Check point Colosseo, ultima fermata della paura
Il check point Colosseo è l'ultima fermata della paura. Mezzi blindati piazzati di traverso lungo via dei Fori Imperiali, con i parà in assetto di combattimento che vigilano sul monumento. Scene simili anche davanti San Pietro e nel centro di Napoli, mentre a Milano in piazza Duomo è stata eretta una barriera di cemento. Il massimo livello di allerta, con misure eccezionali che in Italia non si erano mai viste, neppure nei giorni più cupi del sequestro Moro. Una militarizzazione della nostra quotidianità, forse indispensabile per contrastare gli attacchi in stile Berlino, gestita con professionalità da soldati che hanno imparato da anni a realizzare controlli nelle strade dell'Afghanistan, del Libano e dell'Iraq e mai avrebbero immaginato di dovere applicare le stesse tecniche nel cuore delle città italiane.
Nessuno avrebbe immaginato che l'ombra nera della jihad si sarebbe abbattuta sulle feste del Natale. Ma è fondamentale che queste misure restino straordinarie, soprattutto dentro di noi: c'è una sfida a cui tutti siamo chiamati per impedire che l'odio trionfi. Non dobbiamo arrenderci alla paura, non possiamo rassegnarci allo stato d'assedio. Siamo usciti dagli Anni di piombo non solo grazie alla professionalità delle forze dell'ordine e della magistratura, ma anche grazie alla mobilitazione collettiva del Paese e delle sue istituzioni: sono stati gli italiani a sconfiggere quel terrorismo. Una lezione che non possiamo dimenticare.