SASSARI - Le aziende turistiche sarde che usufruiscono di contributi regionali per migliorie e riqualificazione non potranno accogliere migranti per i cinque anni successivi alla concessione dei finanziamenti. Pena la revoca con obbligo di restituzione. È passato mercoledì, con voto segreto in Consiglio regionale, un emendamento dell'opposizione al Testo Unico in materia di Turismo che ha indignato molti sardi e scatenato la reazione di membri della maggioranza, per i quali si tratta di "una legge che contiene un principio razzista e immorale".
Un'ora dopo l'approvazione con 27 voti a favore (tra i quali quelli di alcuni consiglieri della maggioranza) e 22 contro, il capogruppo Pd Paolo Cocco ha presentato una proposta per l'abrogazione e il presidente della Regione, il Pd Francesco Pigliaru, ha commentato: "La notizia è che oggi il Consiglio regionale ha approvato una legge che tutta la Sardegna del turismo aspettava da 33 anni. Finalmente abbiamo un Testo Unico che accorpa tante norme ed è adeguato ai tempi. Un emendamento frettoloso e approvato in modo improprio non va certo a rovinare tutto quello che c'è di buono: fin d'ora lavoriamo perché sia cancellato e sostituito".
Ma quanto accaduto è indicativo delle difficoltà della Giunta che nei giorni scorsi è stata criticata anche per la revisione della "Legge Soru" del 2004, sulle costruzioni a 300 metri dalla costa. Nel piano urbanistico allo studio c'è un adeguamento delle norme, che permetterebbero a strutture già esistenti interventi di miglioria con costruzioni quali centri benessere e palestre, ma all'interno di limiti di cubatura ben definiti.
Nel caso del testo sul turismo l'opposizione ha sfruttato i dissidi interni alla maggioranza e grazie al voto segreto ha scatenato i franchi tiratori, per "distinguere la vocazione turistica dalla semplice accoglienza" e dare "un chiaro segnale a chi ha scommesso sul turismo", come ha spiegato il primo firmatario dell'emendamento, Antonello Peru di Forza Italia.
E proprio sul promotore del testo anti accoglienza, ex vice presidente del Consiglio regionale della gestione Cappellacci, si concentrano le polemiche. Peru è rientrato nel Consiglio regionale della Sardegna lo scorso 10 luglio, a poco meno di un anno dall'arresto, poi commutato nei domiciliari, nell'ambito della maxi inchiesta sugli appalti pubblici nell'Isola, ribattezzata Sindacopoli. Lo scorso 7 luglio, il pm di Oristano, Armando Mammone, ha chiesto il rinvio a giudizio per 44 indagati, tra i quali Peru, che dovranno rispondere di una serie di reati che vanno dalla associazione a delinquere alla turbata libertà degli appalti e del procedimento di scelta del contraente.
Un'ora dopo l'approvazione con 27 voti a favore (tra i quali quelli di alcuni consiglieri della maggioranza) e 22 contro, il capogruppo Pd Paolo Cocco ha presentato una proposta per l'abrogazione e il presidente della Regione, il Pd Francesco Pigliaru, ha commentato: "La notizia è che oggi il Consiglio regionale ha approvato una legge che tutta la Sardegna del turismo aspettava da 33 anni. Finalmente abbiamo un Testo Unico che accorpa tante norme ed è adeguato ai tempi. Un emendamento frettoloso e approvato in modo improprio non va certo a rovinare tutto quello che c'è di buono: fin d'ora lavoriamo perché sia cancellato e sostituito".
Ma quanto accaduto è indicativo delle difficoltà della Giunta che nei giorni scorsi è stata criticata anche per la revisione della "Legge Soru" del 2004, sulle costruzioni a 300 metri dalla costa. Nel piano urbanistico allo studio c'è un adeguamento delle norme, che permetterebbero a strutture già esistenti interventi di miglioria con costruzioni quali centri benessere e palestre, ma all'interno di limiti di cubatura ben definiti.
Nel caso del testo sul turismo l'opposizione ha sfruttato i dissidi interni alla maggioranza e grazie al voto segreto ha scatenato i franchi tiratori, per "distinguere la vocazione turistica dalla semplice accoglienza" e dare "un chiaro segnale a chi ha scommesso sul turismo", come ha spiegato il primo firmatario dell'emendamento, Antonello Peru di Forza Italia.
E proprio sul promotore del testo anti accoglienza, ex vice presidente del Consiglio regionale della gestione Cappellacci, si concentrano le polemiche. Peru è rientrato nel Consiglio regionale della Sardegna lo scorso 10 luglio, a poco meno di un anno dall'arresto, poi commutato nei domiciliari, nell'ambito della maxi inchiesta sugli appalti pubblici nell'Isola, ribattezzata Sindacopoli. Lo scorso 7 luglio, il pm di Oristano, Armando Mammone, ha chiesto il rinvio a giudizio per 44 indagati, tra i quali Peru, che dovranno rispondere di una serie di reati che vanno dalla associazione a delinquere alla turbata libertà degli appalti e del procedimento di scelta del contraente.