Cronaca

Vibo Valentia, Toscani rifiuta selfie con uno studente: "Potresti essere un mafioso". Ma è figlio di una poliziotta e di un carabiniere

Oliviero Toscani 
Vittorio Sibiriu racconta che tutto è accaduto all'apertura di "Razza Umana", la mostra fotografica dell'artista che ha risposto con un "No" secco alla richiesta di una foto: "Mi ha paragonato a Matteo Messina Denaro"
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Ha rifiutato di fare un selfie con lui spiegandogli che potrebbe essere un mafioso, ma davanti aveva il figlio diciottenne di un luogotenente dei carabinieri e di una poliziotta. Brutto scivolone per il fotografo Oliviero Toscani. Ospite a Vibo Valentia per inaugurare la sua mostra fotografica "Razza umana", presentata come "studio socio-politico, culturale e antropologico" sull’umanità e le sue differenze, sarebbe inciampato in uno dei più triti stereotipi: i calabresi sono tutti mafiosi. Per questo motivo, avrebbe rifiutato di fare una foto con Vittorio Sibiriu, diciottenne appassionato di fotografia. Al termine della lectio magistralis e dopo il taglio del nastro della mostra, il ragazzo si sarebbe avvicinato al noto fotografo, seduto da solo e in relax, per chiedergli uno scatto-ricordo della serata. Ma la risposta è stato un rifiuto netto. 

Per spiegarsi, racconta Vittorio, Toscani "mi ha additato come un potenziale 'mafioso' affermando che avrei benissimo potuto esserlo poiché, a suo dire, anche Matteo Messina Denaro non ha la faccia da mafioso eppure lo è". Parole durissime "e pronunciate di fronte a testimoni, perché con me c’era un’amica, cui avevo chiesto di scattare la foto", spiega il ragazzo, che lo hanno fatto infuriare. 

"Per evitare di rispondere male, sono andato via senza dire altro". Basito, deluso, arrabbiato, arrivato a casa Vittorio ha deciso di raccontare quanto successo. A tutti. Per questo, si è seduto davanti al computer ed ha affidato a Facebook la sua rabbia, la sua delusione, il suo sdegno. "Dopo la conferenza e l'inaugurazione ho chiesto all'artista di poter avere il piacere di fare una foto insieme in modo da poter conservare uno scatto con il celebre 'maestro del clic' – si legge nel suo post - La risposta è stata deludente: 'No'. Un no secco e deciso seguito da affermazioni sul mio presunto status sociale". 

Un’offesa personale per il figlio di due rappresentanti delle forze dell’ordine, ma soprattutto, spiega, "uno stereotipo ormai trito e ritrito di cui sono vittime tutti i calabresi". Papà sardo, mamma pugliese, Vittorio è nato e cresciuto a Vibo Valentia, si sente calabrese. E certi pregiudizi non gli vanno giù. Per questo, "deluso e più che altro offeso e amareggiato" dalle parole di Toscani, sui social il ragazzo tuona: "Vorrei ricordare al signor Toscani che la principale qualità di un artista dovrebbe essere l'umiltà, cosa che a quanto pare non rientra tra i termini del suo vocabolario. E, per concludere, vorrei dire che l'unica cosa che il suo atteggiamento provoca in me è lo sdegno". Ed è lapidario nell'affermare: "L'artista Toscani è di grande caratura, l'uomo molto discutibile. Dispiace assistere ad una differenza così netta tra questi due aspetti, perché vorremmo sempre, da un artista che amiamo, anche comportamenti conseguenti". 

Alla fine, Vittorio Sibiriu si rivolge direttamente a Toscani, cui dice chiaramente: "Mi dispiace molto di averla conosciuta e di aver perso due ore della mia vita ad ascoltare le sue parole definite 'anticonformiste' e usate 'per lanciare messaggi contro i pregiudizi', ai miei occhi adesso appaiono solamente come poco coerenti. Se è vero che vanno sfatati i luoghi comuni dell'umanità il primo a doverlo fare - conclude Vittorio Sibiriu - è proprio lei. Essere calabrese non significa essere mafioso e dovrebbe vergognarsi di questa sua idea ottusa".
Dal celebre fotografo e dal suo entourage non è, al momento, arrivata risposta alcuna. "Niente, neanche una parola, neanche un tentativo di spiegazione – commenta amareggiato Vittorio –. Io non metto in discussione le qualità di Toscani come artista, ma alla luce di quello che è successo, la sua caratura umana sì".