Cnr, attesa tra i ricercatori precari per riunione della Consulta dei presidenti
Il presidente Inguscio incontra e rassicura i 400 ricercatori in protesta martedì di fronte alla sede dell'Ente: "Tema sarà oggetto del prossimo incontro". Uil Rua: "Storia di ordinaria ingiustizia da risolvere subito"
La stabilizzazione dei ricercatori e del personale amministrativo precario del Cnr è sul tavolo della Consulta dei presidenti degli Enti pubblici di ricerca. E sarà "specifico oggetto della prossima riunione". Ad assicurarlo il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Massimo Inguscio, che martedì ha incontrato gli oltre 400 manifestanti riuniti in protesta di fronte alla sede dell'Ente. Cresce dunque l'attesa per il prossimo incontro della Consulta, nella speranza che si possa risolvere una situazione di precariato diventata negli anni sempre più insostenibile.
Su un totale di 8400 dipendenti, il Cnr conta infatti circa 1550 contratti a tempo determinato, oltre a 2mila assegnisti. Una "storia di ordinaria ingiustizia", secondo la Uil Rua, che ha partecipato alla manifestazione, "che va risolta immediatamente: pena la paralisi del più grande Ente pubblico di ricerca del nostro Paese". La mancanza di ri…
Su un totale di 8400 dipendenti, il Cnr conta infatti circa 1550 contratti a tempo determinato, oltre a 2mila assegnisti. Una "storia di ordinaria ingiustizia", secondo la Uil Rua, che ha partecipato alla manifestazione, "che va risolta immediatamente: pena la paralisi del più grande Ente pubblico di ricerca del nostro Paese". La mancanza di ri…
La stabilizzazione dei ricercatori e del personale amministrativo precario del Cnr è sul tavolo della Consulta dei presidenti degli Enti pubblici di ricerca. E sarà "specifico oggetto della prossima riunione". Ad assicurarlo il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Massimo Inguscio, che martedì ha incontrato gli oltre 400 manifestanti riuniti in protesta di fronte alla sede dell'Ente. Cresce dunque l'attesa per il prossimo incontro della Consulta, nella speranza che si possa risolvere una situazione di precariato diventata negli anni sempre più insostenibile.
Su un totale di 8400 dipendenti, il Cnr conta infatti circa 1550 contratti a tempo determinato, oltre a 2mila assegnisti. Una "storia di ordinaria ingiustizia", secondo la Uil Rua, che ha partecipato alla manifestazione, "che va risolta immediatamente: pena la paralisi del più grande Ente pubblico di ricerca del nostro Paese". La mancanza di risorse adeguate è "il primo passo verso un processo inarrestabile di silenzioso e colpevole smantellamento della ricerca pubblica", ha dichiarato Sonia Ostrica, segretario generale del sindacato.
Quello di Inguscio è stato un segnale di apertura ai manifestanti: "La recente riforma Madia, la consapevole attenzione della ministra Fedeli e del governo offrono degli indirizzi per la soluzione concreta del tema del precariato dei ricercatori pubblici, di cui si sta tenendo conto nella stesura del nuovo impegnativo piano triennale del Cnr", ha aggiunto il presidente Inguscio, che ha sottolineato come il reclutamento di nuovi ricercatori e la stabilizzazione dei precari siano "una politica di investimento prioritaria, e non una spesa, per il futuro del Paese".
Ma dopo anni di lotte, i sindacati continuano ad incalzare: "Se non saranno rese disponibili le risorse necessarie dagli Enti che possono stabilizzare, e conferiti nuovi finanziamenti a quelli che non possono farlo, anche la legge Madia rischia di restare solo inchiostro sulla carta", denuncia la Uil Rua, che era presente anche alla scorsa manifestazione dei precari del Cnr, che nel maggio scorso avevano celebrato una sorta di veglia funebre al grido: "Il governo sta uccidendo la ricerca pubblica".
Su un totale di 8400 dipendenti, il Cnr conta infatti circa 1550 contratti a tempo determinato, oltre a 2mila assegnisti. Una "storia di ordinaria ingiustizia", secondo la Uil Rua, che ha partecipato alla manifestazione, "che va risolta immediatamente: pena la paralisi del più grande Ente pubblico di ricerca del nostro Paese". La mancanza di risorse adeguate è "il primo passo verso un processo inarrestabile di silenzioso e colpevole smantellamento della ricerca pubblica", ha dichiarato Sonia Ostrica, segretario generale del sindacato.
Quello di Inguscio è stato un segnale di apertura ai manifestanti: "La recente riforma Madia, la consapevole attenzione della ministra Fedeli e del governo offrono degli indirizzi per la soluzione concreta del tema del precariato dei ricercatori pubblici, di cui si sta tenendo conto nella stesura del nuovo impegnativo piano triennale del Cnr", ha aggiunto il presidente Inguscio, che ha sottolineato come il reclutamento di nuovi ricercatori e la stabilizzazione dei precari siano "una politica di investimento prioritaria, e non una spesa, per il futuro del Paese".
Ma dopo anni di lotte, i sindacati continuano ad incalzare: "Se non saranno rese disponibili le risorse necessarie dagli Enti che possono stabilizzare, e conferiti nuovi finanziamenti a quelli che non possono farlo, anche la legge Madia rischia di restare solo inchiostro sulla carta", denuncia la Uil Rua, che era presente anche alla scorsa manifestazione dei precari del Cnr, che nel maggio scorso avevano celebrato una sorta di veglia funebre al grido: "Il governo sta uccidendo la ricerca pubblica".