più come un'emicrania. "È come un vetro appannato" continua Sanò, quando aumenta l'umidità, nella condensa si formano delle goccioline sul vetro che colano, dove si formano non è previdibile, dove cadono neanche. Così coi temporali, la scienza non riesce a prevedere le loro caratteristiche spazio-temporal. Non sappiamo l'intensità che avranno né dove o quando colpiranno. La zona a rischio che riusciamo a localizzare è vasta anche un centinaio di chilometri". Un giacchetto in auto insomma, sempre meglio averlo, come direbbero a Roma.
Bombe d'acqua e clima estremo. Espressioni ormai comuni. Clima tropicale, bombe d'acqua. Si tende a riassumere. "Una bomba d'acqua è un'epressione utilizzata alcuni anni fa per indicare grandi quantità d'acqua, fino a 200 millimetri in pochi chilometri, ora è abusata, la si utilizza anche per descrivere temporali e nubifragi", specifica l'esperto. Cade tanta acqua, con grandine, di colpo, poco male se si usano definizioni imprecise. Ma "non sono climi tropicali questi, sono estremizzazioni del clima - continua -. In 20 anni il clima è diventato più estremo, fiammate di caldo africano in estate, temporali intensi, nevicate eccezionali, freddo improvviso e estremo, sbalzi repentini. Alcuni sostengono sia causato dall'effetto serra, Co2, altri dall'attività solare. Forse sono valide entrame le cose, ma non sappiamo in che misura poiché anche in epoche preindustriali ci sono stati altrettanti cambiamenti climatici, ed erano indipendenti dall'attività umana".
Cambiamento climatico. Giusto il senso di colpa ma forse non siamo del tutto responsabili del nostro clima impazzito. "Ci sono anche altri elementi" conclude Sanò senza assolvere nessuno, "ma forse il cambiamento climatico non è del tutto dovuto all'uomo. Ciò che perseguiamo con il nostro lavoro è allerta non allarmismo, al servizio e a salvaguardia dei cittadini e della nostra bellissima Italia. Prevenire piuttosto che curare. Non solo una possibilità, ma un dovere civico". Quello che si deve fare, per farla breve, è aggiustare lo stivale. Perché è bucato, rotto, e fa entrare troppa acqua.
Maltempo, fulmini e tempesta: notte d'inferno a Bergamo e Lodi
"Una notte d'inferno" l'hanno definita gli abitanti della Bergamasca (a questa zona si riferiscono le foto della gallery) e del Basso Lodigiano colpiti da una bufera di vento, grandine e acqua fra l'una e le due della notte. Secondo le prime rilevazioni ci sono stati danni al mais, alla soia, ai tetti e alberi secolari abbattuti. In alcune aree la grandine ha spianato quasi il 100 per cento del raccolto. La Coldiretti ha già mobilitato i propri tecnici per raccogliere le segnalazioni e fare la valutazione dei danni. Da gennaio a oggi, spiegano dagli uffici regionali, la Lombardia è stata colpita da oltre 10 tempeste di grandine e la stima dei danni sfiora ormai i 10 milioni di euro, di cui più della metà in provincia di Bergamo, dove anche stanotte sono caduti chicchi grossi come nocciole. Negli ultimi dieci anni - dicono ancora dalla Coldiretti - in Italia, a causa del maltempo, ci sono stati circa 14 miliardi di euro di danni all'agricoltura. "Questa notte - racconta un agricoltore del Basso Lodigiano - abbiamo visto il cielo nero, le nuvole, poi le luci dei lampi, quindi si è alzato il vento fortissimo, è iniziata la pioggia ed è arrivata la grandine. Sono corso fuori per andare a controllare il campo, ma è stato terribile: al posto dell'asfalto le ruote hanno trovato 15 centimetri di ghiaccio e il vento era così forte che mi spostava la macchina. Era un inferno. Ho visto querce sradicate a terra. Impressionante"