Cronaca

Macerata, mattoni contro la sede dell'associazione che assiste i migranti

 La manifestazione antirazzista a Macerata 
Nuovo episodio di intolleranza nella città marchigiana: danneggiata la vetrina del Gus. "Gesto violento e vigliacco, non ci fermeremo" 
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Dopo le minacce al sindaco ancora un episodio di intolleranza tiene alta la tensione a Macerata. Ieri pomeriggio è stata danneggiata a colpi di mattone la vetrina della sede del Gus (Gruppo Umana Solidarietà) in piazza Mazzini a Macerata. Si tratta dell'associazione che presta assistenza a migranti e richiedenti asilo presso la quale, per un certo periodo, ha trovato ospitalità Innocent Oseghale, il nigeriano di 29 anni accusato con tre connazionali d'aver ucciso e smembrato Pamela Mastropietro.

Oseghale era stato espulso dal programma dell'associazione per violazioni del regolamento di accoglienza perché sorpreso a spacciare. Anche una delle vittime della tentata strage di Luca Traini, Wilson Kofi, era in accoglienza in uno dei progetti di Gus.

"L'atto di ieri - attacca il Gus - si alimenta di falsità, insinuazioni e calunnie di questi mesi; trova protezione e silenzi nei troppi se e ma". Un'azione violenta "contro chi si occupa di accoglienza e integrazione ed è da mesi sotto il mirino di chi soffia sul fuoco per ottenere un tornaconto elettorale e click sui social network". Da mesi il Gus è oggetto di "attacchi strumentali dopo i fatti di cronaca a Macerata". Il Gus "crede nella pace e nel dialogo: non si fermerà di fronte a un gesto violento e vigliacco. Continuiamo in ciò che è giusto".

Diverse le attestazioni di solidarietà. "Un fatto gravissimo che va condannato con fermezza", dice Patrizio Gonnella, presidente della Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili di cui anche GUS fa parte. "A poco più di 20 giorni dalla tentata strage ad opera di Traini, assistiamo ad un altro gesto intollerante e intimidatorio di matrice razzista e xenofoba. Nell'esprimere solidarietà agli operatori di GUS - conclude Gonnella - chiediamo al ministro dell'Interno di intervenire con decisione affinché gli stessi operatori e i migranti ospitati possano continuare nel loro lavoro e nel loro percorso di integrazione, senza paura di rimanere vittima di atti che ne possano mettere a rischio l'incolumità".