Cronaca

Operazione clan Locride, indagata assessora Regione Calabria

Nominata in Giunta dal governatore Oliverio, Carmen Barbalace è accusata di abuso d'ufficio in concorso e truffa aggravata per il conseguimento delle erogazioni pubbliche

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REGGIO CALABRIA - C'è anche l'assessora regionale alle Attività produttive Carmen Barbalace tra i 291 indagati nell'ambito dell'inchiesta 'Mandamento', che ieri ha portato in carcere 116 persone accusate di far parte delle principali cosche della fascia jonica reggina.

Ex dirigente del settore agricoltura della Regione, Barbalace, nominata in giunta dal governatore Oliverio nell'estate del 2015, è accusata di abuso d'ufficio in concorso, truffa aggravata e truffa aggravata per il conseguimento delle erogazioni pubbliche. Il filone investigativo è quello della gigantesca truffa messa in piedi dai clan per appropriarsi dei fondi comunitari destinati all'agricoltura.  

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Per gli inquirenti, i finanziamenti erogati da Bruxelles sarebbero finiti in mano alla 'ndrangheta grazie a una serie di società intestate a prestanome e alla 'miopia' della Regione che distribuisce i finanziamenti. Per gli inquirenti, Barbalace avrebbe fatto passare la richiesta di finanziamento di un imprenditore agricolo  "senza rilevare le violazioni procedurali" e "senza verificare che la pratica fosse espletata secondo la legge".
 
L'indagine a carico di Barbalace pone anche un problema politico. Nel 2015 Oliverio aveva azzerato la sua prima "mini-giunta" in seguito alle indagini a carico degli assessori Carlo Guccione, Vincenzo Ciconte e Nino De Gaetano nell'ambito dell'inchiesta sulla Rimborsopoli calabrese, coordinata dalla Procura di Reggio Calabria. Quella bufera giudiziaria aveva spinto il governatore a formare l'esecutivo dei "professori". A distanza di due anni, uno dei sette assessori tecnici finisce in un'altra inchiesta per presunti abusi commessi nell'esercizio delle sue funzioni