Auschwitz, se un buco nero del Novecento perde il senso della memoria
Ruggero Gabbai entra per la prima volta ad Auschwitz nel 1997 per curare la regia di “Memoria” insieme agli storici del Cdec Marcello Pezzetti e Liliana Picciotto. Il documentario con le ultime testimonianze dei sopravvissuti della Shoah viene selezionato al Festival di Berlino e vince numerosi premi. Nel 2013 Gabbai decide di tornaci con i figli ma tutto è cambiato, una schiera di autobus e roulotte portano i turisti in visita: volontari della Volkswagen, ebrei ortodossi e israeliani, scolaresche. “Era come se l’uomo non fosse più in grado di mantenere la memoria e il significato del luogo - dice Gabbai - per gli ebrei Auschwitz resta il più grande cimitero del mondo. Per i rom e i sinti un luogo impronunciabile. L’edulcorazione di quel luogo, buco nero del Novecento, non può portare ad altro se non allo svuotamento del significato stesso della realtà storica”. Le foto di Ruggero Gabbai sono tratte dalla mostra "Kamping" del Mia Fair.