Migranti, 20 morti al largo della Libia. 700 sbarcati in Calabria: "Hanno segni di torture"
Salvate 4500 persone che cercavano di raggiungere le coste italiane. Ong maltese dà notizia di un naufragio con morti al largo della Libia. Medici senza frontiere: "Per la prima volta cominciamo a vedere i segni delle guerre sui corpi di chi arriva"
ROMA - Almeno 20 migranti che cercavano di raggiungere l'Europa sono annegati oggi nel Mediterraneo, al largo delle coste della Libia. A renderlo noto è Darrin Zammit Lupi, fotografo dell'agenzia Reuters imbarcato sulla nave di salvataggio Phoenix con l'equipaggio della Moas, una organizzazione non governativa con sede a Malta, che ha riferito di aver visto i corpi durante l'operazione di soccorso a un'imbarcazione.
In mattinata, la stessa Moas ha diffuso un comunicato segnalando di aver recuperato e assistito nel giro di 24 ore - a partire dalla mattina di sabato - oltre 1.500 persone a bordo di 9 natanti, compresi 7 gommoni e due barche di legno. "Donne, bambini e casi medici hanno avuto la precedenza, con 453 persone che sono state portate in sicurezza a bordo della Phoenix. Quando è stata raggiunta la massima capacità, giubbotti di salvataggio, disposizioni di base e supervisione sono stati forniti nelle ore successive alle oltre mill…
In mattinata, la stessa Moas ha diffuso un comunicato segnalando di aver recuperato e assistito nel giro di 24 ore - a partire dalla mattina di sabato - oltre 1.500 persone a bordo di 9 natanti, compresi 7 gommoni e due barche di legno. "Donne, bambini e casi medici hanno avuto la precedenza, con 453 persone che sono state portate in sicurezza a bordo della Phoenix. Quando è stata raggiunta la massima capacità, giubbotti di salvataggio, disposizioni di base e supervisione sono stati forniti nelle ore successive alle oltre mill…
ROMA - Almeno 20 migranti che cercavano di raggiungere l'Europa sono annegati oggi nel Mediterraneo, al largo delle coste della Libia. A renderlo noto è Darrin Zammit Lupi, fotografo dell'agenzia Reuters imbarcato sulla nave di salvataggio Phoenix con l'equipaggio della Moas, una organizzazione non governativa con sede a Malta, che ha riferito di aver visto i corpi durante l'operazione di soccorso a un'imbarcazione.
In mattinata, la stessa Moas ha diffuso un comunicato segnalando di aver recuperato e assistito nel giro di 24 ore - a partire dalla mattina di sabato - oltre 1.500 persone a bordo di 9 natanti, compresi 7 gommoni e due barche di legno. "Donne, bambini e casi medici hanno avuto la precedenza, con 453 persone che sono state portate in sicurezza a bordo della Phoenix. Quando è stata raggiunta la massima capacità, giubbotti di salvataggio, disposizioni di base e supervisione sono stati forniti nelle ore successive alle oltre mille persone che sono rimaste bloccate sulle carrette del mare", si legge nella nota pubblicata dalla Ong.
In totale ieri sono state salvate 4.500 persone che cercavano di giungere sulle coste italiane in 33 interventi ed una nave di Medici senza frontiere è giunta in Calabria con 649 migranti a bordo. "Sono migranti - ha raccontato Michele Trainiti, responsabile del soccorso e della ricerca in mare di Medici senza frontiere - che abbiamo salvato due giorni fa, a Nord delle coste della Libia. Molti di loro presentavano segni di tortura e delle sofferenze subite in Libia o durante il tragitto. Per la prima volta cominciamo a vedere anche i segni delle guerre: feriti da arma da fuoco e segni di maltrattamenti e torture".
In mattinata, la stessa Moas ha diffuso un comunicato segnalando di aver recuperato e assistito nel giro di 24 ore - a partire dalla mattina di sabato - oltre 1.500 persone a bordo di 9 natanti, compresi 7 gommoni e due barche di legno. "Donne, bambini e casi medici hanno avuto la precedenza, con 453 persone che sono state portate in sicurezza a bordo della Phoenix. Quando è stata raggiunta la massima capacità, giubbotti di salvataggio, disposizioni di base e supervisione sono stati forniti nelle ore successive alle oltre mille persone che sono rimaste bloccate sulle carrette del mare", si legge nella nota pubblicata dalla Ong.
In totale ieri sono state salvate 4.500 persone che cercavano di giungere sulle coste italiane in 33 interventi ed una nave di Medici senza frontiere è giunta in Calabria con 649 migranti a bordo. "Sono migranti - ha raccontato Michele Trainiti, responsabile del soccorso e della ricerca in mare di Medici senza frontiere - che abbiamo salvato due giorni fa, a Nord delle coste della Libia. Molti di loro presentavano segni di tortura e delle sofferenze subite in Libia o durante il tragitto. Per la prima volta cominciamo a vedere anche i segni delle guerre: feriti da arma da fuoco e segni di maltrattamenti e torture".