“NON HO documenti, ma sono calabrese”. Così aveva detto Anis Amri, ricercato in Germania e in Europa per la strage al mercatino di Natale di Berlino, quando i due agenti del commissariato di Sesto San Giovanni l’hanno fermato alle tre di notte vicino alla stazione ferroviaria. Ma gli agenti sono diffidenti ed a quel punto, come ha raccontato dopo il poliziotto ferito Cristian Movio, gli chiedono di appoggiare lo zaino che portava sulle spalle sul cofano della loro volante. “Continuava a dire che era di Reggio Calabria e che non aveva documenti, che li aveva lasciati da qualche parte”.
A quel punto Anis Amri, invitato a svuotare lo zainetto, ha infilato la mano dentro il suo bagaglio e ha estratto la pistola con la quale ha cominciato a sparare ferendo alla spalla Christian Movio. A quel punto l’altro agente, Luca Scatà, che era a qualche metro di distanza dal tunisino, ha premuto il grilletto della sua pistola d’ordinanza e lo ha ferito mortalmente. Amri si è accasciato sull’ asfalto ma non è morto all’istante, hanno detto i due poliziotti che nel frattempo avevano dato l’allarme alla loro centrale operativa, chiedendo rinforzi che sono arrivati subito dopo. Nello zainetto Anis Amri non aveva nulla di particolare: uno spazzolino, un dentifricio e un sapone da barba. Durante la fuga dalla Germania verso l’Italia si era disfatto anche del suo telefonino.
A quel punto Anis Amri, invitato a svuotare lo zainetto, ha infilato la mano dentro il suo bagaglio e ha estratto la pistola con la quale ha cominciato a sparare ferendo alla spalla Christian Movio. A quel punto l’altro agente, Luca Scatà, che era a qualche metro di distanza dal tunisino, ha premuto il grilletto della sua pistola d’ordinanza e lo ha ferito mortalmente. Amri si è accasciato sull’ asfalto ma non è morto all’istante, hanno detto i due poliziotti che nel frattempo avevano dato l’allarme alla loro centrale operativa, chiedendo rinforzi che sono arrivati subito dopo. Nello zainetto Anis Amri non aveva nulla di particolare: uno spazzolino, un dentifricio e un sapone da barba. Durante la fuga dalla Germania verso l’Italia si era disfatto anche del suo telefonino.