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I giovani sono convinti: "Sarà un mondo migliore solo se partecipiamo"

Alcuni cittadini di Roma che hanno pulito la ciclabile lungo il Tevere 
Uno studio sul concetto della Pubblica utilità, a cui viene dedicato un festival a Imola. E dai risultati gli adulti sono meno inclini a 'rimboccarsi le maniche'. Ecco alcuni esempi e storie da raccontare
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ROMA - Testimonianze, storie, progetti già avviati, idee per il futuro: "Basta essere passivi e limitarsi alle lamentele, è il momento di investire del nostro tempo per la collettività smettendo di pensarci solo come fruitori di servizi che paghiamo". E' questo il senso e l'obiettivo del primo Festival di Pubblica Utilità, un incontro - oggi, 20 ottobre, a Imola - per approfondire il concetto di "pubblica utilità" e le sue declinazioni nella pratica

Cosa significa fare del bene? In che modo si può aiutare la propria comunità? Chi può farlo e in quale misura? Con le abitudini che si sono adattate al periodo della crisi, con molte amministrazioni che tagliano e cuciono fondi per cercare di garantire i servizi rispettando i bilanci, anche il ruolo del cittadino sta cambiando. Che faccia parte della macchina dello Stato, che sia proprietario di un'attività privata o che si tratti un volontario,…
ROMA - Testimonianze, storie, progetti già avviati, idee per il futuro: "Basta essere passivi e limitarsi alle lamentele, è il momento di investire del nostro tempo per la collettività smettendo di pensarci solo come fruitori di servizi che paghiamo". E' questo il senso e l'obiettivo del primo Festival di Pubblica Utilità, un incontro - oggi, 20 ottobre, a Imola - per approfondire il concetto di "pubblica utilità" e le sue declinazioni nella pratica

Cosa significa fare del bene? In che modo si può aiutare la propria comunità? Chi può farlo e in quale misura? Con le abitudini che si sono adattate al periodo della crisi, con molte amministrazioni che tagliano e cuciono fondi per cercare di garantire i servizi rispettando i bilanci, anche il ruolo del cittadino sta cambiando. Che faccia parte della macchina dello Stato, che sia proprietario di un'attività privata o che si tratti un volontario, vivere meglio è un obiettivo perseguito da tutti. 

Ma spesso quello di pubblica utilità è un concetto confuso con i servizi che le istituzioni erogano: la Rai, le Poste, gli autobus. Si tratta invece di due parole che accomunano le realtà, qualunque esse siano, che investono tempo e denaro affinché tutti possano trarne un vantaggio o un miglioramento nella propria quotidianità. È questa la definizione che il 74 per cento del campione - intervistato da Ipsos proprio per il Festival - dà di "pubblica utilità". Per il 14% si tratta dei servizi che lo Stato deve fornire. 
• GIOVANI VOLENTEROSI
Dal rapporto che il dibattito - organizzato dal direttore di Rai Radio 3 Marino Sinibaldi e dal Comune di Imola - emerge come il 40 per cento degli italiani intervistati tra Milano, Verona, Padova, Roma e Bari si dicano pronti a partecipare attivamente a progetti di pubblica utilità, anche semplici. Percentuale che cresce fino al 58% tra gli under 30, pronti a prendere in mano palette, scope e pennelli per migliorare i giardini, le strade e gli edifici del proprio quartiere.

Influiscono probabilmente una maggiore elasticità mentale e le esperienze di studio all'estero, dove attività simili sono molto praticate. L'altro 60 per cento degli intervistati, invece, dice di pagare le tasse con regolarità e di pretendere dunque i servizi che gli spettano.   
• LA SALUTE PRIMA DI TUTTO
Il centro di studi diretto da Nando Pagnoncelli ha chiesto quali siano i settori, gestiti dallo Stato, che più necessitano di un sostegno esterno. La sanità è di gran lunga l'ambito più indicato. Il 63 per cento degli intervistati ritiene che cure domicilairi, assistenza agli anziani e servizi alla persona possano aiutare molte famiglie che vivono situazioni difficili. Come prima scelta seguono molto distaccati la sicurezza al 9 per cento e l'istruzione all'8.

La tutela del territorio e dell'ambiente si ferma a 6 punti percentuali. Da un servizio 'volontario', chi ne dovrà usufruire, si aspetta in primis un contributo godibile da tutti ed efficienza (14%), brevi tempi di attesa e facilità di accesso (12%), professionalità (10%) e competenza del personale (9%).
• PRIVATO, PUBBLICO, TERZO SETTORE
Dal sondaggio emergono anche le peculiarità che gli utenti si aspettano se un servizio viene fornito dal pubblico, da un privato o gestito da associazioni del terzo settore. Si ricorre a privati per avere risultati in tempi rapidi (50%), per assicurarsi prestazioni di professionisti (48%) e per usufruire di tecnologie all'avanguardia (48%).

Ricorrere al pubblico, oltre che per una questione di principio (38%) garantisce per il 37 per cento degli intervistati un buon rapporto tra qualità e prezzo. Una persona su tre si affida allo Stato perché sicura che la qualità del servizio venga sempre certificata da enti esterni.

Dall'operato dei volontari ci si aspetta di rafforzare i legami sociali (25%), di trovare persone che abbiano spirito collaborativo (17%) e che riescano a migliorare la situazione di partenza (17%).  
• VENTI ESEMPI DA SEGUIRE
Un rapporto di Symbola, la fondazione per le qualità presieduta dal deputato del Pd Ermete Realacci, racconta venti di storie di realtà del nostro Paese in cui l'impegno di alcune persone ha fatto la differenza per un'intera comunità. Ci sono esempi di aziende che hanno costruito strutture e fornito servizi per le città in cui hanno i propri stabilimenti, come la Ferrero ad Alba.

Vengono menzionate cooperative di cittadini, che in accordo con le amministrazioni locali, hanno migliorato un servizio statale o lo hanno preso in gestione, come la comunità di Melpignano per elettricità e gas o il progetto di Via Padova 36 per dare un tetto a chi non ce l'ha. Oltre ai più famosi Fai e Refugees Welcome, si riportano le esperienze di infermieri che curano gli anziani nelle proprie case di montagna e progetti a sostegno dei disabili.
 
Molti di questi progetti sono presentati anche al Festival che si tiene all'autodromo "Enzo e Dino Ferrari" di Imola. Tra gli ospiti i ministri Luca Lotti e Marianna Madia, la presidente della Rai Monica Maggioni, il sindaco della città Daniele Manca, l'archistar Mario Cucinella, il presidente di Legambiente Rossella Muroni e gli sportivi Mario Berruto, Danilo Oppedisano e Stefano Soro.