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Farro, quinoa, kamut... è cous cous made in Italy

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Un ex pastificio di Ferrara si converte al piatto del Maghreb e lo esporta in tutta Europa, Francia compresa
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Una delle più grandi fabbriche di cous cous d'Europa si trova ad Argenta, in provincia di Ferrara. È perfino leader mondiale nel prodotto biologico. Questa fabbrica si chiama Bia ed è un ex pastificio che poco più di dieci anni fa, per superare una crisi e salvarsi la pelle, ha convertito la sua produzione dalla pasta al cous cous, investendo su un prodotto etnico e trasformandolo in made in Italy.

La storia è questa: nel 2005 Luciano Pollini, amministratore delegato di Bia, deve inventarsi qualcosa per salvare il pastificio dalla crisi, e decide di puntare sul cous cous. "Sono stato folgorato dal cous cous perché lo considero un prodotto intelligente", dice. Pollini inizia a studiare e a viaggiare: la Francia (è il paese europeo che più ne consuma), l'Africa e tutti i luoghi in cui poteva conoscere chi fosse già operativo nel settore. "Ero totalmente immerso nel mondo del cous cous, da imprenditore…
Una delle più grandi fabbriche di cous cous d'Europa si trova ad Argenta, in provincia di Ferrara. È perfino leader mondiale nel prodotto biologico. Questa fabbrica si chiama Bia ed è un ex pastificio che poco più di dieci anni fa, per superare una crisi e salvarsi la pelle, ha convertito la sua produzione dalla pasta al cous cous, investendo su un prodotto etnico e trasformandolo in made in Italy.

La storia è questa: nel 2005 Luciano Pollini, amministratore delegato di Bia, deve inventarsi qualcosa per salvare il pastificio dalla crisi, e decide di puntare sul cous cous. "Sono stato folgorato dal cous cous perché lo considero un prodotto intelligente", dice. Pollini inizia a studiare e a viaggiare: la Francia (è il paese europeo che più ne consuma), l'Africa e tutti i luoghi in cui poteva conoscere chi fosse già operativo nel settore. "Ero totalmente immerso nel mondo del cous cous, da imprenditore mi dicevo "non può non funzionare" e al tempo stesso mi chiedevo perché nessuno in Italia ci avesse investito".

Piccola digressione: il cous cous è un piatto originario del Maghreb, a base di semola di grano duro impastata con acqua per formare delle piccole sfere, cotte poi a vapore e accompagnate da condimenti umidi. Da noi si trova nella tradizione gastronomica della Sicilia occidentale (specie nella provincia di Trapani), nel sud della Sardegna, confinato all'interno di una geografia culinaria molto ristretta. Il cous cous appare nei ricettari italiani per la prima volta alla fine dell'Ottocento. Artusi nel suo La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene è totalmente scettico: "Non garantisco di farvelo ben capire". Il fatto che culturalmente il cous cous non ci appartenga, non ha minimamente influenzato Pollini che va al sodo e non si lascia condizionare da argomentazioni che non siano strettamente attinenti al prodotto e al suo uso e consumo.

Così, nel 2006, ad Argenta la produzione di cous cous cotto a vapore ed essiccato ha inizio. Nel 2008 Pollini fa un ragionamento ulteriore e si concentra sul processo di produzione. É in quel momento che avviene quella speciale dote tanto italica di realizzare grandi prodotti arricchendoli di contenuti qualitativi. Pollini inizia ad applicare il processo produttivo del cous cous classico (fatto con semola di grano duro) ad altre materie prime: inizia con la linea integrale poi biologica, mette in produzione i cous cous di farro e quinoa, kamut, orzo e quattro cereali. E poi i senza glutine di mais, riso e anche con i legumi usando lenticchie rosse e ceci. Ogni prodotto sfarinabile è trasformato in cous cous, con un procedimento molto semplice: dal mulino arriva la farina, viene impasta con acqua e sottoposta a rollatura (con un movimento che ricrea lo sfregamento manuale per formare le sfere), i chicchi sono poi cotti a vapore e infine essiccati, confezionati e messi in commercio.

L'uso in cucina è estremamente facile (basta reidratarlo con acqua calda, o brodo a seconda della ricetta), comodo (si può usare anche l'acqua fredda), veloce. L'impiego è versatile e si presta a tante preparazioni creative.