Cronaca

Siccità, Fondazione Barilla: "Italia al top per disponibilità d'acqua. Ma il consumo è flop"

Sono giorni di emergenza idrica. E si discute sull'efficienza della rete nazionale: siamo tra i più spreconi d'Europa. È moltissima l'acqua "invisibile" che perdiamo senza accorgercene, soprattutto nel cibo

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L'ITALIA è in ginocchio, soffocata da una delle stagioni più calde e asciutte degli ultimi due secoli. Afa e siccità hanno spinto le colonnine di mercurio fino ai 40 gradi; il governo ha dichiarato lo stato di emergenza per alcune zone della penisola. E si torna a discutere sull'efficienza del sistema idrico nazionale. Secondo i dati diffusi dalla Fondazione Barilla, l'Italia ha tanto da migliorare: siamo infatti tra i primi in Europa per quantità di acqua sprecata. Ma è tanta anche l'acqua "invisibile" che sprechiamo senza rendercene conto.

Secondo il Food sustainability index l'Italia è sesta al mondo per quantità di acqua a disposizione, ma a ciò non corrisponde un'oculata gestione delle risorse. In occasione della Giornata mondiale dell'acqua dell 22 marzo, la Fondazione Barilla center for food and nutrition ha pubblicato uno studio sul consumo italiano, che alla luce dell'ondata di caldo degli ultimi giorni diventa quanto mai attuale.

Uno spreco eccessivo. In media, il consumo pro capite al giorno di acqua in Italia è di 6.115 litri, il 25% in più rispetto alla media europea. Inoltre, la Fondazione denuncia anche una perdita di circa il 27% dell'acqua tra le fasi di prelievo e di effettiva erogazioni. Uno spreco che più o meno è equamente distribuito in tutto lo Stivale.

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L'impronta idrica. Nel considerare lo spreco idrico di un Paese non vanno contati solo i litri d'acqua utilizzati a scopi domestici, ma anche e soprattutto la quantità di acqua necessaria in tutte le fasi di produzione di un bene: l'impronta idrica. In Italia, l'89% del totale di questo indicatore è destinato a coprire le esigenze agricole. Un dato che conta anche il tipo di acqua utilizzato per l'irrigazione (se piovana o irrigua) e che ci proietta all'ultimo posto nel continente, con un valore di 2.232 metri cubi d'acqua dolce pro-capite l'anno. Ogni giorno, dunque, beviamo circa due litri d’acqua, ma senza accorgercene ne utilizziamo fino a 5mila litri solo per alimentarci.

Le scelte alimentari. Secondo il rapporto della Fondazione Barilla, le nostre scelte alimentari potrebbero abbassare, fino a 2000 litri pro capite, il nostro impatto idrico quotidiano. "Con un'impronta idrica tra le più elevate in Europa e nel mondo - spiega Marta Antonelli, Research programme manager della Fondazione - è fondamentale sensibilizzare sull'importanza delle nostre scelte individuali. Adottare la dieta mediterranea, privilegiare prodotti di stagione e seguire una dieta variegata e bilanciata, è il primo passo che ognuno di noi può compiere nella vita quotidiana per un più sostenibile consumo di risorse idriche".

I dati mondiali. La Terra contiene 1,4 chilometri cubi di acqua, ma solo lo 0,001% del totale è effettivamente disponibile per l'utilizzo dell'uomo. Il 70% del prelievo totale di acqua dolce è destinato all'irrigazione; l'industria ne consuma il 22%; solo l'8% è dedicato all'uso domestico. Ogni secondo, il pianeta consuma l'acqua necessaria a riempire 131 piscine olimpioniche, con un'impronta idrica media pro capite pari a 3.405 litri al giorno.