SONO OLTRE 13mila i sardi dell'Ogliastra, una delle zone con il maggior numero di centenari al mondo, che nei primi anni Duemila donarono campioni di sangue alla SharDna spa. Una banca dati, fondata da Renato Soru, che raccoglieva informazioni sul patrimonio genetico di questa parte della popolazione al fine di scoprirne il segreto della longevità e studiare le cause genetiche delle malattie. Un anno fa, la società in fallimento e la banca dati vennero vendute alla società inglese Tiziana life sciences. Ma adesso, circa 2.500 dei donatori che parteciparono al progetto chiedono la restituzione dei campioni per timore che i loro dati genetici vengano venduti e usati all'estero.
I donatori, residenti nella zona più interna della Sardegna, hanno vissuto per secoli in assoluto isolamento, conservando un patrimonio genetico "immune" all'incontro con sangue diverso. Fin da subito hanno avviato una battaglia per chiedere chiarezza sull'utilizzo dei dati e sulle ricadute lavorative sul territorio. E si sono riuniti in un'associazione, presieduta dal dottor Flavio Cabitza, per ottenere indietro i loro campioni.
L'associazione ha chiesto il sostegno della Regione, tramite una mozione presentata in Consiglio regionale dal Psd'Az, primo firmatario il capogruppo Angelo Carta, seguito da esponenti di La Base, Uds, Udc e Rossomori.
"La Giunta regionale intervenga a tutela del diritto dei sardi a essere padroni del loro stesso sangue", esorta Carta, denunciando l'immobilismo dell'istituzione nonostante il 27 luglio scorso in Aula siano stati approvati due ordini del giorno che impegnavano a riportare in Sardegna la proprietà della banca dati. "C'è stata una svendita del patrimonio genetico degli ogliastrini e uno scippo per tutti coloro che avevano dato il consenso per la raccolta dei dati per la ricerca scientifica".
La mozione chiede al presidente della Regione Francesco Pigliaru e all'assessore al Bilancio Raffaele Paci di spiegare "una volta per tutte in Consiglio cosa sta succedendo e quali sono gli attori in campo di questa vicenda". Al momento, i 13mila campioni di sangue sono custoditi dal parco genetico d'Ogliastra a Perdasefogu, in provincia di Cagliari.
Alcuni donatori ogliastrini hanno anche inoltrato a Tiziana life sciences e Cnr la richiesta di restituire i dati, dopo aver invano sollecitato incontri. Se non arriverà alcuna risposta, l'associazione ha fatto sapere che si rivolgerà al Garante della privacy, che ha già intimato alla nuova proprietà il blocco totale del codice ogliastrino.
Per il dottor Cabitza i cittadini hanno il diritto "che il nostro sangue venga studiato qui in Sardegna e che quest'attività si traduca in vantaggi per il territorio, anche in termine di occcupazione". Il patrimonio genetico dei donatori dell'Ogliastra, ha aggiunto, "non è economicamente quantificabile. Tiziana life sciences finora non ci ha mai chiesto il consenso per l'uso dei campioni. I cittadini non sono in vendita".
I donatori, residenti nella zona più interna della Sardegna, hanno vissuto per secoli in assoluto isolamento, conservando un patrimonio genetico "immune" all'incontro con sangue diverso. Fin da subito hanno avviato una battaglia per chiedere chiarezza sull'utilizzo dei dati e sulle ricadute lavorative sul territorio. E si sono riuniti in un'associazione, presieduta dal dottor Flavio Cabitza, per ottenere indietro i loro campioni.
L'associazione ha chiesto il sostegno della Regione, tramite una mozione presentata in Consiglio regionale dal Psd'Az, primo firmatario il capogruppo Angelo Carta, seguito da esponenti di La Base, Uds, Udc e Rossomori.
"La Giunta regionale intervenga a tutela del diritto dei sardi a essere padroni del loro stesso sangue", esorta Carta, denunciando l'immobilismo dell'istituzione nonostante il 27 luglio scorso in Aula siano stati approvati due ordini del giorno che impegnavano a riportare in Sardegna la proprietà della banca dati. "C'è stata una svendita del patrimonio genetico degli ogliastrini e uno scippo per tutti coloro che avevano dato il consenso per la raccolta dei dati per la ricerca scientifica".
La mozione chiede al presidente della Regione Francesco Pigliaru e all'assessore al Bilancio Raffaele Paci di spiegare "una volta per tutte in Consiglio cosa sta succedendo e quali sono gli attori in campo di questa vicenda". Al momento, i 13mila campioni di sangue sono custoditi dal parco genetico d'Ogliastra a Perdasefogu, in provincia di Cagliari.
Alcuni donatori ogliastrini hanno anche inoltrato a Tiziana life sciences e Cnr la richiesta di restituire i dati, dopo aver invano sollecitato incontri. Se non arriverà alcuna risposta, l'associazione ha fatto sapere che si rivolgerà al Garante della privacy, che ha già intimato alla nuova proprietà il blocco totale del codice ogliastrino.
Per il dottor Cabitza i cittadini hanno il diritto "che il nostro sangue venga studiato qui in Sardegna e che quest'attività si traduca in vantaggi per il territorio, anche in termine di occcupazione". Il patrimonio genetico dei donatori dell'Ogliastra, ha aggiunto, "non è economicamente quantificabile. Tiziana life sciences finora non ci ha mai chiesto il consenso per l'uso dei campioni. I cittadini non sono in vendita".