MILANO - Medico, più volte ministro e parlamentare, editorialista, nonché imputato e condannato per Mani pulite. Alla carriera del settantasettenne Paolo Cirino Pomicino mancava ancora la qualifica di consulente. A scoprirla è stata la procura di Milano, che ha perquisito la sua società nel centro di Roma, Lilliput srl, a caccia di pezze giustificative del suo lavoro per conto di Roberto Giuli.
Giuli, ex poliziotto - ha fatto parte anche della scorta dell'ex ministro della Dc - è indagato da febbraio in un'inchiesta del pm Tiziana Siciliano, in cui si ipotizza una maxitruffa da 180 milioni di euro ai danni della Snam. La Energy Trading international - di cui Giuli viene ritenuto dagli inquirenti la mente operativa - avrebbe acquistato gas da Snam, pagando solo gli acconti e non saldando mai i debiti. A febbraio, era scattato un sequestro conservativo da 180 milioni nei confronti della società. Giuli e altre 4 persone risultano indagati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Ma il lavoro del Nucleo di polizia tributaria milanese è andato avanti per capire come sia stato possibile aggirare così facilmente Snam, accumulare una somma di quella entità, e la destinazione finale di questo fiume di denaro. E, qui, è spuntato il nome de 'o ministro Cirino Pomicino. La società dell'ex poliziotto Giuli, "con un contratto di consulenza formalizzato il 10 settembre 2013", retribuisce la Lilliput srl, "riferibile al politico Paolo Cirino Pomicino", è scritto negli atti dell'inchiesta. La Lilliput, in realtà, ha uno scopo sociale completamente diverso rispetto al mercato degli idrocarburi. È stata costituita nel marzo 2013, cioè sette mesi prima di stipulare il contratto con Giuli, e nel suo statuto prevede come "oggetto sociale lo svolgimento di altre attività editoriali".
Due mesi dopo i sequestri, i finanzieri bussano agli uffici della Lilliput e acquisiscono fatture e tutti i documenti che possono giustificare quei pagamenti. Non poco il denaro passato nelle mani della società. Circa dodici mila e 200 euro al mese, per totali "146 mila euro", compresi di iva. Nulla di anormale al momento - Cirino Pomicino non è indagato - ma i dubbi degli inquirenti sono molti.
Le consulenze non sono gli unici rapporti economici che legano Giuli a Pomicino. La moglie dell'ex poliziotto - sempre secondo quanto risulta alla procura - "ha perfezionato con un'altra società legata a Pomicino, l'acquisto dell'imbarcazione da diporto Rizzardi, per 209 mila euro (l'imbarcazione è stata sequestrata a febbraio)". Un motoscafo di lusso che i coniugi Giuli, prima dell'acquisto, affittavano dai Pomicino per un importo complessivo di altri 12 mila euro.
Infine, secondo le parole di una assistente di volo dipendente della società di Giuli, sul Falcon 2000 "in uso a Roberto Giuli", in un paio di voli ci sarebbe stata la presenza proprio di Cirino Pomicino sulla tratta Roma-Olbia. "Non ricordo se in quelle occasioni fosse presente anche Giuli - spiega a verbale la hostess - sono certa della presenza dell'onorevole e della propria consorte sul veivolo. Non sono a conoscenza se, in quella occasione, abbia pagato il viaggio o fosse ospite".
Giuli, ex poliziotto - ha fatto parte anche della scorta dell'ex ministro della Dc - è indagato da febbraio in un'inchiesta del pm Tiziana Siciliano, in cui si ipotizza una maxitruffa da 180 milioni di euro ai danni della Snam. La Energy Trading international - di cui Giuli viene ritenuto dagli inquirenti la mente operativa - avrebbe acquistato gas da Snam, pagando solo gli acconti e non saldando mai i debiti. A febbraio, era scattato un sequestro conservativo da 180 milioni nei confronti della società. Giuli e altre 4 persone risultano indagati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Ma il lavoro del Nucleo di polizia tributaria milanese è andato avanti per capire come sia stato possibile aggirare così facilmente Snam, accumulare una somma di quella entità, e la destinazione finale di questo fiume di denaro. E, qui, è spuntato il nome de 'o ministro Cirino Pomicino. La società dell'ex poliziotto Giuli, "con un contratto di consulenza formalizzato il 10 settembre 2013", retribuisce la Lilliput srl, "riferibile al politico Paolo Cirino Pomicino", è scritto negli atti dell'inchiesta. La Lilliput, in realtà, ha uno scopo sociale completamente diverso rispetto al mercato degli idrocarburi. È stata costituita nel marzo 2013, cioè sette mesi prima di stipulare il contratto con Giuli, e nel suo statuto prevede come "oggetto sociale lo svolgimento di altre attività editoriali".
Due mesi dopo i sequestri, i finanzieri bussano agli uffici della Lilliput e acquisiscono fatture e tutti i documenti che possono giustificare quei pagamenti. Non poco il denaro passato nelle mani della società. Circa dodici mila e 200 euro al mese, per totali "146 mila euro", compresi di iva. Nulla di anormale al momento - Cirino Pomicino non è indagato - ma i dubbi degli inquirenti sono molti.
Le consulenze non sono gli unici rapporti economici che legano Giuli a Pomicino. La moglie dell'ex poliziotto - sempre secondo quanto risulta alla procura - "ha perfezionato con un'altra società legata a Pomicino, l'acquisto dell'imbarcazione da diporto Rizzardi, per 209 mila euro (l'imbarcazione è stata sequestrata a febbraio)". Un motoscafo di lusso che i coniugi Giuli, prima dell'acquisto, affittavano dai Pomicino per un importo complessivo di altri 12 mila euro.
Infine, secondo le parole di una assistente di volo dipendente della società di Giuli, sul Falcon 2000 "in uso a Roberto Giuli", in un paio di voli ci sarebbe stata la presenza proprio di Cirino Pomicino sulla tratta Roma-Olbia. "Non ricordo se in quelle occasioni fosse presente anche Giuli - spiega a verbale la hostess - sono certa della presenza dell'onorevole e della propria consorte sul veivolo. Non sono a conoscenza se, in quella occasione, abbia pagato il viaggio o fosse ospite".