Cronaca

Treviso, coppia uccisa in giardino: fermato il presunto assassino

I rilievi dei Ris sul luogo del delitto 
Si chiama Sergio Papa, 35 anni, di Cison come le vittime, ma bloccato in un comune vicino, Refrontolo. Loris Nicolasi, 72 anni, e la moglie Anna Maria Niona, 69, sarebbero stati uccisi, con modalità particolarmente feroci, per un movente di carattere economico
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Un uomo, Sergio Papa, 35 anni, è stato fermato nella notte dai carabinieri per l'omicidio della coppia di anziani, uccisi il primo marzo a Cison di Valmarino (Treviso) nel giardino della loro abitazione. Secondo quanto appreso dall'Ansa, il presunto omicida vive a Cison ma è stato bloccato in un comune poco distante, Refrontolo, dove ha la residenza. Il provvedimento di fermo, firmato dal pm Davide Romanelli, è stato notificato a Papa stamane, nella caserma del Comando Provinciale di Treviso, dove era stato portato nella notte. L'uomo è stato poi trasferito in carcere, a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Sembra che Sergio Papa mancasse da Refrontolo da almeno quattro anni. A quell'epoca risalgono infatti i ricordi che di lui hanno gli abitanti del paese e i suoi coetanei. Molto sfumata anche la memoria di lui nei locali pubblici più frequentati, mentre gli esercenti presenti a Refrontolo da pochi anni non hanno alcuna idea di chi sia. Figlio di una famiglia residente nel centro di Refrontolo, secondo alcuni l'uomo si sarebbe finora dedicato ad occupazioni saltuarie e non nel territorio comunale. Nel passato di Papa, che ha tre fratelli, qualche problema di dipendenza, riferisce chi in paese lo conosce.

Il delitto sarebbe maturato per motivi economici. Forse Papa ha ucciso per il denaro che i due anziani potevano avere in casa, o per altre vicende per adesso non svelate dagli investigatori.

Loris Nicolasi, 72 anni, e sua moglie Anna Maria Niola, 69, erano stati uccisi con ferocia, a colpi di spranga e coltello, forse un pugnale, e lasciati morenti sul prato dietro la loro casa, una zona di campagna a a Rolle di Cison di Valmarino (Treviso). L'assassino aveva colpito con numerosi fendenti l'uomo, quasi tutti inferti con molta violenza e di cui uno mortale al collo. Si era accanito meno sulla donna, dandole un solo fendente fatale al torace e poche altre pugnalate. Sulle braccia di entrambe le vittime erano stati riscontrati i tipici segni di un vano tentativo di difesa. A scoprire i cadaveri era stata la figlia Katiuscia, al rientro a casa dal lavoro nel pomeriggio. La donna aveva trovato la casa a soqquadro e i corpi dei genitori riversi nel giardino, a poca distanza l'uno dall'altro.

Dalle modalità del duplice delitto, l'anatomopatologo Alberto Furlanetto, che il 5 marzo aveva svolto l'autopsia, aveva avanzato l'ipotesi che il vero obiettivo dell'aggressione fosse stato, con tutta probabilità, Loris Nicolasi, ex bidello che dopo la pensione aveva gestito gestito per un po' un'osteria in paese. Secondo il medico, inoltre, la quantità di fendenti inferti all'anziano, portati quasi tutti con estrema violenza, accompagnati dunque da una precisa volontà di colpire, avrebbe richiesto all'aggressore un tempo piuttosto lungo, incompatibile con la dinamica di una semplice rapina poi degenerata, dove in genere il malfattore tende ad agire rapidamente e ad allontanarsi alla svelta.

Dalla casa, trovata nel tipico caotico disordine lasciato da chi cerca qualcosa da rubare, non era stato portato via niente. Forse un depistaggio. Dalle indagini era trapelato dunque che l'ipotesi del furto o rapina sfociati in duplice delitto perdeva consistenza, mentre acquistava maggior peso l'ipotesi che la famiglia, o almeno uno dei membri, potesse conoscere l'aggressore e che questi abbia agito con un movente economico, anche di modestà entità. Perché la coppia, visto il profilo professionale di Loris Nicolasi, non era particolarmente abbiente. Un omicidio che gli investigatori avevano ricollegato alla cerchia delle conoscenze più strette della coppia. Ecco perché negli ultimi giorni gli investigatori sono stati passati al setaccio i conti correnti, alla ricerca di movimenti di denaro che potessero indirizzare gli investigatori verso l’individuazione dell’assassino.