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Come e dove fare il testamento biologico

Le diverse possibilità previste dalla legge, dall’atto pubblico alla scrittura privata. Può bastare un video. A regime, i documenti confluiranno in una banca dati nazionale
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  • Chi può fare il biotestamento? I maggiorenni capaci di intendere e di volere. Si può nominare un fiduciario che parli e ci rappresenti col medico quando non si potrà o non si vorrà farlo anche se in grado.
     
  • Dove vengono depositati i testamenti biologici? A regime ci sarà un registro nazionale nel quale confluiranno i dati delle singole città. Ma per istituirlo ci vorrà del tempo, anche due o tre anni secondo alcuni osservatori.
     
  • E nel frattempo cosa succede? Le possibilità sono tre: la prima è quella di andare nei Comuni che hanno deciso di istituire un registro (già prima della legge erano 180, molto spesso capoluoghi) o che decideranno di istituirlo da oggi in avanti.
     
  • E l’alternativa? Alcune Regioni stanno provando a registrare le Dat nel fascicolo elettronico. Questo presuppone che il biotestamento possa essere depositato nelle Asl. Ma da questo punto di vista buona parte delle Re…
  • Chi può fare il biotestamento? I maggiorenni capaci di intendere e di volere. Si può nominare un fiduciario che parli e ci rappresenti col medico quando non si potrà o non si vorrà farlo anche se in grado.
     
  • Dove vengono depositati i testamenti biologici? A regime ci sarà un registro nazionale nel quale confluiranno i dati delle singole città. Ma per istituirlo ci vorrà del tempo, anche due o tre anni secondo alcuni osservatori.
     
  • E nel frattempo cosa succede? Le possibilità sono tre: la prima è quella di andare nei Comuni che hanno deciso di istituire un registro (già prima della legge erano 180, molto spesso capoluoghi) o che decideranno di istituirlo da oggi in avanti.
     
  • E l’alternativa? Alcune Regioni stanno provando a registrare le Dat nel fascicolo elettronico. Questo presuppone che il biotestamento possa essere depositato nelle Asl. Ma da questo punto di vista buona parte delle Regioni sono ancora molto indietro.
     
  • Qual è la terza possibilità? Andare da un notaio e fare un atto pubblico o una scrittura privata autenticata. L’atto non sconta nessun tipo di imposta di registro o di bollo né altra tassazione.
     
  • Valgono anche le dichiarazioni in video? Sì, la legge prevede che la propria volontà possa essere espressa anche con un video.
     
  • I testamenti già fatti prima dell’entrata in vigore della legge valgono? Quelli consegnati a notai e Comuni prima della legge sì.
     
  • Quali cure si possono rifiutare? Tutte. Nel biotestamento si può anche scegliere di entrare nel dettaglio: non voglio essere rianimato, intubato, voglio antidolorifici, oppiacei, rianimazione meccanica. Voglio (o non voglio) che siano iniziati trattamenti anche se il loro risultato fosse uno stato di demenza.
     
  • Idratazione e nutrizione? Si può rifiutare, perché è una terapia, la somministrazione di nutrienti mediante dispositivo medico, come un sondino nella pancia.
     
  • Si può cambiare idea? Sempre: il cambio va annotato nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico.
     
  • Il medico deve ubbidire al malato? Nessun medico può violare la volontà dei malati, ma al medico è riconosciuto il diritto di non eseguire le scelte del paziente se pensa che vadano contro il codice deontologico. Nella legge non è prevista esplicitamente, come per la legge sull’aborto, l’obiezione di coscienza.
     
  • Chi ha l’ultima parola? Il paziente. Se il dottore si rifiuta per motivi personali, la struttura ospedaliera ha il dovere di trovare un sostituto che garantisca il rispetto delle volontà del malato.
     
  • Si può chiedere l’eutanasia? Suicidio assistito ed eutanasia nel nostro Paese sono vietati.
     
  • E la sedazione profonda? Sì, è prevista per i malati in fase terminale per i quali altre terapie antidolorifiche risultano inefficaci. È garantita dalla legge sulle cure palliative.
     
  • I minorenni cosa fanno? Non possono fare il testamento: il consenso è espresso dai genitori, dal tutore o dall’amministratore sentito il ragazzo.