Laura Vassali ha 72 improbabili anni e un “marito meraviglioso”. Giorni sereni, un rapporto speciale così lontano dalle storie che ascolta tutti i giorni dietro al centralino di Telefono Rosa, (0637518282) la prima linea di aiuto nata nell’88 a Roma per aiutare le donne in difficolta, vittime di compagni violenti, dove operano settanta volontarie che ricevono un migliaio di chiamate l’anno.
“Non sono mai stata con le mani in mano, non ne sono capace. Tra le tante cose ho raccolto fondi per le figlie delle donne che raccolgono spazzatura a Calcutta per farle studiare”. Poi da dodici anni è arrivato questo impegno, più diretto, ancora più coinvolgente “perché qui non senti solo voci anonime, qui le donne che chiedono aiuto poi le conosci, le vedi arrivare con i bambini impauriti, gli occhi pieni di terrore. Storie che restano impresse come lo stupore provato davanti a famiglie che si disinteressano, non alzano il dito davanti a certe aggressioni, il dolore quando guardi queste donne fisicamente e psicologicamente annientate”. E i piccoli che alle sette si buttavano sotto il tavolo del centro perché a quell’ora normalmente rientrava il padre violento. Riflesso condizionato.
La soddisfazione per lei è vederle pian piano rialzarsi, grazie all’aiuto che il centro da mettendole in gradi di riqualificarsi, trovare un lavoro, un casa dove vivere senza timori. “anche perché la sensazione è di ricevere più di quello che si da a chi chiama. Le telefonate, le storie, i volti di questi anni me li ricordo tutti. Una mi è rimasta impressa. Una giovane che ha deciso di denunciare il compagno che la picchiava da tanto tempo solo quando ha visto il figlio di quattro anni mettersi in mezzo tra lei e quell’uomo grande, grosso adulto per proteggerla”.