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Regeni, su Rai Tre il docufilm di Repubblica

Stasera da Bianca Berlinguer si discuterà del dramma del ricercatore torturato e ucciso in Egitto. Realizzato da Giuliano Foschini e Carlo Bonini, è un atto d’accusa per immagini contro gli apparati di sicurezza. Il messaggio di Saviano
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ROMA. La puntata di #cartabianca, in onda ogni martedì su Rai3, si sposterà eccezionalmente oggi, giovedì, alle 21.20, con una serata evento dedicata a Giulio Regeni. Bianca Berlinguer ne discuterà con gli ospiti in studio a partire dal docufilm lungo 52 minuti (intitolato “Nove giorni al Cairo”: un atto d’accusa nei confronti delle autorità egiziane) realizzato dai giornalisti di Repubblica, Carlo Bonini e Giuliano Foschini. Il documentario ricostruisce la vicenda cercando di metterne in evidenza i lati ancora oscuri e le molte contraddizioni delle autorità egiziane. Emergono con chiarezza le responsabilità della National Security, il servizio segreto interno egiziano. La Rai, nello spirito migliore del servizio pubblico, ha voluto dedicare un serata speciale al caso Regeni perchè non venga dimenticato e si possa arrivare presto alla verità.

Il 3 febbraio del 2016, alla periferia del Cairo, nel quartier…
ROMA. La puntata di #cartabianca, in onda ogni martedì su Rai3, si sposterà eccezionalmente oggi, giovedì, alle 21.20, con una serata evento dedicata a Giulio Regeni. Bianca Berlinguer ne discuterà con gli ospiti in studio a partire dal docufilm lungo 52 minuti (intitolato “Nove giorni al Cairo”: un atto d’accusa nei confronti delle autorità egiziane) realizzato dai giornalisti di Repubblica, Carlo Bonini e Giuliano Foschini. Il documentario ricostruisce la vicenda cercando di metterne in evidenza i lati ancora oscuri e le molte contraddizioni delle autorità egiziane. Emergono con chiarezza le responsabilità della National Security, il servizio segreto interno egiziano. La Rai, nello spirito migliore del servizio pubblico, ha voluto dedicare un serata speciale al caso Regeni perchè non venga dimenticato e si possa arrivare presto alla verità.

Il 3 febbraio del 2016, alla periferia del Cairo, nel quartiere 6 Ottobre, sul ciglio della superstrada per Alessandria di Egitto viene ritrovato il corpo senza vita di un uomo. Quel corpo ha le stimmate di indicibili torture. È una lavagna dell’orrore. Quel corpo ha un nome. Giulio Regeni, giovane ricercatore italiano, scomparso nove giorni prima. La cronaca di un sequestro e di un omicidio carichi ancora di risvolti oscuri, ma che con evidenza indicano il coinvolgimento degli apparati di sicurezza del Regime egiziano si fa narrazione attraverso le voci, le testimonianze, il punto di vista dei protagonisti di questa storia. I genitori di Giulio, l’allora ambasciatore italiano al Cairo, il medico legale incaricato dell’autopsia di Giulio, gli investigatori. In un intreccio di diversi piani temporali e soggettive, i testimoni di questa vicenda ci portano nelle strade del Cairo, negli ultimi nove giorni della vita di Giulio Regeni. Per un racconto che si compie tutto nella notte, in un’atmosfera buia che ha al centro due domande: chi era Giulio Regeni e perché è stato ucciso?

Di quanto accaduto al Cairo tra il 25 gennaio e il 3 febbraio 2016 si conoscono oggi sufficienti circostanze che consentono di documentare, al di là di ogni ragionevole dubbio, il pieno coinvolgimento nella fine di Giulio Regeni di appartenenti agli apparati di sicurezza egiziani. Di più: il pieno e consapevole depistaggio della ricerca della verità di almeno uno dei due uomini forti del Regime, il ministro dell’Interno, Abdel Ghaffar, autorità politica cui fa capo l’ubiquo servizio segreto interno egiziano, la National security. Le mosse dilatorie del Regime di Al Sisi, le sue menzogne, cominciate nell’immediatezza del ritrovamento del corpo di Giulio, e da quel momento proseguono.

Il lavoro di ricerche di Repubblica, durato oltre due mesi, ha deciso di rimettere insieme i frammenti di questa vicenda. Il tutto per dare un senso, una logica, dunque una sequenza non meramente cronologica a questa tragedia. E per dimostrare che le autorità egiziane sulla vicenda hanno risposto con un “muro di sabbia”. Per descrivere la trama di questo giallo internazionale, era necessario, per la prima volta, uno sforzo multimultimediale. Un giornalismo che tenesse insieme l’immagine e la parola. Repubblica Tv, insieme a 42° Parallelo, ha per questo realizzato il docufilm di 52 minuti.

Uno sforzo rilanciato da Roberto Saviano, che sulla sua pagina Facebook invita a vederlo e conclude: "Questa sera chi tra noi vedrà lo speciale di #Cartabianca dedicato a Giulio Regeni si domanderà con quale autorità l'Italia chieda verità all'estero quando non è in grado di pretendere e ottenere verità in patria. Fino a quando non introdurrà un vero reato di tortura, l'Italia non avrà alcuna autorità politica e morale per chiedere all'Egitto #veritapergiulioregeni".