Cronaca

 Folla in attesa di un taxi alla stazione Termini di Roma (ansa)

Taxi fermi, sciopero dalle 8 fino alle 22. Bittarelli: "Pochi in giro per paura di ritorsioni"

Alta adesione alla protesta nonostante l'accordo sulla bozza raggiunto con il governo. Sigle divise: Legacoop non aderisce come UriTaxi, ma il leader conferma massiccia adesione, con picchi a Roma e Napoli. Unica Cgil: "Chiediamo scusa per i disagi". Uber: "Decreto deludente, limita mercato"

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ROMA - È scattato alle 8 per concludersi alle 22 lo sciopero dei taxi in tutta Italia, confermato nonostante l'accordo sulla bozza di decreto con il governo. Per il viceministro Riccardo Nencini si tratta di "una proposta aperta e arriva nei tempi sui quali ci eravamo impegnati".

Ma i tassisti d'Italia, sebbene divisi all'interno, per la maggior parte si sono fermati. Lo sciopero è stato indetto da Unica Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Ugl Taxi, Federtaxi Cisal, Fast Tpnl, Uti Taxi, Movimento italiano tassisti, Faisa Confail Taxi, Usb settore taxi e Unimpresa. "Ma non ha alcun fondamento" spiega ancora il ministro, sottolineando come "su quel decreto abbiamo concordato la presentazione delle osservazioni entro la fine della prossima settimana".

"Siamo già pronti per affrontare compiutamente la riforma dell'intero sistema. Aspettiamo la definizione della delega in discussione in Parlamento. Altra cosa è regolamentare le piattaforme informatiche - continua Nencini - registrazione in apposito registro, pagamento delle tasse in Italia ed altro ancora, per consegnare ai cittadini il servizio migliore al costo più equo nella maggiore sicurezza possibile".

Secondo i sindacati le adesioni sono "molto alte": oltre l'80% a livello nazionale con picchi vicini al 100% a Napoli, dove ci sono stati anche molti disagi per il traffico. A Roma, secondo l'Usb, la partecipazione è vicina al 90%. La categoria non è soddisfatta delle aperture del Governo sulla lotta all'abusivismo e il riordino del settore e si dice pronta a "nuove forme di lotta" se si andrà avanti su questa strada. Anche Uber boccia la bozza di decreto presentata ieri. "Stiamo registrando adesioni su base nazionale di oltre l'80% con picchi vicini al 100% a Napoli. A Roma l'adesione allo sciopero è vicina al 90%" afferma l'Usb in una nota e parla "di un'adesione plebiscitaria". "I tassisti che responsabilmente stanno garantendo i servizi essenziali effettuano gratuitamente il servizio", aggiunge il sindacato di base. "Finché non verranno accolte le nostre osservazioni al tavolo interministeriale proseguiremo - avvertono - la mobilitazione nelle forme consentite per legge".

Le sigle oggi però si sono divise. UriTaxi sin da ieri aveva annunciato infatti che non avrebbe partecipato all'astensione dal lavoro. Ma oggi è proprio il leader di UriTaxi, Loreno Bittarelli, ad affermare che stamattina "ci sono poche auto in giro anche perché i tassisti hanno paura di ritorsioni da parte di chi sta facendo lo sciopero". "Una adesione quasi totale dimostra che alcuni rappresentanti sindacali, oltre a non partecipare al fermo nazionale, cercano di delegittimare le sacrosante richieste dei giornalisti e di fatto non rappresentano più nessuno se non gli interessi di enti economici", ha detto Alessandro Atzeni della Uil.

I tassisti "sono uniti e compatti: se provano a far passare ciò che è all'ordine del giorno in Senato e il documento che ci è stato presentato ieri in modo integrale di questi scioperi ne vedranno tanti", conferma Nicola Di Giacobbe, coordinatore nazionale di Unica Cgil, "ringrazio i tassisti che si stanno adoperando per fornire il servizio alle fasce deboli e chiediamo scusa agli utenti per i disagi". Alessandro Genovese segretario nazionale dell'Ugl Taxi, sottolinea: "Oggi la categoria ha dimostrato sensibilità e attenzione alla difficile vertenza in corso, la grande adesione dimostra che vogliamo risposte dalle sigle che rappresentano i lavoratori e non gli enti economici". L'adesione  "è segno di un malessere forte. Il Governo ne tenga conto", sostiene Eliseo Grasso della Fit Cisl.

Operativi i taxi delle cooperative aderenti a Legacoop, come confermato già ieri dal referente Legacoop servizi del Lazio, Andrea Laguardia: "in merito all'incontro che si è tenuto al Mit per la vertenza taxi, esprimiamo soddisfazione per il metodo e per il contenuto del decreto legge presentato dal governo. Il decreto mette mano ad uno dei temi principali, cioè quello del rispetto delle regole e della legalità".

Non convinto del decreto interministeriale contro l'abusivismo illustrato ieri dal governo ai sindacati, Uber. Che lo considera invece "molto deludente perché non guarda al futuro ma limita ulteriormente il mercato confondendo le regole e riuscendo a non accontentare alcuna delle parti coinvolte. Una vera riforma dovrebbe aprire a nuove soluzioni di mobilità per i consumatori, anche a basso costo, mentre questa proposta fa esattamente l'opposto e rischia di lasciare senza lavoro decine di migliaia di professionisti del noleggio con conducente".

Roma. Per Claudio Gianandrea di Federtaxi Cisa serve "la certezza delle regole, è la politica la responsabile di questo sciopero, politica che si è disinteressata di noi lavoratori in questi anni. L'innovazione deve essere fatta in un quadro di regole certe", ha detto all'assemblea dei tassisti romani a Piazza Venezia.

E nel giorno dello sciopero nazionale, il Codacons ha presentato un esposto al comando generale della Guardia di Finanza, chiedendo di eseguire controlli a tappeto sui taxi in tutte le regioni italiane. Sembrerebbe infatti, sostiene l'associazione "pratica assai diffusa dichiarare incassi inferiori rispetto alle entrate reali, grazie al mancato rilascio delle ricevute fiscali e a limiti nell'utilizzo del bancomat per i pagamenti delle corse a parte dei clienti. Alcuni sindacati dei tassisti, inoltre, suggerirebbero ai propri iscritti le cifre 'credibili' da dichiarare al fisco a fine anno, in modo da rientrare negli studi di settore". L'associazione invita quindi "tutti gli utenti a pagare le corse in taxi solo ed esclusivamente con carte di credito e bancomat, rifiutando l'utilizzo dei contanti, perché è diritto del consumatore scegliere il metodo di pagamento senza costi aggiuntivo, e perché solo così sarà possibile combattere l'evasione".

Aeroporti romani. Poche le auto bianche, al momento, da questa mattina negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino. Risulta tuttavia, a quanto si è appreso, operativo il 40% delle auto tra tutte le sigle attive sullo scalo di Fiumicino, disponibili e buona parte concentrate, con servizio a chiamata, nell'area del "Polmone" taxi lontano dalle aerostazioni. I passeggeri, per lo più stranieri, vengono informati ed indirizzati da personale aeroportuale, con la pettorina gialla, verso i taxi disponibili, i pullman diretti nella Capitale e verso il terminal ferroviario del Leonardo da Vinci da dove partono e arrivano i treni no-stop del Leonardo express, uno ogni 30 minuti, in servizio sulla linea Roma Termini-Fiumicino aeroporto e quelli della FL1 Orte-Fara Sabina-Fiumicino aeroporto con fermate intermedie in tutte le stazioni, comprese quelle di Roma Ostiense e Roma Tiburtina collegate con la metro B. Un presidio fisso con agenti di polizia è stato predisposto nella zona arrivi per controllare la situazione.

Genova. Assemblea straordinaria fino alle 18 di oggi in piazza De Ferrari ma nessuna interruzione del servizio taxi in città. A Genova le organizzazioni sindacali di categoria degli autisti, pur riconoscendo la vertenza sindacale in atto e le proteste indette a livello nazionale, non ritengono opportuno interrompere il servizio pubblico per evitare disagi all'utenza e per non favorire il fenomeno dell'abusivismo. Le organizzazioni sindacali genovesi riconoscono "l'apertura del governo nei confronti delle giuste necessità della categoria".
 

Taxi, nessuna interruzione del servizio a Genova

Milano. Sono tutti fermi i taxi che normalmente fanno servizio a fianco della Stazione Centrale per i viaggiatori in arrivo, e in piazza Luigi di Savoia i conducenti sono riuniti in assemblea sotto una bandiera tricolore e la frase: 'Governo abusivo spacciatore di abusivi'. Situazioni analoghe con le auto pubbliche fuori servizio sono confermate a Linate e in altre strade e piazze della città. Sul posto Polizia e carabinieri monitorano la situazione delle piccole manifestazioni soprattutto per congiurare possibili liti fra tassisti e conducenti di auto private che si sostituissero a loro proprio a causa della giornata di sciopero nazionale. La situazione generale è però, secondo la Questura, tranquilla.
 
Napoli. In città taxi fermi dalle 10, un corteo di circa 600 conducenti di auto pubbliche è partito da Porta Capuana diretto alla sede della Prefettura in Piazza Plebiscito, è durato 4 ore prima di sciogliersi. L'adesione alla protesta è stata massiccia. Pesanti le ripercussioni sul traffico cittadino nella zona centrale della città ma anche nei collegamenti tra centro e zone collinari per l'aumento di auto private in circolazione. Slogan e insulti in via Depretis, davanti alla sede di Consortaxi fondata dal consigliere comunale Ciro Langella, eletto con il candidato del centrodestra Gianni Lettieri e poi passato con la lista di maggioranza Dema del sindaco de Magistris. "Traditore, venduto, non ci hai dato nulla", hanno gridato i manifestanti. Alcuni fumogeni sono stati accesi davanti alla sede della centrale cooperativa. Una delegazione dei tassisti ricevuta in  prefettura.
"Decideremo stasera se la protesta continuerà nei prossimi giorni" ha detto Rosario Persichini del coordinamento USb (Unione sindacale di base).
  Firenze. In città si vedono girare pochissime macchine, e in diverse piazzole, dove solitamente le persone in fila attendono, sono vuote da questa mattina. A incrociare le braccia sono gli autisti aderenti a Cgil, Uil e Sitafi, mentre non aderiscono le sigle di Confartigianato e Uritaxi. Rispetto tuttavia delle fasce di garanzia e per le 'corse' per servizi sociali: trasporto di anziani, portatori di handicap e malati. Alcune compagnie di taxi indicano intanto a metà giornata un'adesione allo sciopero tra il 60 e il 75%. "La bozza del Governo è già un valido motivo per scioperare" spiega un tassista. Turisti increduli e, probabilmente ignari della giornata di protesta, restano ad attendere le auto nei parcheggi a loro dedicati.