Caso Regeni, la sorella Irene protesta davanti a Cambridge: "Loro non parlano, allora io alzo la voce"
"Da Cambridge, dove le voci tentennano a farsi sentire, alzo più forte la mia". Poche parole ma sguardo duro e ostinato. Così Irene Regeni, sorella del ricercatore italiano ucciso in Egitto in circostanze ancora da chiarire, si è fotografata davanti all'Università di Cambridge, nel Regno Unito. Per la sua morte si chiede verità da 17 mesi, ma a non parlare sono ancora in tanti. Tra questi anche la prestigiosa università inglese, quella che mandò Giulio a svolgere delle ricerche al Cairo. Così, mentre in Piemonte si conclude la "Settimana per Giulio", una serie di eventi organizzati da Amnesty International per ricordare il giovane, Irene si presenta davanti alla sede dell'università con lo striscione "Verità per Giulio". Lo stesso che oggi è stato appeso anche sulla sede del Consiglio regionale del Piemonte e al Palazzo Civico di Torino. La battaglia continua.
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