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Sms solidali impossibili con i nuovi contratti telefonici

La Fondazione Telethon segnala un calo nelle donazioni da telefonino, mentre continuano quelle da telefono fisso: non è colpa degli italiani meno generosi, ma del meccanismo dei contratti a cifra fissa che escludono erogazioni a terzi
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ROMA. Il messaggio arriva dritto al cuore, quello grande degli italiani che non smettono di fare donazioni anche in tempo di crisi, e le dita scorrono veloci sulla tastiera del telefonino per mandare l’sms solidale. Ma il sistema viene usato sempre meno. E talvolta anche se utilizzato non va a buon fine: nessun illecito, nessun malfunzionamento, la colpa, se di colpa si può parlare, sta soltanto nella nuova e variegata offerta dei piani tariffari telefonici.

Il problema è che i cambiamenti nel settore della telefonia (in cui i messaggi di testo sono sempre meno usati) rischiano di mettere in difficoltà le organizzazioni non profit che avevano fatto affidamento sulla facilità con cui si può donare con lo smartphone. L’allarme arriva dalla fondazione Telethon, che dal 2013 al 2016 ha registrato un milione e 700mila euro in meno di donazioni da raccolta telefonica attraverso gli sms. «Non si tratta di un calo di fiducia nelle nostre c…
ROMA. Il messaggio arriva dritto al cuore, quello grande degli italiani che non smettono di fare donazioni anche in tempo di crisi, e le dita scorrono veloci sulla tastiera del telefonino per mandare l’sms solidale. Ma il sistema viene usato sempre meno. E talvolta anche se utilizzato non va a buon fine: nessun illecito, nessun malfunzionamento, la colpa, se di colpa si può parlare, sta soltanto nella nuova e variegata offerta dei piani tariffari telefonici.

Il problema è che i cambiamenti nel settore della telefonia (in cui i messaggi di testo sono sempre meno usati) rischiano di mettere in difficoltà le organizzazioni non profit che avevano fatto affidamento sulla facilità con cui si può donare con lo smartphone. L’allarme arriva dalla fondazione Telethon, che dal 2013 al 2016 ha registrato un milione e 700mila euro in meno di donazioni da raccolta telefonica attraverso gli sms. «Non si tratta di un calo di fiducia nelle nostre campagne o nello strumento delle donazioni via telefono di per sé — osserva Federica Pasinelli, direttore generale della Fondazione, che si occupa di finanziare i migliori ricercatori e istituti in Italia — perché al calo degli sms non corrisponde una diminuzione delle donazioni da telefono fisso».

A causare il calo è una questione più strutturale. «I contratti di telefonia, basati ormai in buona parte su schede prepagate a cifra fissa, consentono sms illimitati dai quali sono però escluse erogazioni a terzi». In effetti, andando a spulciare sulle clausole dei contratti di alcuni piani tariffari con sms illimitati, alcune compagnie indicano con chiarezza che sono esclusi «gli sms verso le numerazioni in decade 1,4, 8», ossia non si possono mandare messaggi di testo a numeri che inizino con quelle cifre. Tra questi rientrano appunto quelli che le compagnie hanno dedicato alle campagne solidali, che iniziano con il prefisso “455”. Tutto è chiaro e stabilito da codici di condotta, non vi è alcun dubbio che i gestori devolvano interamente uno o due euro, come stabilito, alle onlus, senza trattenere commissioni né tasse. Semplicemente, su una prepagata da 10 euro al mese i due euro per l’sms solidale non possono rientrare.

La tendenza riguarda tutte le organizzazioni non profit che hanno scelto di fare fundraising con gli sms, da Save the Children a Cesvi fino ad Ail (l’associazione contro le leucemie), anche se non tutte sono riuscite a quantificare il calo. Che nell’ultimo anno è stato accentuato dal fatto che il terremoto in Centro Italia ha portato gli italiani a indirizzare le loro adesioni verso emergenze immediate. «Non credo che accada di frequente — dice Niccolò Contucci, direttore generale di Airc — che il donatore non si accorga che la donazione non ha avuto successo. È vero però che se il contratto telefonico non prevede l’sms solidale di fatto per noi c’è un canale di sostegno che subisce dei limiti».

Per chi si dedica alla ricerca o ai progetti umanitari il declino degli sms solidali rischia di essere un problema: «Proprio perché il denaro raccolto fino a oggi via sms è arrivato tutto ed è stato prezioso — sottolinea la direttrice di Telethon — non vogliamo dover rinunciare a fondi che cihanno permesso di finanziare dieci nuovi progetti di ricerca».

È possibile che in futuro, così come sono arrivati, gli sms solidali spariscano: i dati confermano che nel 2015 i fondi raccolti con questo sistema ammontavano a 28 milioni di euro (su un totale di donazioni al non profit di 4,5 miliardi) contro i 43 milioni del 2012. Nel 2016 e 2017 c’è stato un leggero incremento, dovuto però, come detto, all’emergenza terremoto. Le onlus sono però consapevoli di dover pensare ad altri strumenti, possibilmente tanto efficaci per cavalcare l’onda emotiva quanto si sono rivelati all’inizio i messaggini telefonici. «Ci stiamo riflettendo — conferma infatti Pasinelli — e troviamo nelle compagnie telefoniche interlocutori attenti e preziosi, disponibili a venirci incontro». E intanto, proprio con il Natale alle porte e la propensione a donare, il suggerimento è di accertarsi che il proprio piano tariffario consenta la devoluzione via sms e, nel dubbio, usare il telefono fisso. Ma anche quelli stanno scomparendo.