Cronaca

Lunetta Savino: "Finalmente si sono riviste le ragazze"

 

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ROMA - "Se ne parlava da tanto tempo, e finalmente ieri lo sciopero delle donne è riuscito". Lunetta Savino è un'attrice famosa, è stata una delle fondatrici del movimento femminista "Se non ora quando", poi diviso in più anime. E oggi Lunetta Savino fa parte del gruppo "Se non ora quando-Factory", e alle battaglie delle donne continua a dedicare tempo e passione. "Stiamo portando in giro lo spettacolo Tante facce nella memoria di Francesca Comencini e raccontiamo le storie di quelle mogli, figlie, sorelle che persero i loro uomini nell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Donne straordinarie".

Savino, lo sciopero è riuscito?
"Sì. Ho visto cortei allegri, forti, pieni di ragazze giovani. So che ci sono stati disagi nelle scuole, nei trasporti, dimostrazione che se si fermano le donne si ferma tutto".

In alcuni casi però, pensiamo alle scuole, agli asili, ai nidi, lo sciopero è diventato un problema proprio per le donne. Costrette magari a restare a casa con i bambini.
"È vero, ma era la prima volta, e di certo dobbiamo affinare la protesta. Ma dopo tanti anni questo è stato il primo 8 marzo di nuovo pieno di significato, sia in Italia che nel resto del mondo. E dunque è stato un successo, soprattutto a livello simbolico ".

E invece nel concreto? Cosa succederà domani?
"C'è un nuovo movimento femminista che cresce e non può essere ignorato. Penso però che la piattaforma fosse confusa. Ognuno ci ha messo dentro le proprie rivendicazioni".

Insomma tante spinte, tanta energia e nessun obiettivo politico?
"Direi addirittura troppi obiettivi. Ma quello che contesto è aver messo al primo posto, di nuovo, il tema della violenza maschile sulle donne. Non possiamo, solo e soltanto, parlare di femminicidi. Abbiamo bisogno di lavoro, di parità, di vita. Però la grande presenza di giovani, ragazze e ragazzi, mi dà fiducia ".

Un passaggio di testimone?
"Sì. Saranno loro, le tante giovani donne che hanno dato vita a questi collettivi e movimenti, a trovare le parole del nuovo femminismo".