Cronaca

Catanzaro, ucciso in pieno centro con sei colpi di pistola

L'auto in cui è stato ucciso Gregorio Mezzatesta 
Gregorio Mezzatesta, incensurato, è stato freddato da un killer in moto mentre andava al lavoro. Forse una vendetta di 'ndrangheta per un duplice omicido commesso dal fratello dell'uomo in un bar di Decollatura nel gennaio 2013
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Sei colpi di arma da fuoco in pieno giorno, che bloccano il traffico del centro di Catanzaro. Un uomo cade a terra, una moto corre via veloce. È morto così Gregorio Mezzatesta, 50enne dipendente delle Ferrovie della Calabria, freddato questa mattina attorno alle 8 nei pressi dell’autostazione, dove di lì a poco avrebbe dovuto iniziare a lavorare. Il killer, che evidentemente conosceva le sue abitudini, lo ha atteso nei pressi e non ha rinunciato al suo piano di morte, nonostante Mezzatesta non fosse solo. Con lui, c'era un collega che ha assistito in diretta alla morte dell’uomo. Nessuno dei sei proiettili sparati dal killer ha colpito il testimone, ma per lui si è reso necessario l’intervento dei sanitari a causa dello shock.

Sul posto, sono immediatamente arrivati i carabinieri, insieme ai pm della Dda di Catanzaro, Paolo Petrolo e Vincenzo Capomolla. Mentre la scientifica procede in queste ore con i rilievi, gli investigatori stanno acquisendo tutti i filmati delle telecamere della zona per tentare di identificare il killer, o quanto meno per capire dove possa essere fuggito. Altri elementi si spera possano emergere dal racconto del testimone, che sarà sentito dai pm quando i sanitari lo riterranno in condizioni di parlare.

Nessuno si sbilancia al momento, ma quello di Mezzatesta appare un delitto di ‘ndrangheta. O meglio, una possibile vendetta di ‘ndrangheta. La vittima non sembra avesse precedenti, ma è il fratello di Domenico Mezzatesta, vigile urbano in pensione condannato all’ergastolo in primo e in secondo grado per aver ucciso due uomini, Francesco Iannazzo e Giovanni Vescio, all’interno di un bar di Decollatura nel gennaio 2013. Un delitto che all’epoca aveva fatto scalpore perché interamente ripreso dalle telecamere del locale, che hanno immortalato tutta la scena.

Nelle immagini, si vede il fratello dell’uomo ucciso questa mattina discutere animatamente con Iannazzo e Vescio, per poi estrarre la pistola e fare fuoco. Costituitosi dopo qualche mese di latitanza, l’uomo ha sempre sostenuto di aver perso la ragione a causa delle intimidazioni subite dai due, i quali per convincerlo a pagare 1500 euro di pizzo al mese avrebbero piazzato una bomba nei pressi della sua abitazione. Una spiegazione che non ha convinto né i pm, né i giudici, che hanno condannato Mezzatesta all’ergastolo per duplice omicidio aggravato dalla premeditazione.

Tuttavia, proprio in relazione alla contestazione dell’aggravante, Mezzatesta ha strappato un annullamento con rinvio in Cassazione, che potrebbe mettere in discussione la pena che gli è stata inflitta. Il nuovo processo non è ancora iniziato, ma per quei due morti – è una delle ipotesi  degli inquirenti – il tribunale della ‘ndrangheta potrebbe aver deciso di infliggere a Mezzatesta una pena forse ancor più dolorosa.