Scuole, il modello emiliano sbarca in tutta Italia
Maria Novella De Luca
Grazie a Enel Cuore e Fondazione Reggio Children, sessanta scuole dell'infanzia ed elementari in tutt'Italia vengono "ripensate" con architettura intelligente e colorata. Ora si continua nelle zone terremotate
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Il progetto si chiama "Fare Scuola" e vuol dire coniugare l'apprendimento con la bellezza. Soprattutto se si tratta di luoghi dove ogni giorno vivono e crescono generazioni di bambini. Luoghi, come le scuole, spesso invece anonimi, tristi, di edilizia povera e architetture inadeguate. Dove gli spazi sono soltanto contenitori di alunni, banchi, cattedre e insegnanti, raramente invece espressioni di un pensiero pedagogico.
Da tutto questo e basandosi sull'esperienza straordinaria degli asili di Reggio Emilia, (definiti ancora oggi gli "asili più belli del mondo") e sulla pedagogia di Loris Malaguzzi, è nato il progetto sostenuto da Enel Cuore e Fondazione Reggio Children, per "ripensare" 60 scuole d'infanzia in tutta Italia. Un progetto lanciato a fine del 2015, con un investimento finora di cinque milioni di euro, il coinvolgimento di 26 architetti, i cui risultati, insieme a una mostra fotografica, sono stati presentati al Maxxi da Patrizia Grieco presidente di Enel, Carla Rainaldi, presidente della Fondazione Reggio Children e Giovanna Melandri presidente del Maxxi.
FARE SCUOLA - Progetto con la scuola d'infanzia e primaria
Le zone di frontiera
L'idea è stata quella di migliorare la qualità di alcuni ambienti scolastici in istituti spesso in zone di frontiera, dal rione Sanità a Napoli al quartiere Brancaccio a Palermo. Creando qui un atelier multiuso dove la sperimentare la cucina, là un campetto di pallone post-moderno, come a Scicli, dove oggi, al posto del cemento nudo, c'è uno spazio sportivo color blu cobalto che ricorda il mare. L'originalità del progetto sta nell'aver integrato interventi strutturali con l'esperienza pedagogica di Reggio Children, nelle cui scuole appunto i luoghi sono, "contesti di relazione e di apprendimento". Ristrutturazioni concordate con gli insegnanti, i genitori dei bambini e le comunità degli istituti coinvolti.
In particolare, si legge nel progetto, "si è scelto di lavorare sui luoghi di comunicazione come corridoi, saloni e piazze, oltre che nelle classi, mentre In alcune scuole è stato fatto un ulteriore passo in avanti cercando di utilizzare la tecnologia come strumento di inclusione dei bambini con diritti speciali". Il progetto prevedeva interventi in 60 istituti (scuole d'infanzia e primarie - fascia 3-11 anni), di questi 50 sono stati completati e operativi mentre 10 verranno conclusi entro questa estate. Ma si andrà avanti, ed è questa la novità, con altre dieci scuole nelle zone terremotate. I bambini coinvolti sono stati più di 9.300 e 140 gli insegnanti che hanno partecipato ai corsi di formazione.
Così a Napoli nelll'Istituto comprensivo Statale "Russo-Montale" (Fontanelle/Rione Sanità) in un contesto sociale particolarmente difficile, è stato realizzato un atrio-agorà da utilizzare per diversi momenti collettivi, compreso il pranzo. A Verbania nella scuola "Maria Peron" è stato invece realizzato il progetto LABolla: un laboratorio scientifico del cibo che è già stato utilizzato da oltre 400 bambini, mentre a Milano, nella scuola comunale "Bezzecca" è stato creato un atelier che unisce diversi linguaggi, quali pittura, disegno, immagine, scultura, musica, danza, movimento del corpo e nuove tecnologi, tra paesaggi di luce, pareti di verde verticale, piattaforme luminose e sistemi di proiezioni interattive.
Le scuole modello Reggio Children
Ma la novità è che anche all'interno del MAXXI sarà allestito, dentro il museo, un atelier ispirato a Reggio Children, destinato ai visitatori più piccoli e ai loro genitori.