Diamo il premio Strega a Severino Cesari
Giancarlo de Cataldo , di GIANCARLO DE CATALDOLa proposta provocatoria di De Cataldo: “Il suo Con molta cura è un libro testamento, un breviario di contemplazione della morte e nello stesso tempo un libro laico che ti prende per mano e ti porta verso l'ignoto”
Lo dico molto chiaramente: secondo me Con molta cura (Rizzoli) di Severino Cesari merita il premio Strega. Giovedì scorso ho lanciato in Rete un tweet nel quale facevo questo appello: "A tutti gli scrittori ed editori italiani: quest'anno non si corra per lo Strega. Quest'anno lo si assegni a Severino e alla sua memoria".
So benissimo che lo Strega è una gara e che arrivare a sospendere un premio può non essere assolutamente facile. Sarebbe un gesto magnifico però se tutti gli scrittori e gli editori italiani scegliessero di ritirarsi per far spazio a questo libro. Se avessi un libro da presentare non lo farei. Se il mio editore me lo proponesse gli direi di no. Se competizione deve essere, perché il premio ha le sue regole e vanno rispettate, allora mi auguro che Con molta cura partecipi e vinca.
Non dico questo solo per l'amicizia che mi legava a Severino, né per onorare la memoria di un uomo che ha avuto un enorme ru…
So benissimo che lo Strega è una gara e che arrivare a sospendere un premio può non essere assolutamente facile. Sarebbe un gesto magnifico però se tutti gli scrittori e gli editori italiani scegliessero di ritirarsi per far spazio a questo libro. Se avessi un libro da presentare non lo farei. Se il mio editore me lo proponesse gli direi di no. Se competizione deve essere, perché il premio ha le sue regole e vanno rispettate, allora mi auguro che Con molta cura partecipi e vinca.
Non dico questo solo per l'amicizia che mi legava a Severino, né per onorare la memoria di un uomo che ha avuto un enorme ru…
Lo dico molto chiaramente: secondo me Con molta cura (Rizzoli) di Severino Cesari merita il premio Strega. Giovedì scorso ho lanciato in Rete un tweet nel quale facevo questo appello: "A tutti gli scrittori ed editori italiani: quest'anno non si corra per lo Strega. Quest'anno lo si assegni a Severino e alla sua memoria".
So benissimo che lo Strega è una gara e che arrivare a sospendere un premio può non essere assolutamente facile. Sarebbe un gesto magnifico però se tutti gli scrittori e gli editori italiani scegliessero di ritirarsi per far spazio a questo libro. Se avessi un libro da presentare non lo farei. Se il mio editore me lo proponesse gli direi di no. Se competizione deve essere, perché il premio ha le sue regole e vanno rispettate, allora mi auguro che Con molta cura partecipi e vinca.
Non dico questo solo per l'amicizia che mi legava a Severino, né per onorare la memoria di un uomo che ha avuto un enorme ruolo nell'editoria italiana, fino a creare insieme a Paolo Repetti la fortunata e innovativa collana editoriale di Enaudi Stile Libero. Lo dico perché ho letto Con molta cura e ne ho potuto godere e apprezzare la grandezza. È un libro testamento, un breviario di contemplazione della morte e nello stesso tempo un libro laico, a tratti divertente, un libro che ti prende per mano e ti porta verso l'ignoto.
Per questo mentre lo leggevo a un certo punto ho pensato d'istinto allo Strega e al fatto che Severino avrebbe meritato di vincerlo. Per chi come Severino Cesari ha sempre vissuto di libri, per chi ha saputo cogliere l'aspetto più alto dei libri degli altri, questo premio sarebbe il modo per ricompensare un lavoro unico ed originale. Perché difficilmente l'unicità dell'uomo e quella di un libro si legano così perfettamente e in modo così chiaro. Il mio appello nasce sull'onda della lettura del libro. Abbiamo davanti ancora qualche mese perché si aprano le candidature. Mesi che in genere gli editori sfruttano per valutare chi proporre in gara. Il mio augurio è che quest'anno almeno su un libro non ci siano dubbi: Con molta cura di Severino Cesari. In ogni caso, come giurato e Amico della Domenica, lo candido fin da ora.
So benissimo che lo Strega è una gara e che arrivare a sospendere un premio può non essere assolutamente facile. Sarebbe un gesto magnifico però se tutti gli scrittori e gli editori italiani scegliessero di ritirarsi per far spazio a questo libro. Se avessi un libro da presentare non lo farei. Se il mio editore me lo proponesse gli direi di no. Se competizione deve essere, perché il premio ha le sue regole e vanno rispettate, allora mi auguro che Con molta cura partecipi e vinca.
Non dico questo solo per l'amicizia che mi legava a Severino, né per onorare la memoria di un uomo che ha avuto un enorme ruolo nell'editoria italiana, fino a creare insieme a Paolo Repetti la fortunata e innovativa collana editoriale di Enaudi Stile Libero. Lo dico perché ho letto Con molta cura e ne ho potuto godere e apprezzare la grandezza. È un libro testamento, un breviario di contemplazione della morte e nello stesso tempo un libro laico, a tratti divertente, un libro che ti prende per mano e ti porta verso l'ignoto.
Per questo mentre lo leggevo a un certo punto ho pensato d'istinto allo Strega e al fatto che Severino avrebbe meritato di vincerlo. Per chi come Severino Cesari ha sempre vissuto di libri, per chi ha saputo cogliere l'aspetto più alto dei libri degli altri, questo premio sarebbe il modo per ricompensare un lavoro unico ed originale. Perché difficilmente l'unicità dell'uomo e quella di un libro si legano così perfettamente e in modo così chiaro. Il mio appello nasce sull'onda della lettura del libro. Abbiamo davanti ancora qualche mese perché si aprano le candidature. Mesi che in genere gli editori sfruttano per valutare chi proporre in gara. Il mio augurio è che quest'anno almeno su un libro non ci siano dubbi: Con molta cura di Severino Cesari. In ogni caso, come giurato e Amico della Domenica, lo candido fin da ora.