ROMA - "Quasi quasi mi faccio uno shampoo", cantava Giorgio Gaber. Ma il prezzo dello shampoo, in termini di euro e soprattutto di minuti di lavoro necessari per pagarsi quel flacone di plastica, non è il medesimo in tutta Italia. Una ricerca compiuta sulle dieci principali città italiane (Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Eurostat, Istat, JP Salary Outlook) rivela come il nostro non sia un Paese uniforme quando si prova a calcolare il prezzo delle cose. Soprattutto se si conteggiano i minuti di vita necessari per gli acquisti. Anzi. E’ Firenze la città più dispendiosa per i servizi alla persona e per riempire il carrello della spesa. Nel capoluogo toscano servono 274 minuti, cioè circa 4,5 ore di lavoro, contro le 3 ore e venti minuti che sono necessarie a Napoli per portarsi a casa lo stesso carrello della spesa. Dopo Firenze sono Venezia e Bologna le città più care, seguite da Milano dove la stessa spesa vale quattro ore e venti minuti d’impegno professionale.
I beni più diffusi. Essere generosi, offrendo un semplice caffè, può incidere diversamente sul portafoglio degli italiani. A Bari si fa bella figura con 75 centesimi (2,5 minuti di lavoro) mentre a Torino ci vogliono un euro e 2 centesimi (3,1 minuto di lavoro). Se poi si aggiunge un panino la faccenda cambia radicalmente. Se Bari resta la città più conveniente, 2,68 euro per 9 minuti di lavoro, Venezia diventa quella notevolmente più dispendiosa con 3,49 euro guadagnati con 10 minuti di lavoro.
La spesa. Riempire il carrello della spesa può deterimare un conto “diversamente salato” dal norda al sud. E mai con una logica. La stessa carta igienica che a Napoli costa 1,35 euro a Milano ben 2,60. Il detersivo per lavatrice più economico è a Napoli (1,74 euro e 5,6 minuti di lavoro) mentre il più caro a Palermo (2,32 euro per 7,9 minuti lavorativi). Un banale deodorante? A Firenze ci vogliono 6,4 minuti di lavoro per guadagnare i 2,03 euro necessari per l’acquisto mentre a Genova servono 9,5 minuti per arrivare a mettere insieme i 3,29 euro. Ed eccoci al pane. Qui le differenze sono spericolate. A Napoli cento grammi costano 1,90 centesimi (6 minuti di lavoro) mentre a Venezia 4,72 (13,9 minuti). Meno disparità (ma ci sono sempre) per il latte. A Venezia un litro di quello a lunga conservazione costa 88 centesimi e a Milano 1,16.
Gli extra. Tagliarsi i capelli? Non è cosa scontata, soprattutto per una donna. Una visita da un parrucchiere napoletano permette di cavarsela con 10, 92 euro, che si guadagnano in 35,2 minuti. Ma se l’idea di rinfrescarsi il taglio viene ad una barese allora dovrà investire il doppio: 20,18 euro prodotti con 67,7 minuti al lavoro. Troppo caro? Chi opta per uno shanpoo casalingo se la cava a Bari con 2,17 euro (7,3 minuti) ma se lo acquista a Firenze investe 3,18 euro (10 minuti).
Gli svaghi. La pizza serale con gli amici è un'abiutudine diffusa da nord a sud. Ma non è un piacere che si misura con lo stesso prezzo. La più economica? Chiaramente a Napoli dove i cittadini partenopei se la cavano con 6,88 centesimi (guadaganti in 22 minuti). Tutta un'altra cosa avenezia: anche la più banale delle margherite supera gli 11 euro e richiede un lavoro di 33 minuti.
I beni più diffusi. Essere generosi, offrendo un semplice caffè, può incidere diversamente sul portafoglio degli italiani. A Bari si fa bella figura con 75 centesimi (2,5 minuti di lavoro) mentre a Torino ci vogliono un euro e 2 centesimi (3,1 minuto di lavoro). Se poi si aggiunge un panino la faccenda cambia radicalmente. Se Bari resta la città più conveniente, 2,68 euro per 9 minuti di lavoro, Venezia diventa quella notevolmente più dispendiosa con 3,49 euro guadagnati con 10 minuti di lavoro.
La spesa. Riempire il carrello della spesa può deterimare un conto “diversamente salato” dal norda al sud. E mai con una logica. La stessa carta igienica che a Napoli costa 1,35 euro a Milano ben 2,60. Il detersivo per lavatrice più economico è a Napoli (1,74 euro e 5,6 minuti di lavoro) mentre il più caro a Palermo (2,32 euro per 7,9 minuti lavorativi). Un banale deodorante? A Firenze ci vogliono 6,4 minuti di lavoro per guadagnare i 2,03 euro necessari per l’acquisto mentre a Genova servono 9,5 minuti per arrivare a mettere insieme i 3,29 euro. Ed eccoci al pane. Qui le differenze sono spericolate. A Napoli cento grammi costano 1,90 centesimi (6 minuti di lavoro) mentre a Venezia 4,72 (13,9 minuti). Meno disparità (ma ci sono sempre) per il latte. A Venezia un litro di quello a lunga conservazione costa 88 centesimi e a Milano 1,16.
Gli extra. Tagliarsi i capelli? Non è cosa scontata, soprattutto per una donna. Una visita da un parrucchiere napoletano permette di cavarsela con 10, 92 euro, che si guadagnano in 35,2 minuti. Ma se l’idea di rinfrescarsi il taglio viene ad una barese allora dovrà investire il doppio: 20,18 euro prodotti con 67,7 minuti al lavoro. Troppo caro? Chi opta per uno shanpoo casalingo se la cava a Bari con 2,17 euro (7,3 minuti) ma se lo acquista a Firenze investe 3,18 euro (10 minuti).
Gli svaghi. La pizza serale con gli amici è un'abiutudine diffusa da nord a sud. Ma non è un piacere che si misura con lo stesso prezzo. La più economica? Chiaramente a Napoli dove i cittadini partenopei se la cavano con 6,88 centesimi (guadaganti in 22 minuti). Tutta un'altra cosa avenezia: anche la più banale delle margherite supera gli 11 euro e richiede un lavoro di 33 minuti.