Cronaca

Maltempo, Italia sott'acqua da giovedì: violenti nubifragi in Liguria e nel Lazio. Roma a rischio

Un'intensa perturbazione atlantica in avvicinamento sulla Penisola: attesi nubifragi su Liguria con 100-150 millimetri di acqua. Da venerdì sulla Capitale e zone terremotate. Il direttore de ilMeteo.it: "Non è allarmismo ma dovere civico prevedere un'allerta che potrebbe causare danni ingenti in Regioni a rischio"

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ROMA - L'estate finisce giovedì. Di colpo, e in maniera brusca. Cielo nero, nubifragi, temperature in calo drastico. Un ciclone atlantico sta per raggiungere l'Italia e da questa notte ma soprattutto da giovedì 15, colpirà con temporali e alluvioni lampo. Un Autunno in anticipo anche se di poco. Il ciclone resterà infatti sullo stivale almeno fino al 20 settembre, proprio nei giorni prima l'equinozio d'autunno del 22 settembre. Le temperature caleranno sotto la media del periodo, 20/24°, su molte regioni del Nord e del Centro. I meterologi preferiscono non farsi illusioni e non minimizzare il pericolo. Meglio, dunque, aspettarsi il peggio. 

"Un'intensa perturbazione atlantica si sta avvicinando all'Italia e sarà responsabile di una fase di marcato maltempo su molte delle nostre Regioni, con rischio di precipitazioni molto abbondanti, allagamenti e nubifragi", spiega il direttore e fondatore del sito ilMeteo.it, Antonio Sanò. "Abbiamo ricevuto in questi anni diverse critiche da chi ci accusa di essere allarmisti. In realtà mentre una volta erano necessari eventi meteorologici 'straordinari' per provocare danni e vittime, oggi per le stesse nefaste conseguenze, bastano eventi meteorologici poco più che 'normali'. Il fatto è che il territorio italiano è sempre più fragile, a rischio idrogeologico e con criticità sempre maggiori".

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Previsioni. L'Italia sott'acqua non respira, soprattutto se l'acqua arriva a secchiate. Ma le previsioni meteo sono diventate pane quotidiano. Si leggono come un tempo si leggevano gli oroscopi. "I due dati principali dei centri meterologi internazionali non lasciano spiragli per questa perturbazione", continua il direttore de ilMeteo.it. "La mattina di giovedì sarà colpita la Liguria. Sulla zona di Genova e tra Rapallo e Sestri Levante, soprattutto su Chiavari, cadranno dai 100 ai 150 millimetri di pioggia". Tanta, spiega il meterologo, e cadrà violentemente. "Quella è una zona a rischio idrogeologico, quindi i danni potrebbero essere ingenti. In questo caso riusciamo a localizzare precisamente l'area che sarà colpita. Sono dati che arrivano dal Centro europeo e spero che la Protezione civile li segua. In passato ci siamo accorti delle difficoltà di comunicazione tra Protezione civile e previsioni meteo. Questa volta è sicuro, la Liguria sarà colpita" insiste Sanò.

Meteo, le previsioni per domani

Poi il ciclone si sposta. "Dalla sera di giovedì raggiungerà il Lazio. L'allerta qui è prevista venerdì. Non parliamo dei temporali degli ultimi giorni ma di un fenomeno più lungo, è la stessa perturbazione ma rinvigorita dall'umidità che sale dal Mar Tirreno e quindi ancora più forte - continua l'esperto -. Tutti i modelli indicano il Lazio, in particolare quello centrale, quindi Roma, provincia di Viterbo e dintorni. Solo venerdì potrebbero cadere dagli 80 ai 100 millimetri totali in 12 ore. Le zone terremotate saranno colpite da venerdì, forte, "anche se non come Roma" spiega il meterologo, "purtroppo però mentre nella Capitale sabato è prevista una tregua di precipitazioni, nelle zone colpite dal sisma continuerà a piovere anche sabato e domenica. Così come sulle Regioni adriatiche e sull'Umbria. Anche il Grossetano sarà colpito ma nella notte tra giovedi e venerdì. Ora, se nel caso della Liguria non ci sono dubbi, perché parliamo di domani, per Roma e dintorni ci dovremo aggiornare perché queste perturbazioni, una volta arrivate sul Mar Tirreno si possono spostare, cambiare traiettoria e essere più o meno intense". Insomma, il quadro è difinito ma il dettaglio no.

Nel corso di sabato e domenica il ciclone danza ancora, fa la piroetta, si avvita. Si sposta ruotando sul resto delle Regioni, raggiunge il Sud. Una bassa pressione profonda si forma sul Mar Adriatico con nuvole che gli ruotano attorno. La perturbazione forma un vortice e porta temporali nel meridione e nubifragi sull'Emilia Romagna che quindi nel fine settimana, è la Regione più colpita. "Ma non è una Regione sulla costa, non ha i rischi idrogeologici della Liguria", per questo, dice Sanò, il rischio danni qui è più contenuto.

Il probema dell'allerta inascoltata. "Noi non siamo e non abbiamo né la presunzione né la competenza di occuparci della cura del territorio ma abbiamo la possibilità e il dovere di segnalare, tramite le nostre previsioni e le nostre 'allerta meteo', il possibile o probabile rischio di situazioni molto pericolose per persone, traffico, strutture, infrastrutture e ambiente", dice Sanò.

Allarme, se ne parla, ci si prepara, non si prendono le macchine, si tengono i bambini a casa. Ma mentre gli oroscopi per definizione, imprecisione e calcolo di probabilità, indovinano sempre il destino di qualcuno, le previsioni meteo no. In Italia si critica un'allerta nel caso in cui la situazione pericolosa poi non si verifichi. Al contrario infiammano le polemiche quando invece l'evento nefasto avviene e nessuna allerta aveva previsto danni e vittime. "Il nostro teritorio è sempre più vulnerabile, c'è poca manutenzione e i fenomeni intensi di breve durata, sono sempre più frequenti. Sono diversi da quelli che avvennero negli anni Sessanta, come l'alluvione di Firenze nel '66, sono bombe d'acqua più difficili da prevedere. Però ora sappiamo quali sono le aree a rischio maggiore per dissesto idrogeologico, come Liguria, Toscana e Campania, Regioni periodicamente soggette a gravi eventi di maltempo, solo che ne parliamo una volta ogni tre, quattro anni, ed è sbagliato, non possiamo vivere di fortuna", aggiunge Sanò.

Differenza tra perturbazione e bombe d'acqua. Capita sempre più spesso anche di veder cambiare le previsioni di ora in ora. Si esce in canottiera e sandali, si torna la sera con ombrelli comprati ad angoli di strada, vestiti in prestito e galosce. "Una perturbazione è prevedibile" dice il meterologo. "È come un treno. La possiamo prevedere perché magari sta arrivando dalla Francia o dalla Sardegna. Sappiamo quando parte e come un treno, conosciamo l'ora di arrivo. I temporali invece si formano sopra le nostre teste, non come un treno". Più come un'emicrania. "È come un vetro appannato" continua Sanò, quando aumenta l'umidità, nella condensa si formano delle goccioline sul vetro che colano, dove si formano non è previdibile, dove cadono neanche. Così coi temporali, la scienza non riesce a prevedere le loro caratteristiche spazio-temporal. Non sappiamo l'intensità che avranno né dove o quando colpiranno. La zona a rischio che riusciamo a localizzare è vasta anche un centinaio di chilometri". Un giacchetto in auto insomma, sempre meglio averlo, come direbbero a Roma.

Bombe d'acqua e clima estremo. Espressioni ormai comuni. Clima tropicale, bombe d'acqua. Si tende a riassumere. "Una bomba d'acqua è un'epressione utilizzata alcuni anni fa per indicare grandi quantità d'acqua, fino a 200 millimetri in pochi chilometri, ora è abusata, la si utilizza anche per descrivere temporali e nubifragi", specifica l'esperto. Cade tanta acqua, con grandine, di colpo, poco male se si usano definizioni imprecise. Ma "non sono climi tropicali questi, sono estremizzazioni del clima - continua -. In 20 anni il clima è diventato più estremo, fiammate di caldo africano in estate, temporali intensi, nevicate eccezionali, freddo improvviso e estremo, sbalzi repentini. Alcuni sostengono sia causato dall'effetto serra, Co2, altri dall'attività solare. Forse sono valide entrame le cose, ma non sappiamo in che misura poiché anche in epoche preindustriali ci sono stati altrettanti cambiamenti climatici, ed erano indipendenti dall'attività umana".

Cambiamento climatico. Giusto il senso di colpa ma forse non siamo del tutto responsabili del nostro clima impazzito. "Ci sono anche altri elementi" conclude Sanò senza assolvere nessuno, "ma forse il cambiamento climatico non è del tutto dovuto all'uomo. Ciò che perseguiamo con il nostro lavoro è allerta non allarmismo, al servizio e a salvaguardia dei cittadini e della nostra bellissima Italia. Prevenire piuttosto che curare. Non solo una possibilità, ma un dovere civico". Quello che si deve fare, per farla breve, è aggiustare lo stivale. Perché è bucato, rotto, e fa entrare troppa acqua.