Cronaca

L’angoscia della madre: "Distruggono un ragazzo"

La donna di 43 anni sulla decisione del Tribunale dei Minori di allontanare il giovane da casa perché "troppo effeminato": "Ho cercato di infondergli serenità, lui mi dice: 'Da qua non mi muovo perché sto bene con voi'"

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PADOVA - La madre di Marco ha 43 anni, lavora come consulente aziendale, ha altre due figlie ma la vita la sta mettendo alla prova proprio con il più piccolo.

Dicono che suo figlio sia effeminato, che va a scuola vestito da donna.
"È successo una sola volta ed era una festa di Halloween, dove mi pare che tutti si travestano da qualcosa. Mio figlio preferisce giocare con le bambine perché i bambini sono troppo turbolenti. In ogni caso se sarà omosessuale per me non è un problema. Sarà lui a decidere cosa vuole essere, non deve certo essere un Tribunale a orientarlo nelle sue scelte personali".

Lei ha annunciato un'azione legale...
"Sono sbigottita, preoccupata. Ho avuto sempre la forza di reagire ma a livello morale sono devastata. Mi sono quasi pentita di aver denunciato gli abusi sul bambino".

Si sente vittima di questa decisione del Tribunale dei Minori?
"La vittima è mio figlio anche se hanno distrutto un'intera famiglia. Non dimentichiamoci che anche le altre due sorelle stanno vivendo tutto questo. È un lutto quotidiano, il primo pensiero al mattino e l'ultimo la sera".

Il decreto è esecutivo.
"Vivere con il pensiero che ti possano portare via tuo figlio. Non lo auguro nemmeno al mio peggior nemico".

Cosa farà quando e se accadrà?
"Ho rassicurato mio figlio, gli dico sempre di stare tranquillo ".

Lui si rende conto di quello che sta accadendo?
"Appena è arrivato il decreto l'abbiamo letto insieme e per due giorni è stato un automa. Aveva paura di uscire da casa. Appena sentiva una sirena si aggrappava a me. Non dormiva, non andava a scuola ".

Ora chiede rassicurazioni?
"Lui sa che io sto cercando di arrivare al 17 gennaio facendolo rimanere con me. Ho cercato di infondergli serenità. Lui mi dice: "Da qua non mi muovo perché sto bene a casa mia". Anche se i servizi sociali lo dipingono in questo modo io credo che il mio sia un ragazzino con una intelligenza superiore alla media".

Crede che questo sia il suo fallimento come madre?
"No, credo sia una punizione perché non sono stata zitta. Ho fatto troppe domande, mi sono sempre ribellata quando hanno cercato di portarmelo via".