Cronaca

Reggio Calabria, nuove minacce di morte al sindaco Falcomatà: "Ne arrivano tante, clima pericoloso"

Un foglio incastrato tra le inferriate delle finestre del comune fa riferimento alla crisi idrica. Il primo cittadino, a cui già da tempo è stato alzato il livello di vigilanza: "O sono degli sprovveduti o si sentono intoccabili"

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"Falcomatà ridacci l'acqua o sei un uomo morto". Così recita l'ultimo messaggio minatorio arrivato al sindaco di Reggio Calabria. Mani anonime lo hanno tracciato su un foglio malamente strappato ad un quadernone a righe, marcando bene a penna ognuna delle lettere, per poi incastrarlo dietro le inferriate che proteggono le finestre del primo piano degli uffici del Comune. "Non è la prima volta che arrivano messaggi di questo genere. Ormai lettere e biglietti con minacce più o meno gravi arrivano con cadenza quasi regolare" dice il sindaco. Ma l'ultima, "è differente e forse per certi versi più preoccupante perché c'è un assurdo riferimento ad una situazione specifica e strutturale" ragiona Falcomatà. "Sembra quasi che qualcuno creda o voglia far credere che la responsabilità della crisi idrica che affligge la nostra città, come molte altre città d'Italia, sia del sindaco. Come se io chiudessi deliberatamente gli acquedotti - dice quasi stupito - Questo dà il metro del clima che si respira in città e che potrebbe diventare pericoloso".

A Roma per motivi istituzionali, Falcomatà non ha ancora avuto modo di parlare con gli investigatori. A denunciare l'accaduto è stata la segreteria generale che ha anche consegnato alla Digos anche il nastro della telecamera che ha ripreso l'intera scena e potrebbe aiutare ad individuare chi ha scritto o lasciato quel messaggio. "O sono degli sprovveduti - commenta Falcomatà - o si sentono intoccabili. In ogni caso, attendiamo l'esito dell'indagine". Che non è la prima, aggiunge, e probabilmente non sarà l'ultima. Fin dall'inizio del suo mandato, circa tre anni fa,  il sindaco ha ricevuto minacce più o meno gravi. "Ne sono arrivate di generiche e di molto personali, sia dirette a me, sia a mia moglie e al piccolo. Alcune, forse quelle più inquietanti, contenevano riferimenti precisi al mio indirizzo di casa, sia quella in cui vivo adesso, sia la precedente, a quello di casa di mia madre, all'auto che usiamo". Informazioni fin troppo dettagliate, che nel tempo hanno indotto le autorità ad alzare il livello di vigilanza attorno al sindaco e alla sua famiglia. Agli accurati giri di controllo che regolarmente le pattuglie effettuano nei pressi della sua abitazione, di recente è stato ritenuto opportuno predisporre un sistema di videosorveglianza. Misure di sicurezza di cui Falcomatà parla quasi con naturalezza, come se fosse - dice - "tristemente fisiologico" per chi riveste la carica di sindaco a certe latitudini. "Non sono queste le cose che possono fermarci", afferma.

In mattinata, al sindaco è arrivata via twitter la solidarietà del segretario del Pd calabrese, Ernesto Magorno, che cinguetta "La nostra vicinanza a @g_falcomata. Le minacce ricevute non fermeranno il tuo impegno. #Noncipieghiamo".