Cronaca

Giuseppe Varani: "Mai cercato vendetta, volevo solo giustizia"

Il padre della vittima: "Mi dispiace ma non provo pietà per chi ha ridotto così mio figlio"

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ROMA. Giuseppe Varani accosta il furgone frigorifero di fronte a casa e scende. Si scusa per lo sbuffo d'aria bollente del motore e gesticolando mostra il tatuaggio sul polso: "Luca", il nome del figlio. Per il papà della vittima del massacro del Collatino il tempo sembra essersi cristallizzato: "Sapesse quello che abbiamo passato, da perdere il sonno e la ragione. Un tormento, non c'è più la vita che c'era prima e non tornerà". La notizia di ieri, il suicidio in cella di uno degli assassini del suo ragazzo, è solo l'ennesima pagina buia di una storia orribile: "Mi dispiace per la sua famiglia. Io non chiedevo vendetta, ma giustizia. Scrivetelo".

Come ha saputo di Marco Prato?
"Mi ha chiamato mia moglie. Si è sentita male dopo avermi telefonato. Poi hanno iniziato a chiamarmi tutti".

E che effetto le ha fatto? Domani (oggi, ndr) ci sarebbe stata la sua prima udienza.
"L'hanno rinviato due volte per lo sciopero dei legali. Prato? Una fine del genere non se la merita neanche il peggiore dei criminali. Ci volevano un processo e una pena giusta, nulla di più. Comunque per rispetto verso la sua famiglia abbiamo annullato la manifestazione di fronte al tribunale".

Un atto di compassione?
"No, come faccio ad averne? Posso averla per chi muore di fame, non per chi ha ridotto in quel modo mio figlio. I tagli in faccia, le mani rotte, la gola tagliata. Quella crudeltà io non la dimentico. Hanno deciso di uccidere e lo hanno fatto. Non fosse stato Luca, sarebbe stata un'altra persona. Troppo comodo dare la colpa alla droga".

Cosa si aspetta ora? A Manuel Foffo hanno dato 30 anni.
"In questa storia, da quella maledetta notte al processo, è mancata umanità. Quel ragazzo (Foffo, ndr) avrà degli sconti. Doveva esserci l'ergastolo. Se non ci sarà per l'orrore che ha vissuto mio figlio, devono eliminarlo per sempre. Difenderò Luca fino alla fine. Quei due lo hanno ucciso insieme. La colpa è di entrambi".