Berlino: presunto fiancheggiatore Amri arrestato in Germania
Il suo numero di telefono era nello smartphone dell'attentatore che nei mesi scorsi ha cercato di procurarsi delle armi, fucili mitragliatori di grosso calibro, attraverso contatti che aveva in Francia
UN TUNISINO di 40 anni è stato arrestato a Berlino nell'ambito delle indagini sull'attentato di Anis Amri, l'autore della strage nella capitale tedesca rimasto ucciso a Sesto San Giovanni in uno scontro a fuoco con la Polizia. L'uomo - il suo "numero di telefono era nello smartphone" dell'attentatore - è sospettato di essere "un presunto contatto" di Amri. In particolare, precisa la procura, "potrebbe essere stato coinvolto nella preparazione dell'attacco terroristico, per questo è stato deciso l'arresto". Secondo la polizia tedesca, i due si sarebbero sentiti varie volte. Prima di fermarlo, le forze di sicurezza hanno effettuato dei controlli a casa e nel negozio dell'uomo. Il 19 dicembre scorso un Tir si è lanciato sulla folla al mercatino di Natale nel centro di Berlino, uccidendo 12 persone e ferendone altre 48.
La foto di Amri nella stazione di Torino. La Questura di Milano ha diffuso ogg…
UN TUNISINO di 40 anni è stato arrestato a Berlino nell'ambito delle indagini sull'attentato di Anis Amri, l'autore della strage nella capitale tedesca rimasto ucciso a Sesto San Giovanni in uno scontro a fuoco con la Polizia. L'uomo - il suo "numero di telefono era nello smartphone" dell'attentatore - è sospettato di essere "un presunto contatto" di Amri. In particolare, precisa la procura, "potrebbe essere stato coinvolto nella preparazione dell'attacco terroristico, per questo è stato deciso l'arresto". Secondo la polizia tedesca, i due si sarebbero sentiti varie volte. Prima di fermarlo, le forze di sicurezza hanno effettuato dei controlli a casa e nel negozio dell'uomo. Il 19 dicembre scorso un Tir si è lanciato sulla folla al mercatino di Natale nel centro di Berlino, uccidendo 12 persone e ferendone altre 48.
La foto di Amri nella stazione di Torino. La Questura di Milano ha diffuso oggi una seconda foto di Ansi Amri. Il giovane tunisino è stato ripreso alla Stazione Porta Nuova di Torino, la sera del 22 dicembre alle 22,14 vestito di scuro, con un cappuccio in testa e lo zaino sulle spalle. L'immagine, tratta dai video delle telecamere di sicurezza al vaglio della Digos, immortala lo jihadista nell'atrio della stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova, dove è arrivato a bordo di un treno regionale della linea Sfm3 del Servizio Ferroviario Metropolitano, quella cioè che collega Bardonecchia, al confine tra Italia e Francia, con il capoluogo piemontese.
Da Torino a Milano. Da lì Amri ha quindi raggiunto la stazione Centrale di Milano in treno e successivamente in pullman piazza primo Maggio a Sesto dove è stato fermato dagli agenti. Torino è quindi la terz'ultima tappa della sua fuga prima di essere colpito a morte in una sparatoria a Sesto San Giovanni. L'immagine arriva dagli inquirenti impegnati a ricostruire il viaggio fatto dal tunisino dalla Germania in Italia: fino ad ora è stato escluso che il giovane tunisino abbia incontrato qualcuno sotto la Mole, ma solo al termine dell'analisi dei filmati sarà possibile escluderlo con certezza.
Amri cercava fucili in Francia. Anis Amri era in contatto diretto con islamisti basati in territorio francese. Lo scrive Rfi sul suo sito, puntualizzando che - se è ancora troppo presto per parlare di cellula - l'attentatore di Berlino ha però cercato di procurarsi delle armi - tra cui fucili mitragliatori di grosso calibro - nel mese di marzo scorso attraverso questi contatti che aveva in Francia. Amri era considerato già dal febbraio 2016 una potenziale minaccia, era stato messo sotto sorveglianza. E dalle intercettazioni telefoniche sarebbe emerso che si era informato anche sulla fabbricazione di ordigni e quindi che aveva già da mesi l'intenzione di commettere un attentato.
Da Torino a Milano. Da lì Amri ha quindi raggiunto la stazione Centrale di Milano in treno e successivamente in pullman piazza primo Maggio a Sesto dove è stato fermato dagli agenti. Torino è quindi la terz'ultima tappa della sua fuga prima di essere colpito a morte in una sparatoria a Sesto San Giovanni. L'immagine arriva dagli inquirenti impegnati a ricostruire il viaggio fatto dal tunisino dalla Germania in Italia: fino ad ora è stato escluso che il giovane tunisino abbia incontrato qualcuno sotto la Mole, ma solo al termine dell'analisi dei filmati sarà possibile escluderlo con certezza.
Amri cercava fucili in Francia. Anis Amri era in contatto diretto con islamisti basati in territorio francese. Lo scrive Rfi sul suo sito, puntualizzando che - se è ancora troppo presto per parlare di cellula - l'attentatore di Berlino ha però cercato di procurarsi delle armi - tra cui fucili mitragliatori di grosso calibro - nel mese di marzo scorso attraverso questi contatti che aveva in Francia. Amri era considerato già dal febbraio 2016 una potenziale minaccia, era stato messo sotto sorveglianza. E dalle intercettazioni telefoniche sarebbe emerso che si era informato anche sulla fabbricazione di ordigni e quindi che aveva già da mesi l'intenzione di commettere un attentato.