Nasce la prima agenzia nazionale civile. All’Aeronautica solo la sicurezza
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ROMA. Era il 2 luglio 1925 quando, con un decreto Regio, fu creato il primo servizio italiano di meteorologia: si chiamava "Ufficio presagi", alla dipendenza del Commissariato per l'Aeronautica italiana. Da allora, dopo 92 anni, quel decreto è ancora in vigore: l'Italia, unico Paese in Europa insieme alla Grecia, non ha mai avuto una meteorologia civile. Ora sta per cambiare tutto: sta per nascere l'Agenzia ItaliaMeteo che gestirà tutti i servizi civili del settore. All'Aeronautica rimarrà l'ambito della difesa e della sicurezza nazionale. L'appello decennale degli scienziati e la necessità di uscire dal caos di sigle e enti (più di una decina) dopo decenni ha avuto la meglio. Ma la mancanza di un servizio civile ha creato non pochi danni: nel settore della climatologia l'Italia è il fanalino di coda in Europa. Sul nostro territorio operano inoltre un numero iperbolico di privati, molti dei quali senz…
ROMA. Era il 2 luglio 1925 quando, con un decreto Regio, fu creato il primo servizio italiano di meteorologia: si chiamava "Ufficio presagi", alla dipendenza del Commissariato per l'Aeronautica italiana. Da allora, dopo 92 anni, quel decreto è ancora in vigore: l'Italia, unico Paese in Europa insieme alla Grecia, non ha mai avuto una meteorologia civile. Ora sta per cambiare tutto: sta per nascere l'Agenzia ItaliaMeteo che gestirà tutti i servizi civili del settore. All'Aeronautica rimarrà l'ambito della difesa e della sicurezza nazionale. L'appello decennale degli scienziati e la necessità di uscire dal caos di sigle e enti (più di una decina) dopo decenni ha avuto la meglio. Ma la mancanza di un servizio civile ha creato non pochi danni: nel settore della climatologia l'Italia è il fanalino di coda in Europa. Sul nostro territorio operano inoltre un numero iperbolico di privati, molti dei quali senza le credenziali per lavorare. Così polemiche e occasioni mancate hanno spinto, lentamente e tra mille contrasti, verso la creazione della nuova struttura tecnica nazionale.
La legge è ormai in dirittura d'arrivo, dovrebbe essere varata entro il 31 dicembre, quando cioè verrà approvata la legge di Stabilità 2018. Ha avuto l'okay dal Senato e ora è alla Camera. Al comparto scientifico la Finanziaria dedica dieci commi, dal 319 al 329, che scalettano la nascita di "ItaliaMeteo", la prima Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia. La sede centrale sarà a Bologna, visto che l'Emilia Romagna svolge in questo campo un'attività d'eccellenza, anche attraverso il servizio meteo regionale dell'Arpae. "Era nell'aria già da alcuni anni la volontà politica di dare una spinta forte all'Italia", spiega Tiziana Paccagnella, direttore del Servizio Idro-Meteo-Clima dell'Arpae di Bologna. "La nuova norma potenzierà il sistema, che prevede la confluenza nell'Agenzia di molte delle attività che fino ad ora sono state svolte dalle regioni. Anche se ItaliaMeteo è stata accolta positivamente dalle strutture regionali, sono nate polemiche e proteste su emendamenti bocciati dal Senato. La Lombardia, il Veneto, il Trentino e l'Aquila vorrebbero lasciare alcune attività a livello regionale evitando una massiccia centralizzazione. Ma alla fine tutti sanno che questa legge è necessaria".
La struttura di ItaliaMeteo, se passerà, sarà davvero "snella": 52 persone, di cui 4 dirigenti, 30 consulenti specialisti del settore della meteorologia. Si parte con un investimento di 8 milioni di euro per il 2018 e il 2019, poi 6 milioni di euro per 2020 e 2021, e dal 2020 ci saranno 7 milioni di euro annui per il funzionamento e il personale dell'Agenzia. "Gli investimenti appaiono davvero modesti", continua Paccagnella, "solo la rete di monitoraggio idrometeorologico dell'Emilia Romagna (fondamentale durante le situazioni di allerta), ad esempio, ha un costo di manutenzione di circa un milione e mezzo di euro l'anno. Considerando il numero delle reti regionali operanti sul territorio nazionale è chiaro che le cifre previste sono del tutto insufficienti. La richiesta poi sarà di rivedere il budget in linea con quanto viene speso per la Meteorologia di Servizio negli altri stati europei".
L'Agenzia sarà controllata da un Comitato d'indirizzo composto da 13 esperti del settore. "Il Comitato di coordinamento", continua Paccagnella, "sarà composto da 6 esperti delle Regioni, 6 di enti statali e un rappresentante della Protezione civile. I 13 componenti daranno una "forma centralizzata" al servizio in modo da assicurare la rappresentanza dell'Italia al Consiglio del Centro europeo per le previsioni a medio termine (l'Ecmwf) una sorta di Cern della meteorologia, il più importante ente trasnazionale che ha base a Reading, in Inghilterra, che effettua le previsioni a 4-7 giorni, di cui l'Italia è il quarto contribuente". L'Italia si è già aggiudicata il trasferimento del Data Centre di ECMWF che cercava un lungo più consono e nel 2019 sarà trasferito presso il Tecnopolo di Bologna. E l'Italia potrebbe essere in pole position come sede stabile del Centro Europeo, conteso dalla Germania e dalla Francia, se dovrà spostarsi per la Brexit.
Un ruolo fondamentale in questo cambio di marcia lo avrà la Protezione civile. Carlo Cacciamani, responsabile del Centro funzionale nazionale per il rischio meteo-idrogeologico della Protezione civile non ha dubbi: " E' importante che si dia alla meteorologia il ruolo che le spetta. Noi abbiamo bisogno di una metereologia civile perché il dato "meteo", osservato e previsto, permette di definire i rischi sul territorio e quindi i rischi che corrono le persone, Fare cioè una buona prevenzione che si basa sulla valutazione "ex ante sui rischi di danno indotti da fenomeni avversi". Un'agenzia del genere ha inoltre una gestione integrata delle reti di monitoraggio a terra, delle reti radar e delle tante informazioni provenienti dallo spazio tramite i satelliti. Tutti gli strumenti di previsione che possediamo andranno all'unisono".