Diritti, dalla stepchild adoption allo ius soli: cosa vogliono fare i partiti?
Maria Novella De Luca
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di MARIA NOVELLA DE LUCA
Non sono stati il cuore di questa campagna elettorale, né a Sinistra, né a Destra. Ecco le proposte contenute nei programmi elettorali
Aggiornato alle 6 minuti di lettura
La bioetica dimenticata, i diritti in sordina, nessuno, tranne "Più Europa", che parli dell'abolizione di ciò che resta della Legge 40, di droghe che hanno ricominciato a fare strage tra i giovani, di riduzione del danno, di liberalizzazione delle droghe leggere. No, i diritti non sono stati il cuore di questa campagna elettorale, né a Sinistra, né a Destra. Poche righe, brevi paginette nei programmi elettorali, o magari il nulla. Come se le grandi battaglie civili che hanno lodevolmente caratterizzato l'ultima legislatura, con la conquista di leggi come le unioni civili o il testamento biologico, avessero però esaurito la possibilità di mediazione su temi così spinosi.
Approvate con grandi tormenti le "Dat", le dichiarazioni anticipate di trattamento, sembra arduo che il Parlamento affronti temi come il suicidio assistito o addirittura l'eutanasia…
La bioetica dimenticata, i diritti in sordina, nessuno, tranne "Più Europa", che parli dell'abolizione di ciò che resta della Legge 40, di droghe che hanno ricominciato a fare strage tra i giovani, di riduzione del danno, di liberalizzazione delle droghe leggere. No, i diritti non sono stati il cuore di questa campagna elettorale, né a Sinistra, né a Destra. Poche righe, brevi paginette nei programmi elettorali, o magari il nulla. Come se le grandi battaglie civili che hanno lodevolmente caratterizzato l'ultima legislatura, con la conquista di leggi come le unioni civili o il testamento biologico, avessero però esaurito la possibilità di mediazione su temi così spinosi.
Approvate con grandi tormenti le "Dat", le dichiarazioni anticipate di trattamento, sembra arduo che il Parlamento affronti temi come il suicidio assistito o addirittura l'eutanasia. Qualche apertura forse si avrà sui diritti dei bambini, la riforma delle adozioni, ma è difficile che si arrivi, come ad esempio auspica il Pd, alla tutela eguale dei figli comunque siano nati. Saranno i tribunali a decidere. E l'uso delle staminali, la fecondazione eterologa per le single? Nulla. Silenzio elettorale.
“Sceglierò chi pensa ai nostri bambini con due mamme”
Dopo il via libera alle unioni civili, resta il nodo della piena genitorialità
Martina, 42 anni, vive a Roma con la compagna con cui è unita civilmente. Hanno un bimbo e aspettano il secondo
"Con l'ultima legislatura abbiamo avuto le unioni civili, ma i nostri figli sono rimasti senza diritti. Però almeno se ne parlava. Oggi mi sembra che nei programmi elettorali, sui bambini nati nelle famiglie omogenitoriali, ci sia soltanto silenzio". Martina ha 42 anni, vive a Roma, è unita civilmente alla sua compagna, hanno un bambino di due anni e mezzo e ne stanno aspettando un altro. "Ho appena iniziato le procedure per poter adottare nostro figlio con la stepchild adoption, perché io, che sono la mamma non biologica, per lo Stato italiano non esisto. Anche se il nostro traguardo è quello di poterli riconoscere alla nascita i nostri figli, esattamente come le coppie eterosessuali. Chi voterò? Difficile. Di certo appoggerò chi sta tentando di creare una eguaglianza dei diritti dei bambini comunque siano nati". Ancora un volta, dice Martina, la politica si dimostra anni luce lontana dalla società. "Nostro figlio è perfettamente integrato, come tanti bambini delle Famiglie Arcobaleno. Ma la Politica si ostina a volerli definire diversi. È come per i ragazzi di origine straniera: nati qui, italiani, eppure senza diritti. Io voterò per chi tutela tutti, ma tutti i minori".
Le proposte dei partiti
· Partito Democratico:
"Tutti i bambini sono uguali, hanno pari diritti dinanzi alla legge a prescindere dalle famiglie nelle quali sono nati". È questo il cuore del programma del Pd per quanto riguarda le tutele delle nuove famiglie, a cominciare da quelle omogenitoriali. Dopo il doloroso stralcio della stepchild adoption dalla legge sulle unioni civili, è proprio il tema dei minori nati fuori dalle famiglie tradizionali ad essere rimasto incompiuto. Il Pd, oltre a rilanciare la lotta all'omofobia, chiede "la riforma delle adozioni, una legge ferma al 1983, che non tiene conto delle evoluzioni sociali e del diritto di famiglia". Un modo cauto per aprire ai single, alle coppie di fatto, per garantire ai bambini delle coppie omosessuali il diritto ad avere due genitori. Ma le coppie gay, oggi, più che la possibilità per il genitore non biologico di adottare il figlio del partner, chiedono il riconoscimento dei figli alla nascita.
· Liberi e Uguali:
Matrimonio egualitario. Diritto di famiglia declinato al plurale. Tutela delle persone transessuali. Nel programma di Leu si parla con chiarezza di "uguaglianza nei diritti" con proposte che si avvicinano molto a quanto da tempo chiedono le associazioni Lgbt. "Il matrimonio deve essere un istituto unico, accessibile a tutte e a tutti con il pieno riconoscimento di tutti i legami affettivi, compresi quelle delle coppie Lgbt, una parità dei diritti anche sul piano della genitorialità". Dunque il riconoscimento, fin dalla nascita, dei figli con due madri o due padri, così come avviene nei Paesi dove già esiste un unico istituto del matrimonio. Leu rilancia poi un tema assolutamente avversato dalle destre, cioè "l'educazione affettiva, sessuale e alle differenze nelle scuole, con un approccio critico alle relazioni di potere tra i generi". Anche il partito di Grasso e Boldrini chiede poi la riforma della legge sulle adozioni.
· Movimento 5 Stelle:
Non esiste un capitolo dedicato esclusivamente ai diritti civili nel programma dei Cinquestelle. Né si trova traccia, scorrendo i venti punti del manifesto elettorale, di proposte che riguardino la vita delle "nuove famiglie". Dopo la clamorosa decisione di astenersi sulla legge delle unioni civili, l'impegno del M5S sulle questioni Lgbt sembra essersi volatilizzato, così come sulle adozioni e le modifiche al diritto di famiglia. In realtà alcune proposte sparse si rintracciano dentro voci diffuse. Il capitolo Affari costituzionali cita "azioni per il rispetto delle differenze di genere", incluse quelle legate all'orientamento sessuale. Alla voce Giustizia si parla di "affido condiviso e rafforzamento della bigenitorialità", a quella Salute si cita il diritto alla procreazione assistita. E tra i diritti è menzionata la libertà di scelta della donna, anche di non portare avanti una gravidanza. Quindi la difesa della legge sull'aborto.
· Centrodestra:
Strenua difesa della famiglia naturale, lotta all'ideologia gender, sostegno alla vita, libertà di scelta delle famiglie nell'offerta educativa e sanitaria. Non esiste un capitolo "diritti civili" nel programma congiunto di Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia e Noi con l'Italia. Un programma dove abilmente non si parla di abolizione di unioni civili o di cancellazione del testamento biologico. Anche perché, dopo la dichiarazione di Berlusconi "se vado al Governo cancello le unioni gay", l'ala più liberal di Forza Italia ha convinto il leader azzurro a fare marcia indietro. Ma è soltanto facciata. Sia Salvini che Meloni, insieme al gruppo "Noi con l'Italia", hanno infatti promesso che, se vinceranno le elezioni, punteranno ad abolire appunto la legge sul testamento biologico e quella sulle unioni civili, ma anche a introdurre nella Costituzione il principio per cui l'adozione va riservata soltanto alle coppie eterosessuali.
LO STUDENTE - Straniero in patria
“Sono nato in Italia eppure domenica non potrò votare”
La battuta d’arresto dello Ius soli e i figli dei migranti ancora senza tutele
"Avrei potuto votare per la prima volta, invece no, non mi è permesso, come se non fossi italiano". Badreddin ha 18 anni, è nato a Pesaro, vive a Bolzano, sta finendo il liceo scientifico con il massimo dei voti, parla tre lingue e l'anno prossimo si iscriverà a Medicina. Nella sua testimonianza c'è tutto il senso di esclusione dei giovani di seconda generazione, che avevano sperato nella legge sullo Ius soli. "La mia residenza in Italia si è interrotta dal 2008 al 2010, quando mio padre è stato trasferito in Spagna per lavoro e noi l'abbiamo accompagnato. Tornati in Italia abbiamo scoperto che per quei due anni all'estero, avrei dovuto ricominciare daccapo tutto l'iter della cittadinanza. Nonostante fossi nato e cresciuto qui. Nonostante la scuola, i titoli. Così, a differenza dei miei coetanei, il 4 marzo non potrò esercitare il mio diritto di cittadino. Per questo, con i giovani della rete #ItalianiSenzaCittadinanza, abbiamo lanciato la campagna: #ItalianiSenzaVoto". Badreddin è amareggiato ma non si scoraggia: "Qui ci sono i miei amici, le mie radici, il mio futuro. Sono sicuro che alle prossime elezioni al seggio ci sarò anch'io".
Le proposte dei partiti
· Partito democratico:
Il Pd lo aveva annunciato: ripartiremo dalla legge sullo ius soli. Perché la mancata votazione di quella legge, per problemi di calendario, ma anche per l'incertezza sui numeri al Senato, come del resto aveva ammesso lo stesso premier Gentiloni, era rimasta come una spina nel fianco all'interno del Partito democratico. Quindi, nel capitolo del programma elettorale "Diritti civili", l'approvazione della legge sulla cittadinanza è al primo posto. Una battaglia da portare avanti per le migliaia di ragazzi di seconda generazione ancora privi dei loro diritti. Il testo è chiaro: "Ottenimento della cittadinanza per i bambini nati in Italia da genitori stranieri in possesso del permesso di soggiorno. E per i minorenni entrati nel nostro Paese entro il dodicesimo anno di età, purché abbiano frequentato regolarmente per almeno cinque anni uno o più cicli di studio o di formazione professionale".
· Liberi e Uguali:
"Da presidente della Camera ho assistito alla fine dei lavori parlamentari con amarezza: la legislatura si è conclusa con un grande tradimento per la mancata approvazione dello Ius soli". Sono parole di Laura Boldrini all'asseblea di Leu, Liberi e Uguali. E la riforma della della cittadinanza è una delle priorità di Leu, all'interno del capitolo su "L'uguaglianza dei diritti", seppure declinata in poche righe. "Riconoscere la cittadinanza a chi nasce in Italia da genitori stranieri, o è arrivato in Italia da piccolo e ha completato un ciclo di studi, non è un atto di solidarietà, ma un riconoscimento doveroso a chi nei fatti è già italiano". Del resto anche Pietro Grasso, da presidente del Senato, aveva provato fino all'ultimo a calendarizzare la legge sullo Ius soli.Una legge che potrebbe già oggi riguardare circa ottocentomila bambini e ragazzi, nati in Italia o che comunque nel nostro Paese hanno studiato.
· Movimento 5 Stelle:
Totale silenzio nel programma dei Cinquestelle sui diritti dei bambini e dei ragazzi di seconda generazione. Del resto su Ius soli e Ius culturae il movimento di Grillo è sempre stato assai cauto, anzi negativo. E ben prima che la legge venisse definitivamente archiviata in Senato. Luigi Di Maio aveva affermato: "Se la legge arriverà in aula ci asterremo, chiedendo di portare a livello europeo questo dibattito, perché chi diventa cittadino italiano diventa cittadino europeo". Anzi, in un'altra dichiarazione Di Maio, dopo aver definito "invotabile" la legge sullo Ius Soli, la definiva anche pericolosa. Una legge di cittadinanza che avrebbe "attratto ancor più migranti verso l'Italia". Dunque un partito schierato di fatto con la Destra, nei cui programmi elettorali lo Ius soli viene bocciato del tutto. E quindi anche nella prossima legislatura è evidente che il cammino della legge sulla cittadinanza sarà arduo.
· Centrodestra:
Il caso degli "italiani senza cittadinanza "non trova spazio nei programmi della Destra. Nel piano sottoscritto da tutte e quattro le famose "gambe" del tavolo dell'alleanza, Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia e Noi con l'Italia, non se ne trova alcun accenno. Un po' come per i diritti delle coppie omosessuali o delle famiglie di fatto. Ma è invece leggendo i programmi di ognuno dei quattro partiti che si capisce il vero orientamento. Giorgia Meloni, ad esempio, non soltanto dice "no allo Ius soli e a ogni forma di automatismo nell'ottenimento della cittadinanza", ma chiede anche un tetto massimo di alunni stranieri per classe. Berlusconi aveva definito lo Ius soli "legge sbagliata al momento sbagliato", mentre la Lega propone di fatto di mantenere in vigore l'attuale legge sulla cittadinanza, ma rendendola ancora più stringente, aggungendo esami di cultura e di lingua italiana.