✕

Fiona May: “Sul razzismo l’Italia sta tornando indietro”

La campionessa nata in Gran Bretagna da genitori giamaicani, è naturalizzata italiana. Sua figlia talento dell'atletica è stata insultata sui social per il colore della pelle
1 minuti di lettura
"L'Italia sta tornando indietro sul razzismo, sembra l'Inghilterra di trent'anni fa. Quanto è successo a Macerata è il segnale di questa regressione". È duro il giudizio di Fiona May, ex campionessa del mondo di salto in lungo. Nata in Gran Bretagna da genitori giamaicani, May è naturalizzata italiana e da vent'anni vive a Firenze. Il 28 gennaio sua figlia Larissa Iapichino ha fatto la miglior prestazione indoor di categoria nella stessa specialità ai campionati italiani di Padova ed è stata insultata sui social per il colore della pelle.

A Macerata è successo di molto peggio: dalle parole si è passati ai fatti.
"L'incitamento all'odio può produrre eventi gravi. Ma sono convinta che si debba distinguere tra chi è davvero razzista e chi invece dice o scrive certe cose solo perché ha paura della diversità e pensa che i migranti "rubino" qualcosa: il lavor…
"L'Italia sta tornando indietro sul razzismo, sembra l'Inghilterra di trent'anni fa. Quanto è successo a Macerata è il segnale di questa regressione". È duro il giudizio di Fiona May, ex campionessa del mondo di salto in lungo. Nata in Gran Bretagna da genitori giamaicani, May è naturalizzata italiana e da vent'anni vive a Firenze. Il 28 gennaio sua figlia Larissa Iapichino ha fatto la miglior prestazione indoor di categoria nella stessa specialità ai campionati italiani di Padova ed è stata insultata sui social per il colore della pelle.

A Macerata è successo di molto peggio: dalle parole si è passati ai fatti.
"L'incitamento all'odio può produrre eventi gravi. Ma sono convinta che si debba distinguere tra chi è davvero razzista e chi invece dice o scrive certe cose solo perché ha paura della diversità e pensa che i migranti "rubino" qualcosa: il lavoro, la casa, un contributo dello Stato. Ci sono campagne politiche sulla paura e non è un caso che certe cose accadano in campagna elettorale. C'è molta esasperazione in giro".

Il clima pre elettorale eccita gli animi?
"Sì e spero che dopo le elezioni si abbassino i toni. Anche se da tempo la situazione sta peggiorando, io speravo che l'Italia facesse dei passi avanti, invece le cose vanno anche peggio. La gente ha una paura indeterminata legata alla crescente immigrazione. Come 20-30 anni fa in Inghilterra, dove i miei genitori sperimentarono questa diffidenza arrivando dalla Giamaica. Ma paura e razzismo non sono la stessa cosa".

L'Italia in cui lei arrivò venti anni fa era più accogliente con gli stranieri?
"Io ho sempre avuto un osservatorio privilegiato, sono una sportiva. Ma i problemi c'erano e negli anni avevo percepito un miglioramento. Ora stiamo tornando indietro. E non succede solo qui, pensiamo alla Brexit o a quello che dice Trump e a quanto pesino le sue parole e certi atteggiamenti".

Cosa si aspetta che accada adesso?
"La strada è ancora lunga, i pregiudizi vanno combattuti tenacemente. Paura e rabbia vanno comprese, i media su questo possono svolgere un ruolo. Sarebbe utile che certi politici non gettassero benzina sul fuoco. Bisogna andare avanti tutti insieme, conoscersi, accettarsi".

Cosa pensa delle offese razziste su Facebook a sua figlia di 15 anni?
"Preferisco non parlarne, non voglio dare spazio a persone che si sentono autorizzate a scrivere qualsiasi cosa sui social. In rete si scatenano spesso odio e paura, non alimentiamole commentando ogni singolo episodio".