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La strada del successo

Dai concerti in strada a quelli su web fino al talent: così abbiamo realizzato il nostro sogno. Un modello per tutti?
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Abbiamo iniziato a suonare insieme tre anni fa, ma fin da piccolissimi volevamo vivere di musica: chi suonava uno strumento a casa; chi lo aveva imparato a scuola; chi cantava davanti allo specchio. A quattordici anni Thomas e Victoria avevano formato un gruppo che poi si sciolse, ma erano determinati ad andare avanti , così Victoria coinvolse Damiano e pochi giorni dopo, grazie ad un annuncio postato su Facebook nel gruppo "Cercasi musicisti a Roma", arrivò Ethan, che divenne il nostro insostituibile batterista. Da quel momento, iniziammo a trovarci tutti i giorni dopo scuola per provare: facevamo quello che ci divertiva, passando ore e ore a casa di Victoria. Ancora non avevamo un nome, ma ci sentivamo a tutti gli effetti una band. Poi iniziammo a suonare in piccoli locali di Roma, dove non sempre andava tutto dritto. Ci autopromuovevamo sui social, ma soprattutto andando dovunque ci fosse uno spazio, a volte anche per strada, spesso in via del Corso a Roma. …
Abbiamo iniziato a suonare insieme tre anni fa, ma fin da piccolissimi volevamo vivere di musica: chi suonava uno strumento a casa; chi lo aveva imparato a scuola; chi cantava davanti allo specchio. A quattordici anni Thomas e Victoria avevano formato un gruppo che poi si sciolse, ma erano determinati ad andare avanti , così Victoria coinvolse Damiano e pochi giorni dopo, grazie ad un annuncio postato su Facebook nel gruppo "Cercasi musicisti a Roma", arrivò Ethan, che divenne il nostro insostituibile batterista. Da quel momento, iniziammo a trovarci tutti i giorni dopo scuola per provare: facevamo quello che ci divertiva, passando ore e ore a casa di Victoria. Ancora non avevamo un nome, ma ci sentivamo a tutti gli effetti una band. Poi iniziammo a suonare in piccoli locali di Roma, dove non sempre andava tutto dritto. Ci autopromuovevamo sui social, ma soprattutto andando dovunque ci fosse uno spazio, a volte anche per strada, spesso in via del Corso a Roma. Abbiamo colto tutte le possibilità che si presentavano, come l'occasione di suonare in Danimarca, terra di origine di Vic. Investimmo i soldi guadagnati per pagarci lo studio di registrazione, e per produrre da soli i video da pubblicare su YouTube. Così, per esempio, la nostra Recoveryfesteggiò le trentamila visualizzazioni, un risultato davvero straordinario.

Forse il primo vero banco di prova è stato quello di suonare per i nostri coetanei, nelle scuole. Finché, per un concorso a Roma abbiamo scelto il nostro nome e, come Måneskin, portammo a casa la nostra prima vittoria. Poi è arrivato il momento di X Factor: scelti su cinquantamila, ogni giorno abbiamo imparato qualcosa di nuovo. Ma siamo sempre rimasti fedeli a noi stessi, seguendo i consigli preziosi dei nostri coach, di Manuel e Rodrigo, ma con la possibilità di suonare con mezzi che non avevamo mai avuto fino a quel momento: un sogno che iniziava a diventare pian piano realtà. Siamo usciti dal talent e, spente le luci della tv, non vedevamo l'ora di tornare in mezzo al pubblico. È arrivato un tour sold out in tutta Italia e, con grandissima soddisfazione, abbiamo conosciuto i nostri fan di tutte le età. Faremo un'altra tournée in autunno: alcune date sono già esaurite e a breve ci chiuderemo a scrivere nuove canzoni.

Bisogna credere in sé stessi, non avere paura degli altri e non porsi limiti da soli; essere liberi, esprimersi, e trovare quella sicurezza fondamentale per stare al mondo. Sarà anche banale, ma spesso ce ne dimentichiamo. Nel video per il nostro ultimo singolo Morirò da re, che abbiamo scritto e sceneggiato, volevamo rappresentare proprio questo e speriamo di averlo fatto al meglio. Scrollarsi di dosso le paure e le costrizioni, che abbiamo sperimentato anche noi in prima persona e che sono solo un ostacolo. Una mente aperta, senza pregiudizi, è molto probabile che arrivi dove vuole. È stato un percorso lungo, di autoconoscenza: prima di essere una band, ognuno di noi era meno consapevole, meno sicuro, con una sorta di maschera imposta. Insieme abbiamo trovato un percorso per imparare chi siamo davvero, una strada dove abbiamo imparato ad apprezzarci, senza porre troppa attenzione al giudizio degli altri. Abbiamo inseguito la nostra passione e trovato il nostro stile: se non l'avessimo fatto saremmo andati avanti per una direzione che non era la nostra, ma quella imposta da qualcuno. La nostra vita in pochi mesi è cambiata e facciamo quello che ci piace: oltre a questa enorme soddisfazione, tutto ciò ci ha reso molto più responsabili di prima. Ma non vogliamo fermarci qui, siamo giovani e non abbiamo paura che il sogno possa finire: sappiamo che può succedere, ma vogliamo fortemente un posto nel mondo della musica e faremo di tutto per meritarcelo.