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Alberto Angela racconta la storia del vino: “È un’opera d'arte”

Uno dei tesori che ha fatto grande l'Italia. Dai romani a Cavour
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"Il vino è un'opera d'arte, è una delle meraviglie create dall'uomo". Alberto Angela, scrittore di libri best-seller, che da anni si dedica alla divulgazione scientifica come autore e conduttore di programmi televisivi di grande popolarità come Passaggio a Nord Ovest, Ulisse e l'ultimo, Meraviglie - La penisola dei tesori, seguito da milioni di persone, ci racconta il vino, testimone importante della tradizione storica contadina che racchiude la memoria di un territorio e la cultura di un'epoca.

Come nasce la storia del vino?
"Probabilmente nasce casualmente; i tralci di vite più antichi risalgono al periodo preistorico. Si ipotizza che i primissimi vini siano frutto di fermentazioni partite accidentalmente. Ci sono ritrovamenti soprattutto in Iran, nel Caucaso, nella Turchia occidentale. Un filo rosso che si estende e attraversa la storia dei popoli di tutte le grandi civiltà: gli Egizi, i Greci, gli Etruschi. Qua…
"Il vino è un'opera d'arte, è una delle meraviglie create dall'uomo". Alberto Angela, scrittore di libri best-seller, che da anni si dedica alla divulgazione scientifica come autore e conduttore di programmi televisivi di grande popolarità come Passaggio a Nord Ovest, Ulisse e l'ultimo, Meraviglie - La penisola dei tesori, seguito da milioni di persone, ci racconta il vino, testimone importante della tradizione storica contadina che racchiude la memoria di un territorio e la cultura di un'epoca.

Come nasce la storia del vino?
"Probabilmente nasce casualmente; i tralci di vite più antichi risalgono al periodo preistorico. Si ipotizza che i primissimi vini siano frutto di fermentazioni partite accidentalmente. Ci sono ritrovamenti soprattutto in Iran, nel Caucaso, nella Turchia occidentale. Un filo rosso che si estende e attraversa la storia dei popoli di tutte le grandi civiltà: gli Egizi, i Greci, gli Etruschi. Quando si arriva alla civiltà romana, un'epoca storica durata tantissimo, il consumo del vino diventa quotidiano. Dopo il grande impulso dato dai Greci, sono stati poi i Romani a produrlo su larga scala, almeno in due continenti; prima era un nettare costoso, riservato a pochi eletti, con loro si trasforma in un prodotto comune, accessibile a tutti".

Come era il vino al tempo dei Romani?
"Il vino era fondamentale nei banchetti romani, e si prevedeva una lunga sequenza di brindisi. Era denso, quasi come uno sciroppo al miele, con una gradazione alcolica molto alta, e i romani usavano quasi sempre allungarlo con acqua, calda d'inverno e fredda d'estate. All'epoca i vini erano di diverse tipologie: dai veri e propri intrugli, ai dozzinali, fino a vini eccellenti come il rinomato Falerno prodotto alle pendici del Massico, a nord della Campania, decantato da Orazio e Plinio il Vecchio. Una coppa di ottimo Falerno, dalle scritte nelle taberne vinarie trovate a Ercolano e Pompei, costava come quattro coppe di vino scadente".

Il commercio di questo prodotto era già importante?
"Certamente, era di assoluto rilievo e fonte di potere. Come contenitore per il vino veniva usato uno dei simboli più belli dell'archeologia, l'anfora vinaria. Utilizzata per il trasporto del vino nell'antichità, ha permesso di tracciare gli itinerari e gli spostamenti del commercio di allora. Le anfore di diversa fattura, rivelavano la provenienza e l'epoca: avevano il bollo con il nome di chi le produceva, e presentavano una specie d'etichetta, la pittacium, che ne indicava l'origine e l'annata. Dati importanti giunti fino a noi, che hanno aiutato gli archeologi a ricostruire i movimenti del commercio in terra e le rotte delle navi che si spostavano per fiume e per mare. File di anfore, con capacità di circa 20 litri, erano impilate nella stiva attraverso un organizzato sistema che ne permetteva il trasporto in grandi quantità".

Parte della puntata di Meraviglie del 10 gennaio scorso era dedicata al paesaggio vitivinicolo delle Langhe-Roero e Monferrato, patrimonio Unesco dal 2014. Si narrava anche di Camillo Benso, conte di Cavour.
"È stato un personaggio storico profondamente legato al mondo del vino. Molte altre figure storiche sono state attratte dal fascino enoico, ma il conte di Cavour è stato fondamentale per la promozione del Barolo, il nobile vino da uve Nebbiolo, definito spesso come 'il vino dei re e il re dei vini'. Uomo d'affari, politico e statista fautore dell'Unità d'Italia ufficializzata nel 1861, è stato un eccellente produttore di vino a Grinzane, in Piemonte, introducendo a quel tempo innovative tecniche in cantina e rigidi protocolli di produzione che hanno contribuito a fare del Barolo uno dei più grandi vini al mondo".